ABISSO #037: tre anni infernali
33 novità editoriali, due interviste, i risultati del concorso TrueCrimePremio 6 e un nuovo contest gratuito di scrittura...
Ciao a tutti, io sono Alessio Valsecchi e questo è il nuovo numero di ABISSO, la newsletter di La Tela Nera che porta libri, autori e un po’ di amichevoli tenebre nelle vostre vite.
Ebbene sì, sono già passati tre anni da quando ho creato e lanciato questa newsletter, che con il numero odierno spegne la sua terza candelina e rendiconta i suoi quasi duemila iscritti. Realizzarla e pubblicarla ogni santo mese è una vera faticaccia (oggi ho pure sforato coi tempi, mannaggia!), ma le soddisfazioni che ogni nuova uscita porta con sé sono sempre notevoli e ripagano gli sforzi.
Questo mese non festeggiamo soltanto il compleanno di ABISSO, celebriamo anche il ritorno del Nella Tela!, il concorso letterario di La Tela Nera aperto ai racconti di tre differenti lunghezze (“schegge” fino a 10k, “racconti” fino a 20k e “novelle” fino a 50k) e che mette in palio libri e la partecipazione a un’antologia in uscita a fine novembre 2026. L’ultima edizione del concorso si è tenuta nel lontano 2011, sotto l’egida delle Edizioni XII, un pezzo del mio cuore (e non solo mio) che ogni tanto torna a battere un colpo.
E non vogliamo spendere due parole su Marginalia 2026? Una bellissima edizione che mi ha fatto incontrare tanti amici di vecchia data (e quindi sì, fottutamente attempati proprio come me) e tante nuove persone, lettori/scrittori che in qualche modo si sono fatti trascinare nell’abisso delle produzioni editoriali dove ho messo la zampa. Proprio a Marginalia ho incontrato i due autori protagonisti delle interviste del numero: Anna Silvia Armenise (Scheletri Ebook) e Alberto Rudellat (Zona42).
In questo numero 37 trovate anche tantissime novità editoriali, notizie crime, i libri proposti dai follower della nostra pagina Instagram, i risultati dell’edizione 6 del TrueCrimePremio, una nuova edizione del contest di scrittura di ABISSO e i risultati della sua edizione 28.
Un’ultima cosa prima di lasciarvi alla lettura: dal 14 al 18 maggio 2026 torna a Torino la più importante fiera del libri italiana, il Salone. Sarà l’occasione giusta per presentare al pubblico per la prima volta “La voce della palude”, la nuova antologia con il meglio del NeroPremio edita da Silele Edizioni. Troverete il libro in vendita allo stand dell’editore e io stesso dovrei essere in zona il sabato della fiera per scambiare due chiacchiere, ci si vede là! 😉
A presto e buona lettura! 👍
🚩 Ecco i contenuti del numero 37:
• Nella Tela! 2026 e primo dark ticket (Ancora vivi)
• Marginalia 2026, com’è andata?
• Novità horror, weird e del fantastico
• Intervista all’autore Alberto Rudellat
• Novità fantasy, fairy, young adult
• Intervista alla scrittrice Anna Silvia Armenise
• Novità fantascienza e dintorni
• Novità noir, thriller e crime
• Crime e serial killer, tra finzione e realtà
• Le proposte dei nostri follower
• TrueCrimePremio edizione 6: i risultati
• Il contest numero 30 di ABISSO
🔴 Nella Tela! 2026 e il primo Dark Ticket
Il bando ufficiale del Nella Tela! 2026 è scaricabile cliccando QUI.
Questo concorso letterario è l’unico tra quelli organizzati da La Tela Nera che prevedere una quota di iscrizione, ma agli iscritti di ABISSO ogni tanto verrà offerta l’occasione di accaparrarsi un Dark Ticket e poter così iscrivere il primo racconto al contest senza ulteriori spese.
Da oggi fino al 24 aprile è possibile ottenere un dark ticket ordinando una copia di “Ancora vivi” al prezzo speciale di 14 euro (spese di spedizioni incluse): basta scrivere una email ad abisso@substack.com indicando il proprio nome e recapito postale, pagherete il libro soltanto dopo averlo ricevuto.
🔴 Marginalia 2026, com’è andata?
Com’è stata l’ultima Marginalia? Tanta stanchezza, tante chiacchiere e tante persone incontrate. E pure tanta birra, burp! 😁
Qualche foto per documentare l’evento…
Nella prima sono ritratto insieme a un vero e proprio mucchio selvaggio di amici e scrittori di lunghissima data, tutti incontrati per la prima volta sui forum di Scheletri.com e LaTelaNera.com a partire dai primi anni 2000: (in piedi da sinistra) Simone Corà, Marco Crescizz, Raffaele Serafini, me medesimo Alessio Valsecchi; (accosciati) Matteo Mancini, Alessandro Balestra, Gabriele Lattanzio, Alessandro Girola.
La seconda foto è dedicata al “banchetto” dove per due giorni ho venduto libri insieme al socio Gabriele: ma che bellina non è la nostra tovaglietta in finto pizzo con le ragnatele e i ragnetti? 😍
La terza foto è dedicata a “Fattacci true crime”: (da sinistra) io, Marco Notari (autore di una delle storie incluse nella raccolta) e Stefano Valbonesi (co-curatore del volume).
E la quarta foto è dedicata alla gioia più grande dell’evento, perché condivisa con altre persone: la sorprendente vittoria nella categoria self nel concorso letterario interno La Chiave d’Argento con “Ancora morsi” e i successivi festeggiamenti insieme a due degli autori dell’antologia, Sara Ronco e Davide Emanuele.
🧛🏽♂️ Novità horror, weird e del fantastico
Sezione gestita da Lore Costa. Seguila su Instagram, Facebook e TikTok.
Le più recenti pubblicazioni in ambito horror, weird, fantastico nero. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
Piccole creature dell’Abisso, oltre alle proposte di lettura, ci teniamo a segnalare recensioni e approfondimenti trovati in rete, come la recensione di @inkyrabooks_ a “Spell Caster- L’Incantatore” di Jaymin Eve, la recensione di @letture_silenziose a “Midnight in America” di Dalia Vallombra, la recensione di @nildelibri a “L’amante del diavolo” di J.W. Brodie Innes, il consiglio di lettura di @letturedallaltromondo a “Un esorcista racconta” di Gabriele Amorth.
