ABISSO #036: ai margini, nel buio
Tre interviste, una nuova edizione del nostro contest, 31 novità editoriali e l'appuntamento a Marginalia 2026
Ciao a tutti, io sono Alessio Valsecchi e questo è il nuovo numero di ABISSO, la newsletter di La Tela Nera che porta libri, autori e un po’ di sano buio nelle vostre vite.
In questo consueto appuntamento mensile vi presento oggi tre interviste ad altrettanti autori (Thya B. Wood, Sara Ronco e Nicola Guidotti) e più di trenta novità editoriali “di genere”.
Troverete anche i risultati della V edizione del concorso TrueCrimePremio e della XVII edizione del contest di scrittura gratuito di ABISSO: entrambi i premi hanno già riaperto le proprie iscrizioni e aspettano le vostre opere inedite.
In tema di concorsi letterari mi rende felice segnalarvi che dal 2 aprile saranno aperte le iscrizioni della nuova edizione del Nella Tela!, storico concorso di con sezioni dedicate a racconti di diverse lunghezze (10K, 20K, 40K). L’ultima edizione si tenne ben 15 anni fa 😱, nel 2011, sotto la bandiera delle Edizioni XII: tra i vincitori di allora figura Alberto Rudellat, da questo mese sugli scaffali delle librerie con il suo “Nella carne / Nella pietra” edito da Zona 42. Bentornati a entrambi! 🤩
Non potevano mancare le nuove proposte editoriali, oltre 30, e tante news crime.
In chiusura vi ricordo che questo weekend (21-22 marzo) si terrà la terza edizione di Marginalia, alla Casa dei Giochi di via Sant’Uguzzone 8 a Milano (fermate MM1 Villa San Giovanni o Sesto Marelli). Sarà un bordello, già lo so. Ma ci divertiremo un sacco! 😁
Buona lettura!
🚩 Ecco in contenuti del numero 36:
• Ci vediamo a Marginalia 2026
• Novità horror, weird e del fantastico
• Intervista all’autore Nicola Guidotti
• Novità fantasy, fairy, young adult
• Intervista a Sara Ronco, l’autrice di “Hariel”
• Novità fantascienza e dintorni
• Novità noir, thriller e crime
• Intervista all’autrice Thya B. Wood
• Crime e serial killer, tra finzione e realtà
• TrueCrimePremio edizione 5: i risultati
• Il contest numero 29 di ABISSO
🔴 Ci vediamo a Marginalia 2026
Eh sì, è già passato un anno, e come ogni marzo tutti gli amanti del fantastico, del perturbante, dell’insolito, dell’ovvove e della paura si ritrovano a Milano a Marginalia a parlare/comperare libri e chiacchierare/cazzeggiare insieme.
Ci sarò anch’io, col socio Gabriele Lattanzio, a tenere il banchetto delle produzioni self che ho co-curato negli ultimi due anni.
Saremo nella SALA 2, insieme ad Andrea Berneschi e Stefania Toniolo, Spaghetti Weird Edizioni, Moscabianca Edizioni, Kipple Officina Libraria, Spirito Libero Edizioni, Aspis Edizioni e Acheron Books.
Per ogni volume di Ancora Vivi, Ancora Morsi o Fattacci True Crime acquistato verrà consegnato anche un Dark Ticket, il biglietto valido per l’iscrizione gratuita alla prossima edizione del Nella Tela! 2026: il concorso letterario aprirà le iscrizioni al 2 di aprile e ha tre sezioni dedicate a opere di narrativa “di genere” (fantastico, horror, giallo, scifi) lunghe fino a 10.000, 20.000 o 40.000 caratteri.
Passate a trovarci al banchetto e buona fiera a tutti! 😁
🧛🏽♂️ Novità horror, weird e del fantastico
Sezione gestita da Lore Costa. Seguila su Instagram, Facebook e TikTok.
Le più recenti pubblicazioni in ambito horror, weird, fantastico nero. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
Piccole creature dell’Abisso, oltre alle proposte di lettura, ci teniamo a segnalare recensioni e approfondimenti trovati in rete, come il consiglio di lettura di @luca.pivetti.14 al suo “Mattatoio angelico”, il consiglio di lettura di @oraziolabbate al suo “Chianafera”, il consiglio di lettura di @involo.tra.ilibri e @la_penna_oscura a “Ossario” di Matteo Ferrari e la recensione di @krell1975 a il “Ciclo dei Demoni” di Peter V. Brett.
📕 Il segnale
di Maxime Chattam - Salani Edizioni (3 marzo 2026)
Sfuggiti dal caos di New York, la famiglia Spencer si trasferisce in una tranquilla fattoria del New England. Ma un giorno il silenzio della natura si spezza, quando cominciano ad accadere eventi inspiegabili. Nel solaio, i coniugi trovano dei vecchi quaderni impolverati, secondo cui la fattoria sarebbe legata ad un oscuro passato di stregoneria. Approfondisci
📕 Jan Blazek. Le chimere del cacciatore di vampiri
di Antilia de Caston Motte - Edizioni Hypnos (19 febbraio 2026)
Istanbul, 1700. Il cacciatore di Vampiri, Jan Blazek, e la sua complice Simona, affrontano la minaccia di un’epidemia vampirica. L’apparizione di un antico demone potrebbe essere correlata al morbo che rischia di annientare l’umanità. Approfondisci
📕 Pazuzu. Effetto nocebo
di D. Arona, D. Bonfanti e V. Kay - Delos Digital (3 marzo 2026)
Un trafficante d’arte occulta, un avventuriero, un’antropologa e uno studioso dell’inspiegabile si uniscono per indagare sul mistero che ruota attorno alla statuetta di Pazuzu, il demone sumero dei venti, e su una serie di morti avvenute nel sonno. Il viaggio li condurrà su un’isola che appare e scompare nell’Atlantico. Approfondisci
📕 Hikikomori
di Maria Elena Cristiano - Ali Ribelli Edizioni (27 febbraio 2026)
La maestra dell’horror italiano torna con romanzo intenso, brutale, che affronta uno dei più grandi problemi della nostra era: l’isolamento adolescenziale, in giapponese “Hikikomori”. Una serie di stragi familiari conducono il detective Jason Collins a oltrepassare i confini di un mondo oscuro, con una squadra fuori dall’ordinario. Approfondisci
📕 Rintocchi di morte: sangue e vino
di Ivo Gazzarrini - Edikit Edizioni (1 marzo 2026)
Per una esclusiva degustazione di vini, Giulio riapre l’antica tenuta di famiglia, chiusa ormai da vent’anni. Ma quella serata, in compagnia di un gruppo di amici, si trasformerà in un incubo claustrofobico. Approfondisci
📕 Nella carne / Nella pietra
di Alberto Rudellat - Zona 42 (11 marzo 2026)
A Roccalama le persone svaniscono misteriosamente, inghiottite da corridoi labirintici e stanze vuote appartenenti a una dimensione distorta, dove il tempo si altera e creature inquietanti possono emergere. Il paese appare impossibile: edifici spezzati, fabbriche che attirano bambini, vagoni abbandonati trasformati in passaggi verso realtà oppressive. Dolore e paura si diffondono come contagio in racconti intrecciati tra folk-horror e visioni liminali. Con uno stile onirico e ossessivo, Alberto Rudellat compone un mosaico narrativo che riflette su infanzia perduta e memoria, evocando un luogo irreale che continua ad attrarre e inquietare chi lo ricorda. Approfondisci
📕 Il vinile degli orrori
di Andrea Gentili - Midgard (10 marzo 2026)
La raccolta presenta racconti oscuri in cui ogni vicenda possiede un proprio suono simbolico. Nelle pagine emergono paure profonde, mentre elementi soprannaturali si intrecciano con colpa, follia e destino. Situazioni quotidiane si trasformano in incubi: feste mutate in condanne, amori divenuti ossessioni, visioni di futuri inquietanti, presenze del passato che tornano per chiedere giustizia. Il vinile diventa metafora del racconto che continua a girare senza interruzioni, mantenendo costante la tensione. L’opera invita il lettore a “posare la puntina” e affrontare un viaggio narrativo fatto di atmosfere cupe e suggestioni perturbanti. Approfondisci
📕 Z3tafobia. Il capolinea
di Gualtiero Ferrari - Delos Digital (17 febbraio 2026)
Nel capitolo conclusivo della trilogia ambientata a Torino dopo un’apocalisse zombie, Domenico sopravvive tra rovine e ricordi dolorosi sette anni dopo il crollo della civiltà. Ha perduto moglie, sicurezza, speranza; gli resta soltanto il pensiero di Sebastiano, figlio scomparso oltre le linee del caos. Spinto da fame, gelo e minacce continue, riprende il cammino attraverso una città spettrale. Al suo fianco compare Elias, presenza ambigua che lo costringe a confrontarsi con rimorso, memoria e trasformazione interiore. Il romanzo racconta un viaggio cupo dove il vero orrore nasce anche dentro chi continua a vivere troppo a lungo. Approfondisci
📕 Il primo famiglio
di Patrizio Sgarra - Marcovalerio Edizioni (13 febbraio 2026)
Un demone minore, sotto la forma di un gatto, viene accolto da una strega (che non sa di esserlo) con un compito: sorvegliarla finché l’Inferno non fosse venuto a reclamarla. Ma qualcosa cambia in lui. E si sa: l’amore è il più antico fra i nemici! Approfondisci
🔴 Intervista all’autore Nicola Guidotti
Sono molto gli autori oggi che lavorano lontano dai riflettori dell’editoria tradizionale, spesso scegliendo la strada dell’autopubblicazione per portare ai lettori le proprie storie. Tra questi c’è Nicola Guidotti, autore che si definisce semplicemente uno che “scrive storie di confine”: racconti che nascono nel quotidiano e scivolano lentamente verso territori più inquieti.