📕 La vendetta del corvo
di Michele Borgogni - Spaghetti Weird (1 aprile 2026)
Dopo un’esecuzione fallita, Jed Callahan ritorna dall’aldilà guidato da un corvo, deciso a eliminare sette nemici. Attraversa terre aride e insidiose, tra città abbandonate e incontri disturbanti, inseguendo una vendetta che sfuma nella follia. Un giudice fanatico si erge come antagonista in un mondo crudele e visionario. Il romanzo rilegge il West in chiave oscura e surreale, fondendo violenza, misticismo e introspezione, fino a dissolvere il limite tra redenzione e condanna. Approfondisci
📕 Hollow Fell
di Sara Holst - De Tomi Editore (22 marzo 2026)
Per festeggiare l’acquisto della sua nuova casa, il dottor Tristan Lancaster organizza una festa tra amici. Un gesto provocatorio, perché tutti sanno che quella dimora è segnata da oscuri eventi accaduti dieci anni prima. Durante l’inaugurazione, però, due ospiti vengono trovati morti in circostanze inspiegabili. Un romanzo gotico, esoterico, ambientato nella York del 1900. Approfondisci
📕 Il paese della rabbia
di Francesco Cane Barca - Zona 42 (9 aprile 2026)
Amalia, Corso e Berenice arrivano a ##### per raccontare un evento, ma una misteriosa neve gialla diffonde un morbo che scatena violenza e follia. La popolazione cede a istinti distruttivi: caos, paura e disperazione travolgono ogni cosa. In pochi giorni la città diventa teatro di rabbia incontrollata e crollo sociale. Tra devastazione e smarrimento, solo Corso riuscirà a testimoniare l’accaduto. Il romanzo offre uno sguardo lucido e inquietante su una realtà deformata, segnata da furia collettiva e perdita di controllo. Approfondisci
📕 Wendigo
di Eugenio Pochini - Nua Edizioni (20 marzo 2026)
Nel tentativo di recuperare i rapporti con la sua famiglia, Scott Gardener accetta di lavorare come veterinario in una remota riserva naturale al confine con il Canada. Sembra un’oasi di pace, ma qualcosa si è ridestato nel silenzio dei boschi innevati, qualcosa guidato da una fame insaziabile. Approfondisci
📕 Il sacco dei dannati
di Giuliano Olivotto - Delos Digital (27 marzo 2026)
Durante lo storico Sacco di Roma del 1527, l’esercito dei Lanzichenecchi fa dilagare in città un’antica infezione che trasforma i morti in zombie. Un ex boia pontificio e una suora guerriera si ritrovano intrappolati nel cuore dell’apocalisse. Ma la strada per raggiungere la salvezza è ardua. Approfondisci
📕 Scimmiette di Mare Project – Kill your writer (Vol. 2)
di Autori Vari - NeroPress Edizioni (21 marzo 2026)
Presentato a Marginalia 2026, fa il suo debutto il secondo volume di un progetto assurdo, nato dalla mente contorta di una creatura chiamata “Mamma”. Con l’aiuto delle misteriose Scimmiette di Mare, gli autori prescelti avranno l’arduo compito di collezionare i cuori degli scrittori condannati; tra questi troverete anche me, Lore Costa. Curiosi di scoprire come ho ucciso il Maestro Edgar Allan Poe? Approfondisci
📕 The dead of summer. Strane storie di calendimaggio e del solstizio d’estate
di Autori Vari - Giunti Editore (25 marzo 2026)
Quattordici racconti da brivido narrano dei sinistri rituali che accadono nel periodo più oscuro dell’anno: a Beltane (il primo maggio), nella notte di Valpurga e durante la vigilia di mezza estate. Approfondisci
📕 Zofloya o il Moro
di Charlotte Dacre - Black Dog Edizioni (22 marzo 2026)
In un secolo dominato dal patriarcato, Victoria de Loredani è padrona del proprio destino, ed è disposta a tutto pur di assecondare i suoi desideri. Fa un patto infernale con Zofloya, un misterioso moro dagli oscuri poteri, che diventerà la sua guida verso la perdizione dell’anima. Pubblicato per la prima volta nel 1806, ancora oggi continua a scuotere la moralità, infrangendo il mito della passività femminile. Approfondisci
📕 Amore e apocalisse
di Daniele Zambrano - Planet Book Editrice (15 marzo 2026)
In un mondo distopico, segnato da un’apocalisse zombie, due virologi attraversano un territorio ostile per riuscire a trovare una cura contro l’epidemia. Approfondisci
📕 La radura
di Alessandra Castellazzi - E/O (25 marzo 2026)
In un ambiente inquieto lungo l’Adda, Viola affronta il dolore per la perdita della sorella Greta, scomparsa durante una piena. Mentre l’estate avanza, nota segnali strani: animali irrequieti, piante che muoiono, caldo opprimente. Seguendo queste tracce, scopre una radura segreta che sembra custodire un legame con chi non c’è più. Tra mistero e suggestione, intraprende un percorso che intreccia lutto e crescita, confrontandosi con natura, destino e libertà. Approfondisci
📕 Dentro l’abisso
di Pier Ugo Acerbi - Youcanprint (25 marzo 2026)
Nelle colline romagnole, un uomo si ritira in solitudine, ma sogni vividi lo conducono a un incontro con Reppa, figura demoniaca legata a enigmi esistenziali. Un oggetto antico emerge nella realtà, spingendolo a una missione: trovare una rara pellicola del 1932. L’indagine attraversa archivi dimenticati e vecchi cinema, trasformandosi in un viaggio interiore. Attraverso storie di artisti segnati da ambizione e dolore, il protagonista affronta destino, mistero e trasformazione personale. Approfondisci
🔴 Intervista all’autore Alberto Rudellat
Alberto Rudellat è una voce interessante della narrativa horror e weird italiana. Dopo anni di racconti, premi e pubblicazioni, torna con “Nella carne / Nella pietra” (Zona 42 Edizioni), una raccolta che ci trascina a Roccalama, un luogo malato e perturbante dove realtà e incubo si confondono.
Ne abbiamo parlato con lui per approfondire il suo percorso e la genesi di questo libro.
[ABISSO]: Partiamo dalle basi: di te si trovano pochissime informazioni online. Oltre al fatto che sei nato a Nuoro e vivi a Torino, chi è Alberto Rudellat? Che percorso umano c’è dietro lo scrittore?
[Alberto Rudellat]: Ciao Alessio e grazie per ospitarmi qui su ABISSO. Tutto giusto: sono nato a Nuoro, dove ho vissuto fino ai 18 anni e dove ancora ho famiglia e amici; e da quasi 20 anni vivo a Torino. In mezzo c’è stato un periodo in cui ho vissuto a Pisa per studiare.
Ho un lavoro che non ha niente a che fare con la scrittura, una gatta, due tatuaggi e un’incorreggibile passione per il wrestling.
[ABISSO]: Quando e come nasce la tua passione per la scrittura? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che raccontare storie sarebbe stato qualcosa di più di un semplice interesse?
[AR]: Mi è sempre piaciuto leggere. E presto mi è venuta voglia di provare a “passare dall’altra parte” e scrivere le storie che avevo in testa. Il mio primo approccio con la scrittura è stato filtrato dalla musica. Dal rap dei primissimi anni ’90. Per tanti anni ho fatto parte di un gruppo e quello è stato a lungo il mio modo per esprimermi.
È stato poi negli anni dell’università che mi è venuta voglia di esplorare altri linguaggi e ho iniziato a scrivere i primi racconti.
[ABISSO]: Il tuo percorso autoriale si muove tra horror, weird e noir: quali sono state le tappe principali della tua evoluzione e quali generi o forme narrative hai sperimentato nel tempo?
[AR]: Le prime cose che ho scritto forse non avevano neanche un genere ben definito. Erano chiaramente ispirate a quello che leggevo e che mi colpiva, come credo sia normale all’inizio. Ci sono voluti anni, e tanti fogli appallottolati e buttati via, per capire cosa avrei voluto scrivere davvero.
L’horror è un genere che mi ha sempre affascinato, fin da quando ero piccolo e in videoteca mi fermavo a guardare le locandine dei film e le copertine dei VHS, rapito da quelle immagini spaventose. Per me sono venuti prima i film dei libri. Ma per arrivare a scrivere horror mi è venuto naturale passare prima attraverso il noir: lo trovavo più semplice, più immediato. L’horror e il weird per me sono linguaggi più indiretti, più “metaforici”, parlano per simboli: c’è voluto tempo per imparare a maneggiarli bene, per far emergere la loro potenza.
[ABISSO]: Sei un autore che ha partecipato con costanza e successo a diversi concorsi letterari: dal “Mystfest – Premio Gran Giallo Città di Cattolica” al “ToHorror”, passando per il “Nella Tela!” (che hai vinto nel 2011) fino al podio del “Thriller Café” nel 2020. Che ruolo hanno avuto questi concorsi nella tua crescita e nella tua visibilità?
[AR]: Partecipare ai concorsi letterari per me è stato fondamentale. Avere la possibilità di confrontarmi con chi li organizzava, con altri scrittori, con persone appassionate e preparate, è una cosa che mi ha fatto crescere tantissimo. E vincerne qualcuno mi ha aiutato a sentirmi più sicuro, ad avere più fiducia in quello che stavo scrivendo.
Sono felice che stiate rilanciando il concorso Nella Tela! perché penso davvero che i concorsi siano una grande palestra per chi inizia a scrivere.
[ABISSO]: Ti abbiamo conosciuto proprio grazie al Nella Tela! nel 2011, ma il tuo esordio in libreria con “Dipingere non è reato” arriva solo nel 2019: come mai questa attesa così lunga? È stata una scelta, una necessità o un percorso di maturazione?
[AR]: Tutte e tre le cose. Come ti dicevo prima, ho partecipato a tanti concorsi e pubblicato racconti in diverse antologie in quegli anni. Ma un po’ per i tempi di vita un po’ per i miei tempi di scrittura, non avevo ancora in mente un progetto narrativo coerente e solido. E ancora non mi sentivo pronto a pubblicare qualcosa di solamente mio.
“Dipingere non è reato” è stata la prima storia che mi ha convinto del tutto. La prima che mi sono sentito pronto a proporre. E per fortuna è piaciuta anche a NeroPress che ha scelto di pubblicarla.
[ABISSO]: Arriviamo a “Nella carne / Nella pietra”: come nasce Roccalama? È un luogo che hai costruito razionalmente o si è imposto poco a poco nella tua immaginazione?
[AR]: È un luogo che avevo in testa da tempo, ispirato da un paese in Sardegna abbandonato in seguito a un’alluvione e successivamente ricostruito qualche centinaia di metri più in alto. Quando ho iniziato a concepire i racconti che poi avrebbero composto “Nella carne / Nella pietra” mi è venuto naturale ambientarli lì. Era la cornice giusta per il tipo di orrore che avevo in mente: un paese che si affaccia e si specchia nel proprio passato traumatico. Un paese “doppio”, che vive in un tempo sospeso. Poi man mano, nel corso della scrittura, Roccalama ha assunto un ruolo sempre più importante, fino a diventare la vera protagonista del libro.
[ABISSO]: Il libro è definito come una “narrazione a mosaico”: come hai lavorato sulla struttura per tenere insieme racconti, personaggi e linee temporali senza perdere coesione?
[AR]: È stato come tessere un arazzo, intrecciando i fili fino ad ottenere il disegno completo. L’immagine che avevo in mente dall’inizio era quella di uno specchio rotto, che restituisce un’immagine distorta e frammentata. Volevo che la storia e la geografia di Roccalama fossero ricostruite attraverso le voci dei personaggi: luoghi, storie e persone che si intrecciano, si sovrappongono, ritornano. E insieme compongono un’unica storia.
A volte le connessioni tra i racconti sono sfumate, appena accennate; in altri casi sono più esplicite. A livello pratico, a casa ho un cassetto pieno di mappe, schemi, sequenze di date che mi sono servite per non perdere di vista il quadro d’insieme.
[ABISSO]: Uno degli elementi più forti è il tema del “paese maledetto”: quali sono stati i tuoi riferimenti, letterari o personali, per costruire questa declinazione così fisica e disturbante dello spazio?
[AR]: Quello del “paese maledetto” è un archetipo del genere horror con il quale volevo confrontarmi perché l’idea di un luogo infestato da un’energia maligna, in cui l’orrore può convivere con la realtà quotidiana, mi ha sempre affascinato. Roccalama è un luogo volutamente straniante, un paese di montagna in cui però ci sono edifici completamente fuori posto, fuori scala, come le case di cartone (tre enormi torri, un’assurda architettura brutalista) o l’edificio di mattoni della fabbrica di orologi. E spazi liminali in cui si aprono squarci verso un’altra dimensione.
Le ispirazioni a cui sono più legato sono senz’altro Hobb’s End del film “Il seme della follia” di Carpenter, alcune ambientazione italiane (non solo geografiche) di Fulci e Avati, e ovviamente Twin Peaks.
[ABISSO]: Le tue ambientazioni giocano molto sul confine tra reale e liminale, con echi evidenti delle backrooms: cosa ti affascina di questi spazi e perché funzionano così bene nell’horror contemporaneo?
[AR]: Il motivo per cui trovo così affascinanti gli spazi liminali è legato alle sensazioni che richiamano. Un luogo svuotato di ogni presenza umana è insieme familiare ed estraneo. In qualche modo ci sembra sbagliato. C’è qualcosa che non riusciamo ad afferrare. Ci mette a disagio. Ci trasmette una sorta di malinconia inquietante, come la nostalgia di un posto in cui non siamo mai stati.
Delle backrooms poi, l’aspetto più disturbante è proprio il terrore di poter rimanere bloccati, intrappolati tra questi corridoi sterminati, vuoti e labirintici, in un tempo immobile che si dilata all’infinito. Era perfettamente funzionale a ciò che volevo raccontare nel mio libro: l’assenza. E mi permetteva di contaminare il folklore tradizionale con un folklore più moderno e digitale.
[ABISSO]: In Roccalama il tempo sembra essere una malattia e il dolore qualcosa di contagioso: quanto è centrale per te il tema del trauma e della memoria nella costruzione dell’orrore?
[AR]: Sicuramente il trauma è uno dei temi che l’horror riesce a sviluppare meglio, e in questi ultimi 10 anni si è fatto ancora più esplicito nei film e nella letteratura. C’è un’intera masterclass di Lucio Besana che lo racconta molto bene. “Nella carne / Nella pietra” racconta ciò che un’assenza, una perdita, lasciano nelle vite di chi resta. La sensazione di smarrimento che si prova quando qualcuno scompare all’improvviso dalla nostra vita. Le cicatrici che ci restano addosso. Quello che il tempo cura e quello che non può cancellare.
Il ticchettio asincrono delle centinaia di orologi della fabbrica simboleggia proprio il tempo che passa in maniera diversa per ogni personaggio, perché ognuno impiega il “suo” tempo per affrontare ed elaborare un trauma. Ci sono ferite, lutti e paure che potrebbero essere collettivi, perché riguardano l’intero paese, ma Roccalama è chiusa nei propri segreti e ognuno è solo con il proprio dolore.
Anche il tema della memoria è importante: la memoria del paese e quella dei singoli personaggi. La storia di Roccalama si snoda in circa sessant’anni: dal crollo che ha cancellato il borgo vecchio al presente. Il tempo del racconto è spezzato, i riferimenti temporali ad anni precisi sono pochi. Spesso sono proprio i ricordi di un personaggio a intrecciare i fili tra i diversi racconti.
[ABISSO]: I “mostri” del libro non sono sempre espliciti, ma sembrano filtrare dalla realtà stessa: che tipo di orrore ti interessa raccontare oggi? Più cosmico, più psicologico o più radicato nel quotidiano?
[AR]: Le creature che popolano il microcosmo di Roccalama sono sempre in qualche modo collegate alla frana, che è un elemento importante nella narrazione e nella storia del paese. Sono esseri che vivono in un’altra dimensione, ma che talvolta riescono ad attraversare una soglia e filtrare nel nostro mondo. Mi piace l’idea che un orrore sovrannaturale, quasi cosmico, invada la quotidianità.
[ABISSO]: Come sei entrato in contatto con Zona42 Edizioni e con Luigi Musolino, curatore della collana Caronte? Che tipo di lavoro editoriale è stato fatto sul testo?
[AR]: Quando ho finito la prima stesura di “Nella carne / Nella pietra” ho fatto leggere il testo a Emanuela Cocco (autrice, editor, fondatrice di “Scrivere di notte”), che mi ha dato dei consigli preziosissimi non sul testo ma sulla struttura di alcuni racconti. Ci siamo trovati subito d’accordo sul fatto che Zona42 sarebbe stata la casa perfetta per questo libro quindi, semplicemente, l’ho inviato all’editore. A loro è piaciuto e hanno deciso di pubblicarlo per Caronte. A quel punto ho iniziato a lavorare con Luigi Musolino sull’editing. Luigi è un lettore attento, un editor preciso e mai invadente. È stato un editing abbastanza leggero: abbiamo lavorato su specifiche scene, o su una frase, su una singola parola, e il testo ne ha guadagnato in potenza.
[ABISSO]: Guardando al mercato e al mestiere di scrivere: quali sono state le tue scelte per promuovere “Nella carne / Nella pietra”? Ti affidi completamente all’editore o segui anche una strategia personale tra social, eventi e contatti?
[AR]: Ho la fortuna sfacciata di aver pubblicato con una casa editrice come Zona42, che fa un lavoro eccellente anche nella fase di promozione del libro, non solo sui social ma soprattutto con una presenza costante a tutti i principali appuntamenti letterari. La collana Caronte poi è appunto curata da Luigi Musolino e in questi anni ha sfornato dei libri pazzeschi, quindi lettrici e lettori hanno estrema fiducia in quello che pubblica.
In sostanza io devo fare ben poco. Per fortuna, perché le presentazioni pubbliche mi mettono sempre grande ansia.
[ABISSO]: Restando in ambito letture: quali sono tre libri di genere fantastico, dark o horror che hai letto nell’ultimo anno e che ti hanno colpito particolarmente? Cosa ti hanno lasciato?
[AR]: Ho finito da poco “Cadavere squisito” di Agustina Bazterrica, un libro politico nel senso più profondo del termine, che mi ha colpito per la sua crudeltà.
Sto finendo la trilogia di Anders Fager (“Culti svedesi”, “Relazioni interspecie”, “Tu non puoi vivere”) e trovo che l’ambientazione nordica e le commistioni con il folklore riescano ad attualizzare benissimo l’universo Lovecraftiano.
E “Madre delle ossa” (che in realtà ho “riletto” quest’anno), che in qualche modo rientra sicuramente tra le ispirazioni del mio libro.
[ABISSO]: Finora ti sei mosso soprattutto nella forma breve: racconti e novelle. Dobbiamo aspettarci un romanzo in futuro o senti che la tua dimensione ideale resta quella del racconto?
[AR]: La dimensione con cui mi trovo più a mio agio è quella del racconto, o comunque una forma relativamente breve. Credo di riuscire a essere più incisivo nella narrazione di breve respiro.
Ma visto che anche per “Nella carne / Nella pietra” ero partito scrivendo racconti e invece alla fine è venuto fuori un romanzo (per quanto scomposto), chi può dire cosa verrà fuori la prossima volta…
[ABISSO]: Dove possono seguirti i lettori? Sei presente sui social o preferisci altri canali per entrare in contatto con chi ti legge?
[AR]: Sono su Instagram (@rue_du_lait). E cerco di partecipare a tutte le fiere e i festival per quanto possibile. Se non mi trovate tra gli stand, di solito sono al bar.