Nel febbraio 2026 Guidotti ha pubblicato in self publishing su Amazon KDP l’antologia “Come un granello di sabbia”, una raccolta di 22 racconti che esplorano le crepe della normalità. Le storie prendono spesso avvio da situazioni ordinarie — un paese tranquillo, un oggetto comune, un gesto ripetuto mille volte — per poi deviare verso qualcosa che non dovrebbe esistere: presenze ambigue, distorsioni della realtà, anomalie che mettono in discussione ciò che sembrava solido e comprensibile.
L’immaginario della raccolta si inserisce nella tradizione del fantastico inquieto e del racconto breve, richiamando atmosfere care alla narrativa di Stephen King, Richard Matheson e alle storie de Ai confini della realtà: un orrore spesso sottile, più suggerito che mostrato, che lavora sul dubbio e sull’instabilità della realtà.
Per conoscere meglio l’autore, il suo percorso e il lavoro dietro questa raccolta, abbiamo rivolto a Nicola Guidotti alcune domande.
[ABISSO]: In rete si trovano pochissime informazioni su di te: la definizione che utilizzi più spesso è “scrivo storie di confine”. Chi è Nicola Guidotti oltre questa frase? Qual è il tuo percorso personale e umano e cosa ti ha portato verso la narrativa fantastica e inquieta?
[Nicola Guidotti]: Sono una persona piuttosto normale che conduce una vita molto semplice. Lavoro in un’azienda che produce carta per uso alimentare e, in apparenza, la mia quotidianità non ha nulla di particolarmente letterario. Eppure, proprio lì, tra macchine, rumori e gesti ripetuti, sono nate alcune delle idee dei miei racconti. Mi capita spesso di accorgermi che le intuizioni più strane arrivano nei momenti più ordinari: mentre lavoro, mentre guido, oppure mentre taglio l’erba in giardino. Credo che la mente, quando è impegnata in attività monotone e ripetitive, cominci a vagare liberamente. Ed è proprio in quei momenti che emergono le immagini più inquietanti.
Quando parlo di “storie di confine” mi riferisco proprio a questo: racconti che nascono da situazioni assolutamente normali e che lentamente scivolano verso qualcosa di inspiegabile.
[ABISSO]: Quando è nata la tua passione per la scrittura? C’è stato un momento preciso — un libro, un autore, un episodio della tua vita — che ti ha fatto capire che raccontare storie sarebbe diventato qualcosa di importante per te?
[NG]: Credo che tutto sia iniziato molto presto, da lettore prima ancora che da scrittore. Da bambino avevo una piccola luce notturna in camera. Era una di quelle lampadine che si lasciano accese per non dormire nel buio completo. La mia aveva stampata sopra la faccia di Paperon de’ Paperoni. Un personaggio allegro, familiare, quasi rassicurante. Eppure quella luce mi terrorizzava.
Non ho mai capito davvero perché. Forse perché, nel buio della stanza, quel piccolo globo arancione sembrava galleggiare nell’oscurità con sopra il volto di un papero dei fumetti. Non c’era nulla di veramente spaventoso… e forse era proprio questo il punto. Era la normalità stessa a diventare disturbante.
Ripensandoci oggi, credo che lì sia nato qualcosa del mio immaginario narrativo. Molti bambini hanno paura che nel buio possano nascondersi mostri o creature pronte a saltare fuori dall’armadio. La mia paura era diversa e molto più strana: temevo di diventare improvvisamente cieco senza accorgermene.
Avevo paura che il mondo fosse sparito e che me ne sarei accorto soltanto la mattina dopo. È una paura sottile, quasi filosofica, e credo che qualcosa di quella sensazione sia rimasto nel mio modo di scrivere. Nei miei racconti l’inquietudine raramente arriva sotto forma di mostri: arriva piuttosto come un dubbio, una crepa nella realtà.
[ABISSO]: Nel tuo percorso da scrittore quali generi hai esplorato e sperimentato prima di arrivare a questa raccolta? Ti sei sempre mosso tra fantastico, weird e horror, oppure hai attraversato anche altri territori narrativi?
[NG]: Stephen King e Richard Matheson sono stati sicuramente fondamentali. Da King ho imparato l’importanza della quotidianità e dei personaggi credibili; da Matheson la precisione e l’efficacia del racconto breve. Ma ci sono altri due autori che amo molto e che appartengono a un registro completamente diverso: Stefano Benni e Daniel Pennac.
Mi affascina moltissimo il loro modo di raccontare il mondo con quella miscela di ironia, malinconia e leggerezza. Ogni tanto provo anch’io a muovermi in quella direzione e scrivere racconti con una vena più ironica e surreale. Non è il mio genere principale, ma è un territorio narrativo che mi diverte molto esplorare.
[ABISSO]: La tua antologia “Come un granello di sabbia” raccoglie 22 racconti che si muovono sulla linea sottile tra quotidiano e ignoto. Da dove nasce l’idea del “granello” come metafora narrativa? Cosa rappresenta per te questa piccola anomalia che incrina la realtà?
[NG]: Il granello è una piccola cosa che può cambiare completamente un sistema. Può essere il granello di sabbia che entra in un ingranaggio e lo blocca, oppure quello che entra in un’ostrica e genera una perla.
Nelle mie storie il granello è quasi sempre una minuscola anomalia: un dettaglio fuori posto, un evento improbabile, un oggetto che sembra normale ma non lo è. All’inizio tutto appare insignificante. Poi quella piccola crepa si allarga e la realtà comincia a deformarsi.
[ABISSO]: Nei racconti il punto di partenza è quasi sempre una situazione ordinaria: un paese tranquillo, una strada qualunque, un oggetto di uso comune. Quanto è importante, per te, costruire prima una normalità credibile prima di introdurre l’elemento perturbante?
[NG]: È fondamentale. Se la normalità non è credibile, il fantastico non funziona. Mi piace costruire ambientazioni molto quotidiane proprio per questo motivo. Quando il lettore riconosce il mondo della storia — una città, una strada, una situazione familiare — allora l’irruzione dell’elemento impossibile diventa molto più disturbante.
È un meccanismo che i grandi autori del fantastico hanno sempre utilizzato.
[ABISSO]: Molte delle tue storie sembrano giocare con tropi classici del fantastico: paesini pieni di segreti, oggetti che nascondono qualcosa di impossibile, distorsioni nel tempo e nello spazio. In che modo cerchi di rinnovare questi elementi senza perdere il fascino della tradizione?
[NG]: Non credo che i tropi classici debbano necessariamente essere reinventati da zero. Molte idee funzionano da decenni proprio perché toccano paure profonde. Quello che cerco di fare è cambiare la prospettiva: lavorare sull’atmosfera, sulla psicologia dei personaggi, sull’ambiguità della situazione.
A volte basta spostare leggermente il punto di vista per rendere una storia familiare improvvisamente nuova.
[ABISSO]: I protagonisti dei tuoi racconti sono spesso uomini e donne comuni che si trovano improvvisamente davanti a una crepa nella realtà. Che tipo di personaggi ti interessa raccontare? E quanto conta, per te, il lato psicologico delle loro reazioni di fronte all’ignoto?
[NG]: Mi affascina molto vedere come individui ordinari reagiscono quando qualcosa di incomprensibile entra nella loro vita. Il lato psicologico è molto importante: paura, dubbio, negazione, curiosità.
Spesso la vera tensione di una storia non è l’evento fantastico in sé, ma il modo in cui i personaggi cercano di interpretarlo.
[ABISSO]: Nella raccolta non sembra esserci l’orrore spettacolare tipico di certo horror contemporaneo, ma piuttosto un’inquietudine lenta, quasi filosofica. È una scelta consapevole? Che tipo di esperienza di lettura volevi offrire al lettore?
[NG]: Se la normalità non è credibile, il fantastico non funziona. Mi piace costruire ambientazioni molto quotidiane proprio per questo motivo. Quando il lettore riconosce il mondo della storia — una città, una strada, una situazione familiare — allora l’irruzione dell’elemento impossibile diventa molto più disturbante. L’horror più spettacolare ha sicuramente il suo fascino, ma io sono molto più attratto dall’inquietudine sottile.
Mi piace l’idea che una storia continui a lavorare nella mente del lettore anche dopo aver chiuso il libro. Quando una narrazione lascia spazio al dubbio o all’ambiguità, spesso diventa più persistente. È un meccanismo che i grandi autori del fantastico hanno sempre utilizzato.
[ABISSO]: I racconti sembrano funzionare come piccoli universi autonomi, spesso con finali aperti o ambigui. Quanto è importante per te lasciare al lettore il compito di completare il senso della storia?
[NG]: Per me è molto importante. Quando tutto viene spiegato in modo definitivo, la storia si chiude completamente. Quando invece resta uno spazio di interpretazione, il lettore diventa parte attiva del racconto.
È una delle caratteristiche che ho sempre ammirato in autori come Matheson.
[ABISSO]: Nella presentazione del libro citi apertamente due maestri del racconto fantastico: Stephen King e Richard Matheson. Che cosa hai imparato da loro, soprattutto nella scrittura breve? E in che modo hanno influenzato il tuo modo di costruire tensione e atmosfera?
[NG]: Da Stephen King ho imparato l’importanza dei personaggi e della quotidianità. I suoi mondi funzionano perché prima di tutto sono abitati da persone credibili.
Da Richard Matheson ho imparato la precisione del racconto breve: la capacità di costruire una tensione crescente e arrivare a un finale che ribalta la prospettiva della storia. Entrambi mi hanno insegnato che il fantastico funziona meglio quando nasce dalla realtà.
[ABISSO]: Restando in tema di letture: negli ultimi dodici mesi quali sono tre libri di narrativa fantastica, dark o horror che hai letto e apprezzato particolarmente? Cosa ti ha colpito di queste opere?
[NG]: Recentemente ho letto un grande classico della letteratura russa, Il Maestro e Margherita. Devo ammettere che è stato quasi un “obbligo” imposto dalla mia compagna, ma alla fine è stata una scoperta straordinaria. È uno di quei romanzi che riescono a mescolare satira, filosofia e fantastico in modo sorprendente.
Mi ha colpito moltissimo anche Il problema dei tre corpi, un romanzo di fantascienza davvero notevole. Bellissimo anche Il canto di Swan di Robert McCammon, che considero uno dei romanzi post-apocalittici più intensi che abbia letto negli ultimi anni.
[ABISSO]: “Come un granello di sabbia” è stato pubblicato in self publishing tramite Amazon KDP. Perché hai scelto questa strada invece di cercare un editore tradizionale? E com’è stata, finora, la tua esperienza con l’autopubblicazione?
[NG]: Il self publishing mi ha permesso di avere un controllo completo sul progetto. Dalla scrittura alla pubblicazione, fino alla costruzione del libro.
È un percorso che richiede molto lavoro, ma ha anche un grande vantaggio: permette agli autori di portare le proprie storie ai lettori senza passare necessariamente attraverso i canali tradizionali. Per me è stata un’esperienza molto stimolante.
[ABISSO]: Pubblicare è solo una parte del lavoro di uno scrittore contemporaneo. Quali strategie stai utilizzando per promuovere il libro? Su quali canali ti stai muovendo — social, community di lettori, collaborazioni — e con quale tipo di investimento, anche in termini di tempo e budget?
[NG]: Principalmente attraverso i social e il passaparola tra lettori. Sto cercando di costruire lentamente una piccola comunità di persone interessate a questo tipo di narrativa.
Per ora l’obiettivo non è tanto la promozione aggressiva quanto la possibilità di far scoprire le storie a chi ama il fantastico inquieto.
[ABISSO]: Guardando al presente e al futuro: stai già lavorando a nuovi progetti narrativi? Possiamo aspettarci altre raccolte di racconti o magari un romanzo ambientato nello stesso territorio inquieto che attraversa queste storie?
[NG]: Sì, negli ultimi mesi sto lavorando su diversi progetti.
Il principale è un romanzo tra thriller e fantascienza che spero di pubblicare verso la fine dell’anno. Parallelamente sto sviluppando anche altre idee, tra cui una saga narrativa e una raccolta di racconti ironici e malinconici che al momento è ancora in fase di progettazione.
Mi piace lavorare su più storie contemporaneamente: alcune rimangono ferme per mesi, altre improvvisamente prendono forma molto velocemente. Credo che ci siano ancora molte storie da raccontare.
[ABISSO]: Per chi volesse seguire il tuo lavoro o mettersi in contatto con te: dove possiamo trovarti online? Hai un sito, profili social o altri spazi digitali dove dialoghi con lettori e aspiranti scrittori?
[NG]: In realtà sono una persona piuttosto riservata e non ho mai amato molto l’esposizione sui social.
Da più di dieci anni vivo in una casa praticamente immersa nel bosco e devo ammettere che questo stile di vita mi ha fatto sviluppare una certa avversione per le città, il traffico e la confusione.
Per questo motivo non si trovano molte informazioni su di me in rete.
L’unico luogo dove sono un po’ più presente è Instagram, dove utilizzo un nome piuttosto ironico: ghostwriter6252. Credo che dica molto del mio rapporto con il protagonismo.
Detto questo, proprio grazie ai social ho scoperto anche qualcosa di molto bello: la possibilità di entrare in contatto con lettori e altri scrittori, confrontarsi e condividere idee e progetti. Ed è una cosa che continuo a trovare sorprendente.
[ABISSO]: Grazie Nicola per aver condiviso con noi il tuo percorso e il tuo immaginario. Ai lettori di ABISSO non resta che fare una cosa: aprire “Come un granello di sabbia” e lasciarsi trascinare nei suoi ventidue racconti, dove basta davvero un dettaglio minuscolo per incrinare la realtà. E naturalmente continuare a seguire Nicola Guidotti per scoprire dove ci porteranno le sue prossime storie di confine.
Intervista realizzata da: Alessio Valsecchi
🧙 Novità fantasy, fairy, young adult
Sezione gestita da Simona Cremonini. Seguila su Instagram e Facebook.
Le più recenti pubblicazioni in ambito fantasy, fairy e young adult. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
Sui social in queste settimane come sempre si è parlato di fantasy, di mitologia ed elementi magici, e ho intercettato due post da segnalare su Abisso.
Il primo è una simpatica serie di post di @simondidio, che ha notato una divertente opportunità per scegliere i nomi dei propri personaggi fantasy, ovvero ispirarsi ai farmaci, come ha iniziato a evidenziare qui.
E poi, in preparazione a un bell’evento sul tema di fate e piccolo popolo che si terrà a Verona a inizio maggio, il Gran Ballo delle Fate, non posso non farvi scoprire il profilo di @faerie_revel e questo post sul rapporto tra musica ed esseri magici.
📕 Rose di mezzanotte
di Jennifer K. Lambert - Fazi Editore (3 marzo 2026)
Oneira, potente strega e oniromante, dopo aver vinto numerose guerre per conto della sua regina, ha scelto di esiliarsi in una lontana foresta al confine tra i monti e il mare, portando con sé come compagni sono tre animali, un falco, un gatto e un lupo.
Avvertendo la solitudine, Oneira attraverso i sogni di altre persone giunge nella biblioteca di un maniero dove trova un libro che appartiene allo stregone Stearanos, suo acerrimo nemico. Finalmente a contatto con lui, i due iniziano una corrispondenza che li avvicinerà pericolosamente. Approfondisci
📕 Powerless. Potere e inganno
di Lauren Roberts – Newton Compton (3 marzo 2026)
Quando nel reame di Ilya gli Ordinari sono messi al bando, Paedyn Gray non può che cercare di sopravvivere fingendo di fare parte degli Eletti, coloro che dopo essere sopravvissuti alla Peste hanno acquisito straordinari poteri.