[ABISSO]: Invitiamo tutti i lettori di ABISSO a scoprire “Nella carne / Nella pietra”, un’antologia che pone Alberto Rudellat come una delle voci più interessanti del panorama horror e weird italiano contemporaneo, e a seguirne con attenzione la futura produzione letteraria.
Intervista a cura di Alessio Valsecchi.
🧙 Novità fantasy, fairy, young adult
Sezione gestita da Simona Cremonini. Seguila su Instagram e Facebook.
Le più recenti pubblicazioni in ambito fantasy, fairy e young adult. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
In queste settimane il mio sguardo sui social è stato catturato da due post.
Da amante dei mici, non potevo non notare il carosello di @unquiet.bones sul terribile destino che, secondo le tradizioni popolari, avrebbe chi tratta male i gatti.
Sul suo profilo @anticheleggende ha invece parlato delle città sospese nel mare che i marinai per secoli hanno raccontato di vedere nello Stretto di Messina.
📕 L’anima delle ombre
di Emma Noyes - Sperling & Kupfer (7 aprile 2026)
Sopravvivere al terzo anno di liceo a Silver Shores è una vera impresa e Charlie Hudson sa bene quanto è difficile passare inosservata. Tuttavia c’è qualcosa che ben presto glielo impedisce: uno studente è sparito in un bosco, lasciando dietro di sé le proprie scarpe e simboli misteriosi incisi sul tronco di una pianta, e Charlie non riesce a fare a meno di indagare.
Il suo sospettato numero uno è il nuovo arrivato Elias Everhart, enigmatico ed elusivo verso le domande. I suoi segreti però sono sicuramente collegati ai simboli sul legno, un varco verso un mondo nascosto nel quale creature e incantesimi non sono nulla rispetto al potere del primo amore. Approfondisci
📕 L’alchimia proibita
di Stacey McEwan - Newton Compton Editori (8 aprile 2026)
Ancora giovanissimi, Nina e Patrick vengono rapiti dalla loro città mineraria e si ritrovano deportati nella sfavillante Belavere City. Qui l’antica Scuola degli Artigiani pone loro e altri ragazzi di fronte a una prova: alcuni potranno diventare rispettati Artigiani e custodi di forze elementali, gli altri resteranno semplici Mastri.
Uniti da un legame sempre più forte, Nina e Patrick in occasione della selezione scoprono tuttavia un terribile segreto che li separa. Anni dopo, diventata Artigiana d’élite, Nina viene catturata da un gruppo di ribelli presieduto proprio da Patrick. Approfondisci
📕 Fallen Gods. La caduta degli dei
di Rachel Van Dyken - Nord (14 aprile 2026)
Dei e giganti non appartengono solo al mondo dei miti e delle leggende, ma dormono in corpi mortali sparpagliati per il mondo, in attesa della scintilla che potrà risvegliarli. Rey Stjerne sa che il più spietato di tutti è proprio suo padre, Odino, che l’ha incaricata di rubare il leggendario martello Mjölnir all’università di Endir, luogo dove si concentrano antichi segreti e misteriose dinastie.
Quello che non le doveva succedere, però, è di innamorarsi dell’erede del nemico, Aric Erikson. Nella missione che le è stata imposta, Rey è la scintilla, ma il pericolo si intreccia con i sentimenti per Aric, la miccia che può rovinare tutto. Approfondisci
📕 Tra i fiori infuocati
di Samantha Shannon - Mondadori (21 aprile 2026)
Sono trascorse centinaia di anni da quando l’Armata Draconica si è levata in volo annunciando per davvero il rischio che l’umanità possa estinguersi. Nella sua casa Marosa Vetalda è prigioniera del volere di un padre padrone, Re Sigoso, mentre il suo amato è lontano. Il promesso sposo di Marosa, Aubrecht Lievelyn, amministra un regno che non ha il diritto di governare, ma il suo pensiero è rivolto al loro progetto comune: creare un mondo migliore di quello in cui sono costretti a vivere.
Nel mentre Estina Melaugo porta avanti la sua caccia alle creature draconiane che da tanto tempo dormono in luoghi nascosti del continente, e il drago di alto rango wyrm Fýredel si sta risvegliando. Approfondisci
📕 The night prince
di Lauren Palphreyman - Rizzoli (28 aprile 2026)
Il Re Lupo rivuole con sé Aurora. Lei gli appartiene, secondo quanto scritto nell’antica Legge dei Lupi, ma lei e Callum non intendono arrendersi. Vogliono sconfiggerlo e per farlo sono costretti ad allearsi con Blake, uno dei Lupi più temuti e magnetici, la cui vita è legata a doppio filo con quella di Aurora: se lui dovesse morire, lei subirebbe lo stesso destino.
Aurora vuole spezzare questo vincolo ma teme anche un oscuro potere che si è rivelato nel Nord e potrebbe essere legato a Blake. Mentre la guerra per il trono del Regno dei Lupi incombe, il suo cuore capta emozioni contrastanti: cosa deve fare per seguirlo davvero? Approfondisci
🔴 Intervista all’autrice Anna Silvia Armenise
Scrittrice, sceneggiatrice e fumettista, Anna Silvia Armenise è una voce interessante della narrativa horror e weird italiana contemporanea, capace di muoversi con disinvoltura tra generi e linguaggi diversi, dalla narrativa alla saggistica cinematografica fino al fumetto.
Con la novella “La scolopendra d’oro” (Scheletri Ebook, 2025), ci trascina nella New Orleans degli anni ’70: una città calda, sensuale e decadente, dove il jazz si mescola al desiderio e alla perdizione.
Il protagonista Vincent, ladro spiantato, entra in possesso di un gioiello proibito rubato da una villa nel bayou, ignaro di aver risvegliato forze oscure. Da quel momento, una presenza femminile enigmatica e perturbante invade i suoi sogni e la sua realtà, trascinandolo in un incubo fatto di lussuria, ossessione e morte, dove il confine tra allucinazione e verità si dissolve.
Da qui prende avvio la nostra intervista.
[ABISSO]: Anna Silvia, benvenuta sulle pagine di ABISSO. Prima di entrare nei tuoi libri, ti va di raccontarci qualcosa di te e del tuo passato? Quali esperienze – personali, artistiche o professionali – hanno contribuito a formare la scrittrice che sei oggi?
[Anna Silvia Armenise]: Vi ringrazio dell’invito, miei cari abitanti dell’Abisso. Da che ho memoria, con l’immaginazione ho sempre adorato passeggiare per le Strade dell’Orrore. Perché inizio già a parlare di Horror? Perché, se parlo della mia scrittura, allora DEVO parlare per forza del mio amore viscerale per l’Horror che in me sono indissolubili.
Galeotta fu la miniserie “IT” che mio fratello maggiore, amante dei film horror e di Dylan Dog, decise di mostrarmi a 5 anni per spaventarmi. Povero Luigi… non sapeva cosa stava per scatenare! Ovvio, il Pennywise di Tim Curry mi terrorizzò, ma allo stesso tempo mi affascinò talmente tanto che mi “costrinse” a cominciare a strisciare nel cuore della notte in camera di mio fratello, come un piccolo incubo, per “prendere in prestito” le sue VHS di cui era gelosissimo. A un certo punto, esasperato, ricordo che non solo mi concesse il permesso di prenderle liberamente, ma addirittura mi insegnò a registrare i film sul videoregistratore per placarmi. Arrivata a 15 anni, possedevo già una collezione personale così vasta che a quel punto era Luigi a chiedermi consigli sul cinema.
In quelle prime storie dell’Orrore, non trovavo solo paura, ma un “qualcosa” di oscuro che mi attraeva, un’anima più profonda e complessa. Mi facevano sentire un’avventuriera delle tenebre e un’amica dei mostri.
[ABISSO]: Quando è iniziata la tua passione per la scrittura? C’è stato un momento preciso o un’opera che ti ha fatto dire: “Voglio raccontare storie”?
[ASA]: Mi hanno raccontato che, già prima di imparare a scrivere, mi divertissi a raccontare storie, ispirata dalle fiabe che mi leggevano e dai film che guardavo. Sicuramente, vivere in campagna, senza vicini di casa né bambini con cui giocare nei dintorni, ha stimolato molto la mia immaginazione mentre correvo per i campi nebbiosi con il mio cane o mi intrufolavo di nascosto in vecchie cascine abbandonate. Raccontavo le mie storie a chiunque volesse ascoltarmi, anche a me stessa. Poi, a 7 anni scoprii che la maggior parte dei film horror che vedevo provenivano da romanzi e racconti, come appunto “IT” di Stephen King. Fu un fulmine a ciel sereno: esisteva un lavoro in cui potevi raccontare storie di paura?! Quello doveva essere il MIO lavoro. Da quel momento ho sempre desiderato diventare una “scrittrice dell’Orrore”, come amavo definirlo da bambina. Credo che faccia parte di me creare storie. È sempre stata l’unica risposta chiara a quella (odiosa) domanda “Dove ti vedi tra 5 anni?” Ah, io non lo so, ma sono sicura che sarò da qualche parte a raccontare storie dell’orrore a chiunque mi voglia ascoltare, fosse anche solo me stessa.