Un giorno, però, si ritrova a salvare uno dei principi di Ilya e a dover prendere parte al Torneo di Epurazione: una gara in cui, con ogni mezzo, gli Eletti devono dare sfoggio delle proprie capacità.
Paedyn dovrà cercare di sopravvivere, sapendo che non potrà ancora a lungo nascondere la verità che la riguarda al principe che le ha rubato il cuore. Approfondisci
📕 Dire bound. Cuore di lupo
di Sable Sorensen - Magazzini Salani (3 marzo 2026)
Meryn Cooper non ha mai voluto avere a che fare con i Vincolati, i combattenti che vivono nel lusso e che hanno il potere di essere in contatto telepatico con i crudeli lupi che cavalcano.
Quando la sua sorellina Saela viene rapita dai mostri immortali che vivono oltre il confine, Meryn deve arruolarsi nell’esercito e partecipare alle crudeli Prove del Vincolo, mentre tutte le altre reclute sembrano averla scelta come bersaglio e il crudele istruttore Stark Therion è pronto a colpirla al minimo segno di debolezza. Approfondisci
📕 The dragon wakes with thunder. Un patto tra fulmini e tempeste
di K.X. Song - De Agostini (10 marzo 2026)
Hai Meilin ha usato la sua forza per portare alla vittoria il regno di Anlai, ma ben presto tutto ciò le si ritorce contro: al ritorno, viene imprigionata per aver impugnato una spada, gesto a lei proibito in quanto donna.
Eppure oltre le mura è diventata una leggenda. I ribelli vogliono che conduca la rivoluzione e a sud il principe di un regno nemico vuole che lo aiuti a ristabilire l’equilibrio, mentre il comandante Liu Sky, suo primo amore, vuole che lo affianchi nella lotta per il trono. Tuttavia c’è un’altra voce che Hai Meilin non può ignorare: quella del drago del mare Qinglong. Approfondisci
📕 Il principe del lutto
di Bennett Jenn - Mondadori (10 marzo 2026)
Molly O’Rinn vive nella New York del 1873. Ha diciotto anni, origini irlandesi, e nonostante abbia perso la madre e il padre, è riuscita a essere ammessa all’ospedale di Bellevue come infermiera nel primo programma di formazione. Presto si ritroverà a curare il suo primo paziente, l’affascinante quanto malato figlio di un finanziere di Wall Street.
Nella sua villa c’è qualcosa di misterioso e una notte, aggirandosi in casa, Molly incontra Nin, il Principe del Lutto, che finché non è stato fatto prigioniero nella villa proteggeva morti e viventi. Tra i due nasce un legame inaspettato, mentre attorno a loro i nemici li accerchiano. Approfondisci
📕 L’abisso. L’ora dei dannati. Vol. 1
di Luca Tarenzi - Giunti Editore (3 marzo 2026)
Torna in un’edizione economica il capolavoro dantesco di Luca Tarenzi, con la sua incredibile copertina. La storia narra dell’impresa di cinque dannati che uniscono le forze per fuggire dall’Inferno. Avvincente, da leggere tutto d’un fiato! Approfondisci
🔴 Intervista a Sara Ronco, l’autrice di “Hariel”
Sara Ronco è una scrittrice italiana che coltiva fin da giovanissima una forte passione per l’horror e la narrativa fantastica, nata anche grazie alle letture e ai fumetti scoperti durante l’infanzia. Negli anni ha pubblicato racconti in diverse antologie e partecipato a numerosi concorsi letterari, ottenendo riconoscimenti e collaborando con realtà legate al fantastico e all’horror.
Nel 2026 è uscito il suo romanzo “Hariel”, pubblicato da Edikit Edizioni: una commedia romantica urban fantasy ambientata negli anni Ottanta nella provincia torinese, in cui un angelo mandato in missione sulla Terra si ritrova a confrontarsi con la vita quotidiana degli esseri umani, tra scuola elementare, misteri soprannaturali e incontri inattesi.
In questa intervista per ABISSO, l’autrice racconta il suo percorso nella scrittura, le esperienze nei concorsi letterari, i progetti editoriali e la nascita di “Hariel”.
[ABISSO]: Sara, partiamo dall’inizio: quando hai capito che la scrittura non era solo una passione, ma qualcosa di essenziale per te? Ricordi il momento o l’esperienza che ti ha spinto a raccontare storie, soprattutto legate all’immaginario fantastico e horror?
[Sara Ronco]: Parlando con mia madre ho ricordato che da bambina sfogliavo i Topolino che comprava a mio fratello e senza saper leggere già inventavo la storia guardando le figure.
Ho sempre avuto una grande fantasia ma solo in anni recenti ho voluto buttarmi anima e corpo nella scrittura. Mi sono detta: “Ora o mai più” e ho iniziato a lavorare a storie sempre più complesse. Ho preferito raccontare dei miei generi preferiti, horror e fantastico, perché più affini al mio gusto.
[ABISSO]: La tua formazione di lettrice e autrice sembra affondare le radici nell’horror e nella narrativa fantastica. Quali autori, libri, film o fumetti hanno influenzato maggiormente il tuo immaginario creativo?
[SR]: Da ragazzina ho letto tutti i libri usciti per le collane pensate per ragazzi di una nota casa editrice. Poi sono passata all’immancabile Stephen King. Sono sempre stata appassionata di fumetti e manga. In quella sorta di santuario intoccabile che è la mia cameretta ci sono Dylan Dog, Alita, Video girl Ai, Berserk, Proteggi la mia terra e tanti altri.
Sono stata una delle primissime fan della serie TV X-Files, quando ancora veniva trasmesso in seconda serata e in estate. Possiedo anche una collezione di saggi sull’occulto e sul paranormale.
[ABISSO]: Nel corso degli anni hai sperimentato diversi registri narrativi: dall’horror alla commedia, passando per il weird e il fantastico. Che percorso letterario hai seguito finora e quali generi senti più vicini alla tua sensibilità di narratrice?
[SR]: Non mi piace fossilizzarmi su un solo genere. Sono curiosa e mi piacere spaziare da un argomento all’altro. Dopo aver letto un folk horror nostrano, potrei decidere di passare a una commedia romantica. Meglio se con qualche cenno di paranormale o almeno un mistero da risolvere. Adoro anche i thriller, a esempio quelli di Barbara Baraldi, di cui ho apprezzato anche i romanzi fantasy di qualche anno fa.
Non mi dispiacciono i romanzi storici. Per questo motivo anche il mio percorso letterario è complesso e non lineare.
[ABISSO]: Sei molto attiva nei concorsi letterari e spesso con risultati di rilievo: menzione speciale al TOHorror Fantastic Film Fest 2023, vittoria nel 2024 del concorso “300 parole per un incubo” di Scheletri.com e, più recentemente, il ruolo di giurata nello stesso festival torinese. Che ruolo hanno avuto i concorsi nel tuo percorso di scrittrice? Li consigli a chi sta cercando di emergere?
[SR]: Assolutamente sì. E mai arrendersi se i riconoscimenti non arrivano. Bisogna darsi il tempo di crescere e migliorare. Ho anche collaborato con degli editor molto bravi che hanno permesso al mio stile di affinarsi. Consiglio a tutti gli aspiranti scrittori di chiedere aiuto a figure professionali per far evolvere le proprie capacità. È vero che vogliono essere giustamente pagati, ma il lavoro è lavoro. Bisogna investire sulla propria formazione e sulle proprie capacità.
[ABISSO]: Parliamo del tuo nuovo romanzo, “Hariel”, pubblicato da Edikit. Come è nata l’idea di raccontare la storia di un angelo mandato in missione sulla Terra negli anni Ottanta nella provincia torinese? Qual è stata la scintilla iniziale?
[SR]: Gli anni ‘80 per me sono un rifugio dell’anima. Avevo già ambientato “I puzzoni” in quel periodo. Lavoro come insegnante e ho pensato che prima o poi avrei sviluppato i super poteri per capire ancora di più i miei studenti. Mi sono chiesta come potrebbe essere una maestra con delle capacità paranormali. E così è nata Hariel, dolcissima ma anche molto determinata e protettiva.
[ABISSO]: “Hariel” mescola urban fantasy, commedia romantica e suggestioni soprannaturali. Quali sono i temi centrali del romanzo e che tipo di esperienza narrativa volevi offrire al lettore?