[ABISSO]: Il tuo percorso letterario è molto vario: horror, weird, dark fantasy, fumetto, saggistica. Che cosa hai sperimentato nei diversi generi e cosa hai imparato da ciascuno di essi come autrice?
[ASA]: Mi piace molto essere eclettica nella scrittura, per cui ogni volta che mi sono trovata ad avere l’opportunità di sperimentare qualcosa di nuovo, mi sono buttata e così ho affrontato un po’ di tutto: dalla narrativa alla saggistica, dal fumetto al racconto, dal Teatro al Cinema. Mi chiedevo sempre: “Ma perché mi devo limitare?” Questo non solo ti porta ad ampliare le vedute ma, parlando di storytelling, ti permette di giocare con la “contaminazione tra i linguaggi”, a prende le virtù di uno e trasferirlo in un altro. Per esempio, scrivere sceneggiature cinematografiche da una parte mi ha insegnato ad essere essenziale, a usare solo le parole che servono (non c’è spazio per i “pipponi” in 90 pagine di film o, peggio, in 10 di cortometraggio!); dall’altra invece ho appreso come costruire una scena visiva che andrà su uno schermo. Ed ecco che questa conoscenza l’ho portata anche nella mia narrativa.
Stessa cosa per i generi. L’Horror ha davvero tanti sottogeneri, ognuno bello e perturbante a modo suo. Come sai che quel sottogenere non fa per te se non provi a scriverne? Non si può giudicare senza provare, a parer mio.
[ABISSO]: Parliamo di “La scolopendra d’oro”: quali sono i temi centrali della novella e come hai lavorato per intrecciare eros e orrore senza banalizzarli?
[ASA]: Prima di “La scolopendra d’oro” non avevo scritto mai nulla di erotico. Perciò, scrivere questa novella l’ho avvertito subito come una sfida. Ho lavorato sodo perché Orrore ed Eros fossero equilibrati e si esaltassero a vicenda. Mi sono resa conto che scrivere di Eros è un po’ come scrivere Horror: ci vuole alchimia. Mi spiego: spaventare con le parole è più difficile che farlo con un’immagine; è una questione di alchimia, appunto, tra stile, ritmo, atmosfera… L’Eros ha lo stesso, difficile meccanismo: devi eccitare l’immaginazione del lettore per solleticarne il corpo e lo puoi fare solo se scegli le parole giuste, il ritmo esatto e via così. Non è un caso che Eros e Thanatos nella mitologia greca arcaica siano déi primordiali tra loro fratelli, entrambi figli della Notte.
Per quanto riguarda, i temi presenti nella novella, sicuramente il più importante è quello legato alle scelte personali e al desiderio di emanciparsi da un “destino crudele”. D’altronde, nella vita non si sceglie che carte avere in mano, solo come giocarle.
[ABISSO]: In “La scolopendra d’oro” il protagonista Vincent è un ladro che entra in contatto con forze oscure: quanto conta, per te, la costruzione di personaggi moralmente ambigui nell’horror?
[ASA]: Conta moltissimo. Nella vita reale le persone non sono mai nette, o bianche o nere, ma si muovono tra i grigi, è ciò che le rende autentiche, complesse e bellissime. Nelle mie storie voglio rappresentare proprio questo: le umane sfumature di grigio. Vincent non è affatto un santo, ma neanche un mostro. È semplicemente un uomo che sopravvive, come ciascuno di noi.
[ABISSO]: L’ambientazione – la New Orleans anni ’70 tra jazz, sensualità e degrado – è fortemente evocativa: quali sono state le tue principali fonti d’ispirazione visiva e narrativa?
[ASA]: Sono una grande amante di Anne Rice e Poppy Z. Brite, due autrici di New Orleans, che, attraverso i loro romanzi e racconti, hanno descritto squisitamente questa città, tanto decadente quanto affascinante. “Colpevole, ma pazza: Diario Minimo di una Scrittrice Dark”, “Intervista col vampiro”, “L’ora delle streghe”… mi hanno aiutata molto a evocare l’anima di New Orleans, così come film quali “Angel Heart - Ascensore per l’inferno”. Il resto si è basato su un profondo studio del periodo storico, della musica e soprattutto dei luoghi. Per me la veridicità è fondamentale per cui sono molto puntigliosa sui dettagli.
[ABISSO]: Il gioiello maledetto e la figura femminile perturbante richiamano topoi classici: come hai lavorato per rielaborarli in chiave personale?
[ASA]: Per citare uno dei miei migliori amici, Omar, “Non esiste più nulla di originale”. Forse è vero; alla fine è dai tempi di “L’epopea di Gilgameš” che parliamo sempre degli stessi temi. Ma il segreto non sta tanto nel che cosa raccontiamo, ma “come” lo facciamo. Questo cambia le carte in tavola. Per la mia Dea mi sono ispirata a una figura mitologia poco conosciuta, ossia Aisha Kandisha, una potente jinn femmina che, secondo il folclore marocchino, ha il potere di sedurre gli uomini persi nel deserto, attirandoli con le sue visioni quasi oniriche. Poi, come tutte le divinità, la Dea doveva avere un animale totemico che la rappresentasse. Ho scelto la scolopendra perché concettualmente racchiude gli attributi archetipici delle dee antiche quali la Madre, la Vergine e la Guerriera. La scolopendra è molto affettuosa con la propria prole, un tratto raro tra i miriapodi. Per esempio, avvolge le uova con il proprio corpo e, una volta schiude, trasporta sul dorso le larve. (L’Archetipo della Madre). Poi, la scolopendra non si accoppia direttamente. Il maschio lascia lo sperma su una roccia e se ne va, la femmina ne viene attratta chimicamente e si autofeconda, il tutto senza mai incontrarsi. (L’Archetipo della Vergine). È considerata inoltre uno degli artropodi più aggressivi e territoriali del pianeta, velenosa e incazzatissima. (L’Archetipo della Guerriera). Infine, per varie tribù native americane era un animale che fungeva da guida attraverso il mondo degli Spiriti. La scolopendra era perfetta! Così l’ho trasformata non solo nell’animale sacro della mia Dea ma anche in un gioiello che potesse essere una connessione diretta con Lei.
[ABISSO]: La struttura della novella gioca sul confine tra realtà e allucinazione: come hai costruito il ritmo e la tensione per mantenere il lettore in uno stato di costante incertezza?
[ASA]: Il trucco è non esagerare mai. Iniziare lentamente e man mano progredire, alzando l’asticella sempre di più. Se butti una rana in una pentola bollente, quella salterà via, mentre se è già dentro e scaldi l’acqua… Ecco che il lettore resta bollito vivo.
Poi, c’è anche il giocare con la tensione. Alla fine, se ci pensiamo, la realtà è un punto di vista, non è così universale come crediamo. Come si fa a capire che ciò che vediamo sia reale? È perché ne abbiamo esperienza diretta? Perché lo tocchiamo, lo assaggiamo, lo sentiamo? Non è mica così semplice... Tutto passa attraverso il nostro cervello. E se questo non fosse più così affidabile? Per esempio, chi soffre della Sindrome di Cotard è convinto d’essere morto e ha la sensazione di marcire. Ne è proprio cosciente! Si tratta di una sindrome psichica, certo, ma per citare il Joker: “Basta una brutta giornata per ridurre l’uomo più assennato del pianeta a un pazzo.”
[ABISSO]: L’elemento erotico è centrale ma anche rischioso: come hai gestito il rapporto tra sensualità esplicita e funzione narrativa senza che una sovrastasse l’altra?
[ASA]: Ho fatto quel che faccio sempre quando non conosco una materia: la studio. E mi sono accorta subito, leggendo alcuni “classici” del genere erotico o romanzi più moderni, che non volevo assolutamente cadere nei soliti cliché del genere, infarcito spesso di trash, scene di sesso a caso, volgarità buttate lì per “far colore”… No, volevo scrivere qualcosa di eccitante e perturbante, ma con l’eleganza di “Il delta di Venere” di Anaïs Nin. Era come chiedere: “Tra il pavimento sudicio del bagno di un autogrill e un letto candido, dove ti piacerebbe avere un amplesso?” Non c’è una risposta giusta o sbagliata, alla fine de gustibus, ma io ero consapevole della mia, di risposta.
Altra cosa per me importante era che il sesso descritto fosse tanto eccitante quanto funzionale anche all’intreccio della storia, senza che questo meccanismo fosse mai forzato ma naturale e godibile. Anche qui si tratta di una forma di equilibrio e di alchimia.
[ABISSO]: Hai pubblicato con Scheletri Ebook sia narrativa che saggistica: come è nato questo rapporto editoriale e cosa ti ha convinta di questo progetto?
[ASA]: Alessandro Balestra è un amico. Ci conosciamo da anni. Ho iniziato a collaborare con Scheletri come articolista, occupandomi di film e fumetti. Dopo l’uscita del mio primo saggio, “Evil Dead: Un viaggio nel regno del Male”, Alessandro mi propose di scrivere un saggio sul suo film preferito, “Il Ritorno dei Morti Viventi”, che si trasformò in una tra le prime pubblicazioni di Scheletri Ebook. Poi, qualche anno dopo, mi confessò che si voleva buttare sull’Horror Erotico e, data la fiducia reciproca, mi aveva scelto come apripista della sua nuova collana editoriale. Come ho detto, quando si tratta di nuove avventure letterarie, mi piace lanciarmi in territori sconosciuti. Purtroppo, causa pubblicazioni già programmate, la realizzazione di “La scolopendra d’oro” slittò, ma poco male perché questo fatto mi ha permesso di lavorarci con la cura che si meritava.
[ABISSO]: Hai partecipato ad antologie come “Horror Movies ‘70-’80” e “Racconti dal Profondo: Coven Riunito”: che tipo di esperienza è lavorare in un contesto condiviso con altri autori?
[ASA]: Molto piacevole. Adoro collaborare con gli altri, fare rete tra autori, in qualsiasi ambito artistico che si parli di libri, fumetti o Cinema. Credo molto che l’unione e la collaborazione facciano la forza. Perciò, una raccolta collettiva è sempre un prodotto interessante.
[ABISSO]: Per “La scolopendra d’oro” hai curato anche la promozione: quali strategie hai adottato (canali, budget, collaborazioni) e cosa consiglieresti a un autore emergente?
[ASA]: Giusto per non farmi mancare niente nella vita, ho studiato e imparato un’altra forma di scrittura che è quella del Copywriting, mentre ho frequentato un corso da Social Media Manager per aiutarmi nella cura dei miei social dove parlo non solo dei miei progetti ma anche di Cinema e Letteratura. Ho creato persino due rubriche apposite: “A.S.A. The Book Slayer” e “CIAK! Si muore”. Ormai, lo scrittore deve occuparsi personalmente della sua promozione perché nessun altro lo fa al suo posto. Quindi, ho aperto un canale sulle principali piattaforme e ho creato reel, inventato meme, realizzato post e scelto personalmente le varie collaborazioni. Qui, il segreto sta tutta nella costanza.
Ovvio, è tutto un divenire e sperimentare, ma noto che sta funzionando.
A un autore emergente consiglio di riflettere bene sulla propria comunicazione, di non lanciarsi a caso ma di creare e curare la sua “personalità social” per distinguersi e mostrarsi senza snaturarsi. Osservare come fanno gli altri, prendere spunto senza copiare, ma personalizzando questo spunto. Non spingere in modo spesso nauseante il proprio lavoro che è la cosa peggiore da fare (la gente è satura di pubblicità); ma raccontare la propria storia personale e la propria passione, diventando una voce degna della fiducia dei lettori che son stanchi di venir ingannati dalle markettate. Bisogna metterci la faccia, senza perdere la propria dignità, e valorizzare il proprio lavoro.
[ABISSO]: Sei anche sceneggiatrice del film “Blooming Death”, distribuito su piattaforme come Amazon Prime Video e Google Play: cosa cambia nel passaggio dalla scrittura narrativa alla sceneggiatura?
[ASA]: Sono due forme di linguaggio molto diverse. In narrativa lo scrittore deve rendere conto solo a se stesso e al suo lettore. È “padrone” dei suoi mondi immaginari che può gestire a piacimento.
In sceneggiatura, invece, quelle 90 pagine di copione (1 facciata corrisponde tendenzialmente a 1 minuto di girato) saranno la stella polare di un team di professionisti tra cast e troupe che sulla base di quelle dovranno girare. La forma è asettica, perché qui la storia deve vibrare come un’essenza. Deve arrivare attraverso dialoghi e situazioni essenziali. Luca Fabiani, mio amico nonché regista di “Blooming Death”, mentre scrivevo questa sceneggiatura mi disse: “Scrivi qualcosa che ti piaccia ma non innamorarti perché sai quante cose possono cambiare dal foglio allo schermo?”. Ed è vero perché ci sono imprevisti, scelte registiche, questioni di produzioni, montaggio, etc. Fortunatamente, nel mio caso, “Blooming Death”, da come lo avevo scritto a come è stato poi realizzato, non è cambiato quasi per niente, anzi ci sono scene che avevo proprio immaginato così come sono state girate tanto che, mentre lo guardavo sullo schermo, mi sembrava di vedere dal vivo un sogno che avevo fatto dormendo. Stranissimo!
Come dicevo, se la storia funziona nonostante lo stile asciutto, i suoi temi e la sua anima arrivano comunque. Leonardo Santini, l’attore che interpreta Ettore, protagonista di “Blooming Death”, mi disse che aveva accettato il ruolo solo dopo aver letto la mia sceneggiatura. Ne era restato così rapito che si era persino commosso.
[ABISSO]: Nei tuoi saggi, come “Il ritorno dei morti viventi: Alla scoperta del film cult di Dan O’Bannon” ed “Evil Dead. Un viaggio nel regno del male”, analizzi il cinema horror: quanto questo studio influenza la tua narrativa?
[ASA]: Scrivere saggi ti allena a fare ricerca, fondamentale anche per scrivere narrativa. In fondo, non basta descrivere un posto per farlo “vedere” al lettore, ma tu scrittore in primis lo devi “vedere”. Come fai se quel luogo, in cui non sei mai stato, non lo conosci? Non lo hai studiato, visto in fotografia, etc.? Lo descrivi, ok, ma non avrà mai un’anima.
Io poi, nonostante appaia come una gran “pataca”, come diciamo qua in Romagna, nel lavoro son pignola e precisina, perciò nei saggi mi sono impegnata sempre a raccontare i dietro le quinte in modo approfondito con tanto di note a cui il lettore possa sempre rifarsi. Infatti, una delle cose che odio di più sono quei saggi scritti da persone che neanche lavorano con il Cinema o lo studiano, pieni di opinioni personali ribadite come Vangelo, manco si fosse degli illuminati critici cinematografici, e ovviamente senza l’ombra di riferimento su dove le informazioni siano state pescate. Fine momento acidità.
[ABISSO]: Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri? E dove possono trovarti i lettori – social, sito, contatti – per seguirti e restare aggiornati?
[ASA]: Come al solito chi si ferma è perduto, perciò ho parecchia carne al fuoco come al solito. Ho finito di scrivere da poco due soggetti cinematografici per due futuri film (ovviamente thriller a tinte horror) e sono in trattativa con alcuni produttori. Poi, sto collaborando con un’illustratrice alla realizzazione di un libro illustrato per ragazzi sul tema della morte. Nel mentre sto scrivendo il mio primo romanzo e una raccolta di racconti. Non mancheranno infine le pubblicazioni in riviste e raccolte collettive come quella, appena avvenuta, per Delos Digital con “666 Racconti del Terrore”, curata da Paolo Di Orazio, Marika Campeti e Claudia Myriam Cocuzza.
Per tutti i lettori che volessero seguire le mie avventure mi possono trovare su Instagram, Tik Tok, Youtube e Facebook, digitando semplicemente il mio nome. E che dire, Teschietti, noi ci vediamo alla prossima storia dell’orrore!
[ABISSO]: Se amate l’horror che osa, sensuale e disturbante, vi invitiamo a scoprire “La scolopendra d’oro” e a seguire Anna Silvia Armenise sui suoi canali: il suo percorso creativo è solo all’inizio e promette nuove discese nell’abisso.