[SR]: Innanzitutto volevo in qualche modo rivivere la mia infanzia ma con uno sguardo adulto e maturo. I giri in bicicletta tra compagni di scuola, le merendine confezionate e il senso di avventura ed entusiasmo dei ragazzini hanno trainato la storia. La missione è contro qualcosa che per me bambina, negli anni ‘80 (N.d.A. io comunque ho 25 anni… col riporto), faceva una grande paura: la droga! Anche l’amore e la lealtà tra amici hanno un grande spazio.
[ABISSO]: La protagonista è un angelo catapultato nella quotidianità umana, addirittura nei panni di una supplente alle elementari. Che tipo di personaggio è Hariel e quali conflitti interiori o morali deve affrontare durante la sua missione?
[SR]: Nelle prime pagine si comprende che Hariel non puٍò mentire perché fa parte della sua natura angelica. L’essere umano mente di continuo, anche solo “a fin di bene”, questo destabilizza Hariel, che riesce anche a leggere i pensieri.
Dovrà scendere a patti ma senza dover mettere in mezzo la sua essenza. Scoprirà i piaceri della vita di una ragazza, tra cui lo shopping e le cene al ristorante. Gli angeli amano la vita ma non le bugie e le cose nascoste, segrete. E Hariel ne scoprirà parecchie, suo malgrado.
[ABISSO]: Nel romanzo compaiono elementi molto originali, come le apparizioni divine attraverso personaggi iconici della televisione italiana degli anni Ottanta. Da dove nasce questa scelta narrativa e che ruolo ha la cultura pop di quel periodo nella storia?
[SR]: Come tutte le madri, mia madre, non voleva che guardassi per troppo tempo la TV. Io non capivo perché, trasmetteva sempre qualcosa di interessante e nella mia ingenuità fanciullesca temevo che collegasse ad altri modi. Il film “Poltergeist” non ha aiutato in questa mia convinzione.
La TV è il tramite moderno con cui comunica Il grande capo. Altrimenti cosa avrei potuto usare? Un cespuglio in fiamme? Un’apparizione in cielo? Volevo qualcosa che fosse nelle case di tutti.
La cultura pop mi ha scatenato la fantasia da bambina. Al di là di grembiulini e vestiti buoni della domenica c’era un mondo di colori fluo e canzoni, balli e cartoni animati che volevo raggiungere anche solo con la fantasia. Beh, per la realizzazione del mio desiderio ci ho messo un po’ di tempo.
[ABISSO]: “Hariel” alterna momenti romantici, situazioni comiche e suggestioni quasi gotiche, come la casa stregata e le energie oscure che infestano l’edificio. Come hai lavorato sull’equilibrio tra questi registri narrativi così diversi?
[SR]: Credo che facciano parte del mio animo e delle mie passioni. Alterno horror con chick lit nelle mie letture e non mi sorprende che in quello che scrivo coesistano elementi così agli antipodi. Una mia amica astrologa dice che il mio ascendente ariete sia il mio lato solare e spontaneo ma il mio segno zodiacale è la mia parte oscura e misteriosa. Nelle mie storie coesistono questi due aspetti.
[ABISSO]: Nel romanzo emerge anche il tuo rapporto con l’insegnamento: Hariel si trova a fare la supplente in una scuola elementare e deve confrontarsi con un microcosmo fatto di bambini, colleghi e dinamiche quotidiane. Quanto della tua esperienza reale di insegnante è entrata nella costruzione delle scene scolastiche e dei personaggi?
[SR]: Essere insegnante ha influito non poco, ma anche i miei ricordi degli anni Ottanta. Nei miei ricordi era tutto diverso. Per me la maestra era invincibile e suprema, un’istituzione che nessuno poteva mettere in dubbio. Ogni sua parola era legge. Ecco, non ho avuto la stessa impressione quando sono diventata insegnante.
Da bambina ricordo ancora il sapore degli intervalli con i compagni. Bibite con il 2% di arancia e torte fatte in casa durante i compleanni. Ogni 10:30 del mattino era un piccolo e meraviglioso convivio.
[ABISSO]: Torino e la sua provincia, con la loro aura quasi leggendaria legata all’esoterismo e al mistero, fanno da sfondo alla vicenda. Quanto è importante l’ambientazione nel tuo modo di raccontare storie? La “Torino magica” ha influenzato in qualche modo l’atmosfera di Hariel?
[SR]: Trasferendomi in un’altra città la nostalgia di Torino si è fatta fortissima. Mi mancava fisicamente. Non avere i suoi eleganti palazzi sotto gli occhi è una sofferenza. Piazza San Carlo è protagonista di una scena molto dolce. Non potevo immaginare un luogo più bello.
[ABISSO]: Il romanzo è pubblicato da Edikit edizioni. Come è nato il vostro incontro e qual è stato il percorso che ti ha portato alla pubblicazione con questa casa editrice?
[SR]: Questa casa editrice mi fu consigliata da uno dei suoi autori. Parlai nel 2024 con il titolare dell’epoca per l’invio del manoscritto. Ci volle un anno per la valutazione e a maggio 2025 firmai il contratto. Nonostante ad agosto ci fu un passaggio di proprietà mi ritrovo a essere qua con la mia bella “Hariel” in car…taceo ed e-book.
[ABISSO]: Prima di “Hariel” hai conquistato molti lettori con la serie horror-comedy iniziata con “I puzzoni” e proseguita con “I puzzoni 2 – La villa”, storie surreali con animali zombie, bambini protagonisti e un nonno defunto che comunica tramite la TV. Com’è nata questa idea così originale? E possiamo aspettarci un terzo capitolo della serie?
[SR]: Per quanto riguarda gli animali zombie ho voluto infrangere un divieto scritto solo nei meme. Negli horror uccidi chi vuoi ma non cani e gatti. Ne ho uccisi parecchi ma ho voluto salvarli grazie a due bambini coraggiosi, che hanno rischiato la vita e addirittura il lancio dello zoccolo della madre per proteggerli.
[ABISSO]: Hai partecipato anche a diverse antologie horror, tra cui “Ancora Morsi”, dedicata ai vampiri, e “Mortimale”, antologia zombie ambientata in un’Italia apocalittica. Che tipo di esperienza è lavorare in un progetto collettivo con altri autori e curatori?
[SR]: Mi sono sentita un po’ il juke box dell’orrore ma è stato molto bello. Le storie le ho create rispettando le indicazioni dei curatori e mi sono divertita parecchio perché era la prima volta che mi cimentavo in qualcosa su richiesta. Recentemente ho partecipato all’antologia “Immaginando Gaza”, preciso che i ricavati andranno a Medici senza frontiere.
Prossimamente in uscita un’antologia ispirata al cinema di Lucio Fulci dove ho dato libero sfogo al lato sanguinario splatter della mia scrittura.
[ABISSO]: Oggi scrivere un libro è solo una parte del lavoro: promuoverlo è altrettanto importante. Quali strategie hai scelto per far conoscere “Hariel”? Su quali canali punti maggiormente – social, eventi, collaborazioni – e con quale tipo di investimento, anche in termini di tempo e budget?
[SR]: Confesso che molte cose le sto imparando strada facendo. Sto contattando blogger e sto creando qualche post sui miei social. Sto organizzando eventi per poter presentare l’opera. Fondamentale sarà la mia presenza nelle fiere di settore per poter conoscere nuovi lettori.
[ABISSO]: Per concludere: quali sono i tuoi progetti presenti e futuri? A quali storie stai lavorando e dove possono trovarti i lettori – social, sito, contatti – se vogliono seguirti o mettersi in contatto con te?
[SR]: Hariel è davvero un angelo ed è molto generosa. A meno da un mese dalla sua uscita, è comparsa “Ella Aurea lux”, altra mia creazione che attendeva di uscire alla luce (perdonate il gioco di parole) già da un po’ di tempo. Immagino che grazie alle sue ali Hariel sia uscita prima ma ha aiutato anche Ella a essere pubblicata. Nella mia mente è come se una storia parallela accompagnasse i miei romanzi.
Sto lavorando al seguito di ben due mie storie ma al momento non voglio dirvi niente di più, se non che ci sarà da ridere, piangere e avere paura. Sto anche progettando un romanzo che sarà più horror ma avrà anche una forte tematica ambientale.
Seguitemi su Facebook e su Instagram, mi trovate con il mio nome. Al momento ho attivato da poco l’account TikTok e ci sto lavorando.
[ABISSO]: Prima di salutarci, ricordiamo ai lettori di ABISSO di scoprire anche “Hariel” – il libro sarà in vendita allo stand Edikit all’imminente fiera Marginalia 2026 – e di seguire Sara Ronco nei suoi prossimi progetti editoriali: tra horror, fantastico e ironia nera, la sua produzione letteraria promette ancora molte sorprese.
Intervista realizzata da: Alessio Valsecchi
👨🚀 Novità fantascienza e dintorni
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📕 Il progetto Major Oak
di Fabio P. - bookabook (12 marzo 2025)
Il romanzo intreccia tecnologia, potere e vendetta. Un bot finanziario senziente fugge dall’Agenzia Europea per l’Intelligenza Artificiale, mentre un clochard sogna rivalsa contro chi ha emarginato gli ultimi. Intanto un anziano miliardario continua a inseguire ricchezza senza limiti. Sullo sfondo emerge un progetto segreto capace di alterare l’equilibrio economico globale, rendendo la ricerca della verità sempre più rischiosa. A indagare sono Emma Oldman e l’ispettore Mano Malatesta, personalità complesse costrette a muoversi tra legalità e disordine, in una vicenda tesa e imprevedibile che spinge oltre i confini della realtà. Approfondisci
📕 A pochi passi dal sole
di Walter Tevis - Mondadori (26 febbraio 2026)
Nel 2063 le risorse energetiche sono esaurite o giudicate pericolose, mentre una nuova era glaciale minaccia il pianeta. La Cina domina la scena globale e gli Stati Uniti hanno perso influenza. In questo contesto emerge Ben Belson, uomo ricco, audace e determinato a salvare l’umanità. Costruisce un’astronave privata e parte verso mondi ignoti alla ricerca di nuove fonti di energia e di una risposta al dolore collettivo. Tuttavia i viaggi spaziali sono proibiti e le autorità lo considerano un fuorilegge. La sua missione diventa così una sfida contro il declino della civiltà e contro i propri demoni interiori. Approfondisci
📕 I corvi volavano sopra la Terra
di Floriana Quaretti - Distruttori di Terre (28 febbraio 2026)
Su una Terra gelata, l’umanità sopravvive nel Sistema sotterraneo mentre la Superficie è controllata dai Corvi, misteriosa specie aliena. Giulia, ex eroina di guerra divenuta esploratrice, recupera risorse tra rovine ghiacciate. Quando accoglie con sé Annalisa, giovane ladra dal passato incerto, riceve l’incarico di eliminare gli ultimi invasori. Durante la missione emergono però indizi sepolti nel ghiaccio che mettono in dubbio la versione ufficiale dell’invasione. Tra città decadenti, rinnegati e culti nascosti, Giulia deve scegliere tra fedeltà al Sistema oppure rivelare una verità capace di cambiare tutto, mentre nasce un legame inatteso. Approfondisci
📕 L’ultima eroina. Some desperate glory
di Emily Tesh - Mondadori (19 febbraio 2026)
Kyr cresce nella stazione Gaea, rifugio degli ultimi esseri umani dopo la distruzione della Terra da parte dei majoda. Addestrata fin dall’infanzia per combattere e vendicare la propria specie, diventa una delle guerriere più capaci. Tuttavia il Comando la destina al Nido, dove dovrebbe generare figli, mentre al fratello viene affidata una missione suicida. Kyr decide allora di ribellarsi. Con l’aiuto di un brillante amico ribelle e di una creatura aliena, fugge per cercare la Saggezza, arma capace di plasmare la realtà. Il viaggio le rivelerà un cosmo molto più complesso di quanto abbia sempre creduto. Approfondisci
📕 Futuri terrestri
di Joe Mungo Reed - NN Editore (20 febbraio 2026)
Scozia, 2025: Hannah incontra Red, misteriosa creatura venuta da un futuro in cui la Terra è inabitabile. Insieme tentano di sviluppare soluzioni contro alluvioni e siccità, ma il tempo sfugge. Anni dopo, il figlio Andrew si candida primo ministro per contrastare degrado ambientale e colonizzazione di Marte, entrando in conflitto con la figlia Kenzie, scienziata finanziata dalla Tevat. Generazioni successive continuano la lotta: il figlio di Kenzie parte per la Terra in una missione pericolosa che può decidere il destino dell’umanità superstite. La saga intreccia famiglia, amore e scienza in un viaggio attraverso passato e futuro. Approfondisci
📕 Laura 2053
di Pietro Brogi - Youcanprint (16 febbraio 2026)
Nel 2053 Laura, 48enne single, lavora per favorire l’inclusione sociale di chi rifiuta conformismi imposti dal sistema distopico. Durante le sue attività incontra un dirigente dei servizi speciali, interessato a una persona critica verso le regole. Un incontro casuale evolve in un legame pericoloso: l’atteggiamento possessivo dell’uomo costringe Laura a rischiare la propria vita. La pubblicazione di un articolo da parte di un giornalista amico li catapulta in un mondo di potere guidato da Mister X. La storia, ricca di tensione ma anche ironica, esplora conflitti, controllo e libertà individuale. Approfondisci
💀 Novità noir, thriller e crime
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Le più recenti pubblicazioni in ambito noir, thriller, hardboiled, crime. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
📕 Carbonio
di Lorenzo Savastano (Autore) SEM (3 marzo 2026)
Enea Vasari, poliziotto integerrimo, cade in rovina dopo l’uccisione del giovane collega per mano del boss ’O Pacciu. Consumato dalla vendetta, vive distante dalla famiglia finché un’indagine su misteriosi smartphone criptati, usati da reti criminali globali, lo riporta in azione. Nella task force guidata da Consoli, con l’enigmatica hacker Viola, affronta un mondo invisibile e pericoloso. Quando la cosca rapisce suo figlio, la missione diventa personale: dovrà infiltrarsi tra i nemici, mettendo a rischio vita e coscienza pur di salvarlo. Approfondisci
📕 Love, mom. Vuoi sapere un segreto?
di Iliana Xander - Longanesi (3 marzo 2026)
Mackenzie Casper cresce segnata da un rapporto freddo con Elizabeth, celebre autrice adorata dal pubblico. Alla morte della donna, avvenuta in modo ambiguo, reagisce con distacco. Durante il funerale trova una lettera firmata “Love, Mom” che allude a un mistero. Da quel momento arrivano altri messaggi, rivelando frammenti di un passato pieno di omissioni. La protagonista intraprende così una ricerca inquietante per capire chi fosse davvero la madre, chi stia orchestrando tutto e quale verità nascosta riguardi anche la propria identità. Approfondisci
📕 Tutta la morte davanti
di Jeffery Deaver e Isabella Maldonado - Longanesi (24 febbraio 2026)
A Hollywood, un matrimonio finisce in tragedia quando uno degli sposi muore. L’agente Carmen Sanchez e Jake Heron indagano, scoprendo che non è un caso isolato: altri eventi simili nascondono un disegno criminale. Dietro gli omicidi si cela un assassino che colpisce coppie felici, traendo piacere dalla sofferenza. Mentre i due cercano di fermarlo, emergono legami inquietanti e una minaccia diretta: i prossimi bersagli sono proprio loro. In una corsa contro il tempo, dovranno affrontare paura e inganno per sopravvivere. Approfondisci
📕 Buio
di Vera Buck - Giunti Editore (25 febbraio 2026)
Tilda, giovane tedesca con radici italiane, acquista una casa simbolica in un borgo sardo abbandonato per cambiare vita. Inizialmente affascinata da quiete e semplicità, scopre presto presenze inquietanti: rumori inspiegabili e oggetti fuori posto. Emergono così i misteri legati al 1982, quando una sparatoria sterminò gli abitanti. L’unico sopravvissuto, Silvio, tace mentre un cronista cerca risposte. Coinvolta suo malgrado, la protagonista dovrà indagare su quel passato oscuro per salvarsi e comprendere cosa si cela ancora tra quelle montagne isolate. Approfondisci
📕 Ogni passo che fai
di C. L. Taylor - Fazi (24 febbraio 2026)
Cinque amici londinesi condividono un incubo: essere perseguitati. Dopo l’uccisione di Natalie, ricevono una minaccia anonima che annuncia un’altra morte entro dieci giorni. Diffidenti verso le autorità, decidono di indagare da soli, cercando di proteggersi e smascherare il responsabile. Il conto alla rovescia si intreccia con eventi personali cruciali, aumentando tensione e sospetti. Tra segreti, paure e versioni contrastanti, emerge il dubbio: ognuno nasconde qualcosa. Scoprire la verità diventa essenziale per sopravvivere. Approfondisci
📕 Final girls. Le sopravvissute
di Riley Sager - Timecrime (20 febbraio 2026)
Quincy Carpenter, unica superstite di un massacro, vive cercando di dimenticare quel trauma. Fa parte delle “final girls”, insieme a Lisa e Sam. Quando Lisa viene trovata morta, Sam riappare e spinge Quincy a ricordare la notte alla baita. Tra sospetti della polizia e un’alleanza ambigua, emergono segreti nascosti e verità distorte. Intrappolata in un gioco mentale pericoloso, la protagonista capisce che il passato non è sepolto. Scoprire cosa è davvero accaduto diventa essenziale per sopravvivere. Approfondisci
📕 Baci rubati
di Nancy Urzo - Ruby Ink Edizioni (20 febbraio 2026)
L’agente FBI Bryanna Stan, segnata da un trauma, affronta un assassino che lascia una firma macabra sulle vittime. I delitti riaprono ferite del passato, trasformando l’indagine in una sfida personale. Tra mente e paura, nasce un duello psicologico in cui il killer sembra conoscerla a fondo e provocarla. Determinata a fermarlo, Bryanna rischia di cadere nella sua trappola. In un clima oscuro e teso, la caccia diventa un confronto mortale dove la verità potrebbe costarle la vita. Approfondisci
🔴 Intervista all’autrice Thya B. Wood
Thya B. Wood è una scrittrice ligure appassionata di narrativa crime, thriller e noir. Dopo l’esordio con “5 passi nel parco”, primo capitolo della serie ambientata a Chicago con protagonista il tenente Marla Greenwood, ha proseguito il percorso con “L’unico innocente è il Mago” e con diversi racconti pubblicati in antologie e riviste di genere.