Intervista realizzata da: Alessio Valsecchi
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Disponibile sulla piattaforma HBO Max, la serie “Lost Women of Alaska” analizza il caso di Brian Steven Smith, condannato nel 2024 a 226 anni di carcere per aver torturato e ucciso due donne native dell’Alaska. La serie ha sollevato degli interrogativi sulla corretta gestione del caso da parte delle autorità, tanto che è intervenuto il capo della polizia di Anchorage con un comunicato pubblico in difesa dell’operato delle forze dell’ordine. Approfondisci
Dal mese scorso è disponibile su Netflix il documentario “Il Serial Killer di TikTok” del regista Héctor Muniente, incentrato sulla figura del serial killer spagnolo Josè “Dinamita” Jurado Montilla. Il film incorpora video registrati da Montilla sul social più famoso degli ultimi anni, e ricostruisce la storia criminale dell’uomo che uccise quattro persone negli anni ’80 e che tornò a colpire nel 2022 e nel 2023. Approfondisci
Dall’11 marzo è disponibile su Prime Video la nuova serie medical thriller in otto episodi intitolata “Scarpetta”. Al centro della storia c’è la figura di Kay Scarpetta, medico legale brillante protagonista dei romanzi bestseller della saga di Patricia Cornwell. A interpretarne il ruolo della dottoressa troviamo Nicole Kidman, che è anche produttrice esecutiva insieme a Jamie Lee Curtis, quest’ultima presente in alcuni episodi nel ruolo della sorella di Scarpetta. Approfondisci
Nel suo libro “Inquisition for blood”, la storica Lauren Henley racconta la storia di Clementine Barnabet, una giovane donna nera etichettata come serial killer all’inizio del Novecento. Approfondisci
“Enciclopedia dei Serial Killer” è il nuovo libro di Flavia Forestieri, pubblicato dalla casa editrice Burno. Il volume raccoglie oltre trecento schede, organizzate in ordine alfabetico e relative ai criminali più spietati della storia. Approfondisci
📕 Tutto ciò che rimane. Una vita nella morte
di Sue Black - Castelvecchi (3 aprile 2026)
Lo scheletro umano funge da archivio silenzioso, dove ossa fedeli custodiscono abitudini, traumi e ferite dell’esistenza passata. Sue Black, celebre antropologa forense, dedica la propria carriera a decifrare tali resti su scene del crimine o territori devastati. Attraverso il rigore scientifico, ricostruisce storie sepolte analizzando teschi frantumati e cicatrici profonde. Questo libro esplora il legame tra vita e morte senza indulgere nel macabro, mostrando come ogni scelta plasmi un autoritratto involontario. Leggere ciò che la carne dimentica permette di riconoscere il valore concreto del tempo che viviamo. Approfondisci
📕 Il caso Mary Bell. Storia di una bambina assassina
di Gitta Sereny - BEAT (10 aprile 2026)
Nel dicembre 1968, Newcastle assiste al processo di Mary Bell, undicenne condannata per aver strangolato due bambini. Gitta Sereny, giornalista attenta alla natura del male, rifiuta il sensazionalismo mediatico indagando l’infanzia opaca della colpevole. Anni dopo, la scrittrice incontra la donna ormai libera sotto mentite spoglie. Attraverso un confronto doloroso, emergono abusi, manipolazioni e incuria familiare. Senza cercare assoluzioni, Sereny scava nel fallimento collettivo che ha generato tanta violenza precoce. Il testo restituisce umanità a una vicenda terribile, trasformando la cronaca nera in un’analisi profonda sulla responsabilità individuale. Approfondisci
📕 BPA (Bloodstain Pattern Analysis)
di Lucia Scarcella - Bookness (24 marzo 2026)
Lucia Scarcella, esperta in scienze investigative, smonta le illusioni legate all’analisi delle tracce ematiche, spesso travisate dai media. Il manuale insegna a gestire la scena del crimine con rigore, evitando contaminazioni e documentando impronte mediante criteri tecnici precisi. Attraverso un approccio metodico, l’autrice spiega come interpretare la morfologia delle gocce e usare correttamente i reagenti chimici. L’opera guida il lettore nel riconoscere bias cognitivi e conclusioni affrettate, privilegiando ipotesi verificabili. Un testo concreto per trasformare ogni operatore in un analista capace di valutare evidenze biologiche secondo standard internazionali. Approfondisci
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La storia di Gianfranco Stevanin, il mostro di Terrazzo. Approfondisci
Un articolo sulla vicenda di Unabomber e di come il brillante matematico abbia tracciato da solo una pista che ha permesso alle autorità di rintracciarlo e arrestarlo. Approfondisci
Un articolo su Patrick Wayne Kearney, serial killer statunitense responsabile dell’omicidio di almeno trentacinque giovani uomini in California, tra gli anni ’60 e ’70. Soprannominato “The Trash Bag Killer”, Kearney praticava atti di necrofilia, smembrava i corpi della maggior parte delle sue vittime, abbandonandoli in sacchi della spazzatura. Approfondisci
Una testimonianza di un ex sergente della polizia del Nuovo Galles del Sud, in cui rivela un incontro avuto con il famigerato serial killer Christopher Wilder, che lo lasciò profondamente sconcertato. Approfondisci
Nella cultura di massa, l’affermazione che il serial killer sia uno psicopatico sembra spiegare d’incanto ogni aspetto dell’omicidio seriale. Ma la verità è molto diversa, perché l’omicidio seriale è un comportamento criminale raro e straordinariamente complesso, con molti sottotipi basati su diversi modelli comportamentali e motivazionali. Approfondisci
La storia del serial killer statunitense Jimmy Lee Gray, e di come la sua orribile esecuzione mediante camera a gas avvenuta nel 1983 portò le autorità dello Stato del Mississippi ad abolire le esecuzioni capitali tramite gas. Approfondisci
Un breve articolo su Metod Trobec, uno dei più feroci serial killer sloveni attivo negli anni ‘70, sulla cui storia è stata realizzata una serie TV true crime intitolata “Pošast za Železno Zaveso” (Il Mostro Dietro la Cortina di Ferro). Approfondisci
Un podcast che racconta la storia di Robert Black, serial killer irlandese che rapì, stuprò e uccise almeno quattro bambini. Sulla sua vicenda è incentrato una serie true crime del 2023 “Manhunt: The Child Snatcher”, diretta da Sam Budd. Approfondisci
Un’intervista che raccoglie la testimonianza dolorosa dei due fratelli di Suzie Logan, vittima dello spietato serial killer Christopher Wilder, noto come “The Beauty Queen Killer”. Approfondisci
Disponibile la serie podcast in quattro episodi “Razza Dominante”, scritta e realizatta da Davide Di Santo del quotidiano “Il Tempo”. “Razza Dominante” analizza alcuni dei casi più inquietanti della cronaca italiana, cercando di comprendere la mente di chi ha oltrepassato il limite della violenza nei confronti di un altro essere umano. Approfondisci
🔴 Cronaca nerissima
USA – La svolta nella fase preliminare del processo per gli omicidi di Gilgo Beach era stata preannunciata da diversi giorni, ma la dichiarazione di colpevolezza rilasciata dall’imputato l’8 aprile ha fatto comunque scalpore. Approfondisci Freddo come un pezzo di ghiaccio, Rex Heuermann, 62 anni, ha ammesso di aver ucciso otto delle donne ammazzate nella famigerata scia degli “Omicidi di Long Island”, commessi tra il 1993 e il 2010. Lo shock per i familiari delle vittime presenti in aula è stato indescrivibile. Per giugno si attende la sentenza di condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Approfondisci
ITALIA – Dopo il caso di Anna Maria Palermo, l’avvocata Barbara Iannuccelli presenterà alla Procura di Modena istanza di riapertura delle indagini anche per l’omicidio di Marina Balboni, un’altra donna vittima del cosiddetto “Mostro di Modena”, il serial killer che sarebbe stato responsabile di almeno otto omicidi di prostitute e tossicodipendenti, commessi tra il 1985 e il 1995 nella città emiliana. Approfondisci
USA – Le autorità dello Utah hanno formalmente chiuso un cold case di 51 anni fa. Grazie all’utilizzo di nuove tecnologie di analisi del DNA, sono riuscite a identificare una ragazza morta nel 1974 come vittima del famigerato serial killer Ted Bundy. Approfondisci
INGHILTERRA – L’emittente televisiva ITV è stata criticata dal capo della polizia del Cheshire per aver mandato in onda un documentario in cui si ventila l’ipotesi di un serial killer mai catturato dietro le morti di due coppie assassinate nel 1996 nella cittadina di Wimslow; morti che le autorità avevano classificato come suicidi. Approfondisci
USA – Il serial killer e stupratore Jesse Andre D’Breeze, noto anche come Jeffrey Paul Cutlip, è deceduto presso un istituto penitenziario dell’Oregon alla fine del mese scorso. D’Breeze era stato condannato al carcere a vita per l’omicidio di tre donne nell’area metropolitana di Portland. Approfondisci