Nel gennaio 2026 ha pubblicato “Il candelabro insanguinato”, romanzo noir uscito in modo indipendente tramite Amazon KDP e inserito nel progetto collettivo “10 killer in famiglia”. La storia si sviluppa tra le vie apparentemente tranquille del borgo di Petraura, dove una rapina finita nel sangue, indagini condotte con superficialità e segreti legati al passato si intrecciano attorno alla famiglia Del Giudice. Quando la verità comincia a emergere, i cosiddetti “Custodi della giustizia” entrano in azione, determinati a ristabilire l’ordine, qualunque sia il prezzo da pagare.
In questa intervista per ABISSO, l’autrice racconta il suo percorso nella narrativa crime, la nascita dei suoi personaggi e il lavoro dietro la costruzione de “Il candelabro insanguinato”.
[ABISSO]: Thya, partiamo dalle origini: quando è nata la tua passione per la scrittura? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che raccontare storie, soprattutto di genere crime e thriller, sarebbe diventato qualcosa di importante nella tua vita?
[Thya B. Wood]: Scrivere mi è sempre piaciuto, poesie soprattutto. Tuttavia, erano sempre troppo personali e intime, quindi le tenevo per me. Se qualcosa mi colpiva in modo particolare buttavo giù un racconto. Fino al 2021, quando ho avuto l’ispirazione per la storia che si sarebbe evoluta fino a diventare il mio primo romanzo, “5 passi nel parco”. All’epoca ero ancora estranea al mondo autoriale e nemmeno conoscevo l’autopubblicazione, pertanto all’inizio ho scritto per me stessa, senza particolari ambizioni. Ma è lì che ho capito che la scrittura era diventata un’esigenza, un bisogno per completare la mia vita. Il thriller è da sempre il mio genere preferito, sia da lettrice che da spettatrice televisiva, quindi era inevitabile che ci finissi dentro anche da autrice.
[ABISSO]: Prima di arrivare ai romanzi hai scritto anche racconti pubblicati in diverse antologie. Che percorso letterario hai seguito finora e in quali generi narrativi ti sei mossa o hai sperimentato maggiormente?
[TBW]: Non è del tutto esatto, i racconti sono arrivati dopo il primo romanzo. Un’amica mi ha proposto di scriverne uno per una raccolta, da lì è arrivata un’altra proposta per tre racconti brevi ed è iniziato questo percorso parallelo. Il primo è stato un romance, gli altri hanno spaziato fra il noir, il thriller e l’horror.
[ABISSO]: Sei molto attiva nel circuito dei concorsi letterari: il tuo racconto “Rupofobia” è stato finalista al Premio Ovidio 2024 e ha ricevuto un attestato di merito al Premio Letterario L’Azalea. Che ruolo hanno i concorsi nel tuo percorso di scrittrice? Li consideri un banco di prova utile anche per chi sta cercando di emergere?
[TBW]: Ho partecipato a diversi concorsi, sia con il romanzo d’esordio che con i racconti. Possono avere una certa utilità per i racconti, vedi appunto “Rupofobia”, che è stato pubblicato nell’antologia “Pagine gialle” e che altrimenti sarebbe rimasto in un cassetto. Ora, però, li vedo con occhi diversi: li reputo spesso onerosi e, nella maggior parte dei casi, resti invisibile. Perciò, a meno che non abbia un racconto che non so come “piazzare”, non credo vi parteciperò più.
[ABISSO]: Arriviamo al tuo romanzo più recente, “Il candelabro insanguinato”. La storia intreccia amicizie di lunga data, segreti del passato, indagini superficiali e una violenza che esplode in un piccolo borgo apparentemente tranquillo. Quali sono i temi principali che volevi esplorare con questo noir?
[TBW]: Con “Il candelabro insanguinato” volevo scrivere una storia dura, a tratti crudele. Sono molte le tematiche che vado a toccare: l’amicizia come sentimento forte e inattaccabile; il femminicidio; la capacità del male di insinuarsi in chiunque, portando ad atti terribili; il dubbio se sia sempre vero che il fine giustifica i mezzi; la complessità dell’animo umano, che nasconde aspetti pronti a esplodere di fronte a circostanze particolari.
[ABISSO]: Il romanzo è ambientato nel borgo di Petraura, un contesto che sembra quieto ma che nasconde tensioni profonde. Quanto è importante l’ambientazione nei tuoi romanzi e come lavori per rendere credibile un luogo che diventa quasi un personaggio della storia?
[TBW]: Nel caso di Petraura ho trovato, come si suol dire, il piatto già cucinato. Si tratta di un luogo immaginario, creato dalle ideatrici della collana Elena Andreotti e Tea Vergani, che poi ha subito una sua evoluzione con l’uscita dei romanzi che hanno preceduto il mio. Quando invece scrivo le storie della mia collana “Omicidi e passioni nella città del vento” faccio ricerche accuratissime e non lascio nulla al caso, poiché l’ambientazione è essenziale, soprattutto se quel luogo esiste e vi abitano milioni di persone: è, come giustamente dici tu, un personaggio in cui si muovono i personaggi umani.
[ABISSO]: La trama suggerisce che la verità non sia mai così lineare come potrebbe sembrare, mettendo in discussione persino il celebre principio del rasoio di Occam. Quanto conta, nei tuoi thriller, il gioco tra apparenza e verità?
[TBW]: Conta moltissimo. Le storie che amo devono essere contorte, un’alternanza continua fra realtà e apparenza, in cui il lettore deve muoversi cercando di capire la verità. Ovviamente lo scopo dell’autore è non fargliela comprendere fino a che non viene svelata.
[ABISSO]: Dal punto di vista della costruzione narrativa, come hai lavorato sulla struttura del romanzo? Parti prima dall’idea del colpo di scena finale oppure costruisci la trama seguendo i personaggi e lasciando che siano loro a guidare la storia?
[TBW]: Quando inizio una storia ho ben chiaro il filo conduttore: vittima, colpevole, movente. L’evoluzione, i colpi di scena, le vicende parallele, i dialoghi sono i personaggi stessi a suggerirmeli in corso d’opera.
[ABISSO]: “Il candelabro insanguinato” fa parte della collana “10 killer in famiglia”, un progetto collettivo che coinvolge diversi autori del genere giallo e thriller. Come sei entrata a far parte di questa iniziativa editoriale?
[TBW]: Una delle due ideatrici della collana, Elena, mi conosce e aveva letto il mio primo libro. Un giorno mi è arrivata una mail in cui lei e Tea mi spiegavano il progetto e mi invitavano a farne parte. Ero stupita e perplessa, si trattava di una sfida non da poco. Ma ho deciso quasi subito di accettare e sono molto contenta di averlo fatto.
[ABISSO]: In “Il candelabro insanguinato” compare la famiglia Del Giudice e il gruppo dei “Custodi della giustizia”, figure che sembrano muoversi su un confine sottile tra giustizia e vendetta. Come sono stati costruiti questi personaggi e che tipo di riflessione morale vogliono comunicare ai lettori?