AUSTRALIA – In una università australiana è stato messo a punto uno strumento digitale di intelligence forense che potrebbe aiutare la polizia a collegare le vittime di serial killer analizzando il loro aspetto facciale. Diversi studi hanno mostrato come un numero consistente di serial killer cerchino vittime fisicamente simili, che assomiglino a un genitore del sesso opposto o a un membro della famiglia che associato a traumi infantili. Approfondisci
USA – L’esecuzione di Harvey Robinson, il serial killer della Lehigh Valley che negli anni ‘90 uccise tre donne e tentò di uccidere altre due persone, è stata formalmente sospesa in virtù della moratoria sulla pena di morte attualmente in vigore, imposta dai governatori della Pennsylvania. Approfondisci
USA – All’inizio del mese scorso è morto all’età di 85 anni in prigione Kermit Gosnell, medico abortista e serial killer, ritenuto responsabile dell’omicidio di migliaia di neonati e condannato per l’omicidio colposo di una donna. Approfondisci
USA – La Corte d’Appello dell’Indiana ha confermato la condanna per omicidio di Bruce Mendenhall per l’uccisione di una donna avvenuta nel 2007. Mendenhall fu arrestato quell’anno dopo che un agente di polizia di Nashville perquisì il suo camion e trovò degli abiti femminili sporchi di sangue. L’uomo è ora stato riconosciuto colpevole di tre omicidi, ma le autorità sospettano che possa essere implicato in molti altri. Approfondisci
ITALIA – Dietro il caso di dodici donne uccise e smembrate nei boschi tra Como e Lecco emerge l’ipotesi di un serial killer. Approfondisci
USA – Ricky Dawson, 65 anni, è stato condannato per omicidio di primo grado per lo stupro e l’omicidio di una donna, avvenuti nel 1996. Rischia una condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Gli inquirenti sono poi riusciti a collegare l’uomo ad almeno altri tre omicidi. Approfondisci
INGHILTERRA – L’imprenditrice Zulma Guzman Castro, è stata arrestata a Londra con l’accusa di aver ucciso in Colombia due giovani studentesse con lamponi avvelenati. Le autorità sono convinte che la donna potrebbe essere coinvolte nelle morti sospette della moglie del suo ex amante – anche questa morte avvelenata – e della sua cognata. Approfondisci
BARBADOS – Ramario Antonio Roach, assassino reo confesso che ha ucciso tre persone, tra cui sua madre, in una serie di attacchi raccapriccianti nell’arco di cinque settimane, è stato condannato all’ergastolo con possibilità di libertà condizionale dopo trentatré anni. Approfondisci
CANADA – Il mese scorso, in circostanze ancora da chiarire, è deceduto nell’Istituto Penitenziario di Edmonton all’età di 78 anni Allan Joseph Legere, il serial killer canadese noto come il Mostro di Miramichi, protagonista nel 1989 di una fuga dal carcere durata sei mesi, durante i quali uccise quattro persone. Approfondisci
🔴 Le proposte dei nostri follower
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Ecco i libri segnalati di recente dai rispettivi autori…
📕 I fili oscuri del Male: Racconti dall’abisso
di Roberta Perdelli Bottino - De Ferrari (6 marzo 2026)
Sei narrazioni sprofondano nei meandri dell’animo umano, dove violenza, desiderio e destino si annodano crudamente. Dalle vette dolomitiche ai carruggi genovesi, l’autrice traccia un percorso inquietante sospeso tra incubi e realtà quotidiana. Questa raccolta esplora il Male non come mostro astratto, bensì quale scelta consapevole nata da atti terreni. Guardare nell’abisso diventa un dovere per evitare la normalizzazione della crudeltà che soffoca l’umanità. Prefatti da Danilo Arona, i racconti invitano a prendere posizione contro l’oscurità presente nei gesti ordinari. Un’opera lucida, capace di trasformare l’inchiostro in un’esperienza trasformativa da cui è impossibile uscire indenni. Approfondisci
📕 Il giro delle anime
di Roberta Calabrese - Youcanprint (9 febbraio 2026)
A Ladrugate, un misterioso assassino semina morte abbandonando dieci centesimi sulle scene del crimine. Il giudice Pantrieri riconosce la firma dell’Uomo dai mille volti, criminale camaleontico capace di assumere qualsiasi identità. In questa realtà distorta, ogni lineamento maschera potenziali inganni e i riflessi confondono la percezione del vero. Quando sparisce pure il lavavetri locale, l’intera comunità realizza con orrore che persino l’onestà può venire inquinata o del tutto rimossa. Un thriller psicologico dove l’apparenza domina e l’ombra di questo spettro inafferrabile rende impossibile distinguere gli alleati dai nemici. Approfondisci
📕 Siedi con me
di Davide Finizio - bookabook (14 novembre 2025)
Un’oscura serata stravolge l’esistenza di due sorelle: Arianna fugge, mentre Gaia svanisce nel nulla, sequestrata da feroci malviventi. La superstite riceve protezione presso Rosario Montacchio, psicologo provato che desidera espiare colpe pregresse. Il mistero s’infittisce scoprendo il legame della rapita con Luca Di Luccio, giovane scomparso appartenente a una famiglia influente. L’ispettore Roberto Mandara indaga tra le ombre di Salerno, collegando illeciti e ritorsioni. In questo scenario inquietante, il terapeuta affronta un cammino interiore tormentato, sfidando i propri limiti per ottenere redenzione. L’ambientazione urbana diviene coprotagonista pulsante di un’avventura carica di tensione. Approfondisci
📕 La Via delle Streghe
di Emanuele Stranieri - AliRibelli Edizioni (11 febbraio 2025)
Un fresco principio si tramuta in agonia quando Alex e Iris Estrani giungono a Mamuli. Dietro la facciata serena del borgo materno, un’arcaica maledizione osserva i nuovi arrivati, celata tra fitti boschi e silenziose strade. Sussurri disturbanti violano il sonno dei fratelli, tramutando ogni riposo in incubi feroci. Presto, i giovani comprendono che il folklore locale custodisce moniti concreti piuttosto che semplici favole. Il male dimenticato reclama attenzione, dimostrando che il tempo passato non riposa affatto. Scelti da un’oscura forza, dovranno pagare caro il prezzo della scoperta, affrontando un orrore ancestrale che non intende lasciarli fuggire. Approfondisci
☠️ TrueCrimePremio edizione 6: i risultati
Eccoci finalmente con i risultati della Sesta Edizione del concorso TrueCrimePremio, il contest organizzato da La Tela Nera senza costi di scrizione che mette in palio la partecipazione a una antologia cartacea di racconti dedicati a crimini realmente accaduti.
Fino al 20 giugno 2026 saranno aperte le iscrizioni alla Settima Edizione del premio: oggi presentiamo il podio con i tre racconti vincitori dell’edizione 6, che ha chiuso le iscrizioni al 20 febbraio 2026.
Questa la classifica:
• Primo classificato: “La voce del Settimo Angelo” di Maria Teresa Pizzulli
• Secondo classificato: “Lo schianto mortale nel tunnel dell’Alma” di Marta Arduino
• Terzo classificato: “L’accusato del secolo” di Angelo Remini
Complimenti a tutti e tre gli autori: riceverete presto notizie dalla nostra Redazione per le attività post-premiazione.
Vuoi supportare questo concorso letterario? Acquista una copia di “Fattacci true crime”, l’antologia che raccoglie le migliori opere in gara nelle sue prime quattro edizioni!
💣 Il contest numero 30 di ABISSO
Alla XXX edizione del contest di ABISSO possono partecipare autori e autrici maggiorenni di nazionalità italiana iscritti alla newsletter.
Ogni autore e autrice (o coppia) potrà inviare UN SOLO racconto a edizione.
Il contest è aperto a racconti inediti in lingua italiana a tema libero lunghi fino a 666 parole, purché di genere giallo (thriller, noir, hardboiled, crime…), fantastico (dark, horror, weird, fantasy…) o fantascienza (sci-fi, ucronia, distopia, cyberpunk, steampunk…).
Solo i primi 20 racconti inviati saranno ammessi al contest.
Le iscrizioni all’edizione 30 sono aperte da oggi venerdì 17 aprile 2026 e si chiuderanno alla mezzanotte di sabato 16 maggio 2026 (o al raggiungimento dei 20 racconti regolarmente iscritti).
In palio, per i migliori racconti di ogni edizione, c’è la possibile pubblicazione della propria opera in una futura raccolta cartacea curata da Alessio Valsecchi.
Per partecipare - a costo zero, come sempre! - basta compilare il modulo di iscrizione (scaricabile QUI) e inviarlo per email insieme al proprio racconto all’indirizzo abisso@substack.com
In attesa dei risultati del contest numero 29, che ha chiuso ieri le sue iscrizioni, oggi segnaliamo il racconto vincitore del contest numero 28, a tema libero: “Veglia” di Marina Repetto.
Complimenti Marina! ✌️😀 Sarai presto contattata per le operazioni di post premiazione: vogliamo il tuo racconto nella prossima antologia dedicata al contest di ABISSO.
🏆 Chi ha vinto tutte le passate edizioni del contest? Ecco qui l’Albo d’Oro.
🔴 Vuoi supportare questo contest gratuito? Acquista una copia di “Incubi dall’ABISSO”, la prima antologia assemblata con i migliori racconti in gara nelle passate edizioni.
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