[TBW]: I Del Giudice sono una famiglia di personaggi controversi: animati da un senso profondissimo della giustizia, camminano sul filo sottile che la separa dalla vendetta. In nome della giustizia possono diventare spietati e implacabili, infrangendo leggi e regole pur di raggiungere lo scopo di rendere, appunto, giustizia alle parti lese. Come dicevo prima, rendono inevitabile per il lettore porsi la questione se il fine giustifichi sempre i mezzi.
[ABISSO]: In una serie condivisa, con gli stessi protagonisti e la stessa ambientazione, ogni autore deve mantenere coerenza ma anche portare il proprio stile. Come hai affrontato questa sfida e che libertà creativa hai avuto nel costruire la tua storia?
[TBW]: L’ho affrontata con molta curiosità, proprio perché assai diversa da ciò che scrivo di solito. Ci sono linee guida da seguire, ma c’è parecchia libertà narrativa e ho potuto scrivere un romanzo per me insolito mantenendo il mio stile narrativo.
[ABISSO]: Un’altra parte importante della tua produzione è la serie dedicata al tenente Marla Greenwood, iniziata con “5 passi nel parco”. Come è nato questo personaggio e quale evoluzione volevi raccontare attraverso di lei?
[TBW]: Marla Greenwood nasce in modo molto strano, se ci ripenso sorrido. Una mattina, mentre ero in uno stato di dormiveglia, ho visto una scena: una ragazzina con i capelli neri che si arrampicava su una scala di legno e scompariva in una soffitta. Quell’immagine continuava a tornarmi in mente e ho iniziato a fantasticarci su: ho visto la sua casa, il contesto familiare, il piccolo centro dove viveva. Poi l’ho rivista molti anni dopo, dietro a una scrivania della sezione omicidi della polizia di Chicago: il tenente Greenwood nasce così. È un personaggio complicato, apertamente omosessuale, fallace, pieno di dubbi e contraddizioni, e in continua evoluzione, che suscita opinioni contrastanti nei lettori. Ma mi sta bene così, perché vuol dire che è un personaggio vivo, umano, realistico.
[ABISSO]: Nel secondo capitolo della serie, “L’unico innocente è il Mago”, Marla si confronta con un cecchino che colpisce vittime apparentemente scollegate tra loro. In che modo questo nuovo caso cambia la protagonista, sia come investigatrice sia come persona?
[TBW]: La vicenda di “L’unico innocente è il Mago” arriva sette anni dopo quella di “5 passi nel parco” e nel frattempo sono successe molte cose. Ora Marla è moglie e madre, la carriera sembra essere passata in secondo piano: ma sarà proprio quella strage, che la tocca molto da vicino e la costringe ad affrontare momenti durissimi, ad aprire scenari nuovi nella sua vita e nella sua carriera. Di certo la Marla che troviamo nell’epilogo è una persona diversa da quella del primo capitolo, molto più consapevole e matura, sia come donna che come poliziotta.
[ABISSO]: Nel 2024 hai pubblicato anche la versione anglofona del tuo romanzo d’esordio, “Shadows Over the Windy City”. Quanto è importante per te aprirti a un pubblico internazionale e quali differenze hai riscontrato tra i lettori italiani e quelli stranieri?
[TBW]: Trattandosi di una storia ambientata a Chicago ho voluto provare a farle superare i confini, ma è molto difficile farsi notare nel mondo autoriale d’oltreoceano. Devi investire tanto tempo per la promozione, tempo che io non avevo, essendo impegnata nella stesura di “L’unico innocente è il Mago”. Di conseguenza non ho venduto molto, però il libro è piaciuto: come in Italia, ha un po’ infastidito l’idea dell’omosessualità della protagonista e il fatto che io parli anche della sua vita privata, non limitandomi alle indagini. Sono intenzionata a non lasciar cadere la cosa e ad attivarmi per lanciarlo in modo degno sul mercato internazionale.
[ABISSO]: Oggi scrivere un libro è solo una parte del lavoro di un autore. Per “Il candelabro insanguinato”, pubblicato in modo indipendente tramite Amazon KDP, quali strategie di promozione hai scelto? Su quali canali punti di più e con quale tipo di investimento, anche in termini di tempo e budget?
[TBW]: A differenza degli altri libri, per “Il candelabro insanguinato” mi sono limitata a parlarne sui social, senza fare pubblicità a pagamento. Facendo parte di una collana, i lettori lo scoprono con facilità. Quando vedrò calare le vendite penserò a qualche forma di promozione, per adesso sta andando bene da solo. Per gli altri ho fatto presentazioni, firmacopie, partecipato a fiere, compreso il Salone di Torino, fatto inserzioni: ovviamente alla prossima fiera o presentazione porterò anche “Il candelabro insanguinato” con me.
[ABISSO]: A cosa stai lavorando in questo periodo? Possiamo aspettarci nuovi capitoli delle tue serie, nuovi racconti o magari progetti completamente diversi?
[TBW]: Sta per uscire un’antologia dal titolo “Le cattive”, nella quale è presente il mio racconto “Offre la casa”, già pubblicato sulla rivista specializzata Agatha, che presenterò proprio assieme all’ideatrice della rivista stessa, nonché valente scrittrice di gialli, Cristina Origone, in una biblioteca di Genova. Inoltre, ho appena inviato un racconto per un’altra antologia dedicata ad Agatha Christie, che uscirà nei prossimi mesi. Anche questa è stata una sfida, poiché mi sono cimentata nel genere Cozy Crime, per me assolutamente nuovo. Dopo di che prenderò un periodo di pausa per dedicarmi ad altre cose, ma fra qualche mese mi metterò sotto con la revisione del terzo romanzo della collana “Omicidi e passioni nella città del vento”, che è già in prima stesura.
[ABISSO]: Per i lettori che vogliono seguirti o entrare in contatto con te: dove possono trovarti online? Quali sono i tuoi profili social, siti o canali attraverso cui racconti il tuo lavoro e dialoghi con il pubblico?
[TBW]: Ho un sito mio con relativa newsletter, www.thyabwood.it e sono su tutti i principali social: Facebook, Instagram, TikTok e Substack. Spero che questa intervista abbia suscitato l’interesse delle persone che seguono ABISSO e che vogliano conoscermi ancora meglio attraverso i miei canali o i miei libri. Grazie di avermi dato questa opportunità, Alessio.
[ABISSO]: Se amate i gialli e i thriller ricchi di mistero, segreti e tensioni morali, vi invitiamo a scoprire Il candelabro insanguinato e a seguire i prossimi progetti narrativi di Thya B. Wood, tra nuove indagini, personaggi complessi e storie che esplorano i lati più oscuri dell’animo umano.
Intervista realizzata da: Alessio Valsecchi
🔪 Crime e serial killer, tra finzione e realtà
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Le più recenti notizie di cronaca, i film, i libri e le serie TV sulle piattaforme streaming, i saggi e gli articoli di approfondimento appena pubblicati: tutto dedicato al crimine e agli assassini seriali.
🔴 Libri, eventi, film e TV
È stato inaugurato a Genova il 7 marzo il “Serial Killer Museum” in via Ceccardo Roccatagliata Ceccardi 14/r. Già presente a Torino e a Firenze, il museo dei serial killer del capoluogo ligure ospiterà un percorso in sedici sezioni tematiche tra scenografie suggestive e approfondimenti sulla criminologia moderna. Approfondisci
Di prossima uscita su Apple TV una serie tra dramma e spionaggio, ambientata a Berlino nell’epoca nazista, e basata sui romanzi che compongono il ciclo “Berlin noir” dello scrittore scozzese Philip Kerr. La saga letteraria ha come protagonista il detective Bernie Gunthe, poliziotto promosso nella elitaria squadra omicidi di Berlino. Gunthe dovrà indagare su quello che sembra essere un serial killer che prende di mira individui ai margini della società. Approfondisci
In attesa dell’uscita ufficiale l’11 marzo sulla piattaforma Prime Video, è stato diffuso il trailer ufficiale di “Scarpetta”, la nuova serie true crime di Prime Video tratta dai romanzi di Patricia Cornwell incentrati sull’implacabile medico legale Kay Scarpetta. Approfondisci
“True Crime a Nordest” è una collana edita da Nord Est Multimedia, un’imponente antologia di fatti di cronaca nera brutali e famosi, avvenuti tra il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e il Trentino-Alto Adige. Approfondisci
📕 Serial killer. La personificazione del male
Paolo Cagnan - Editoriale Programma (9 marzo 2026)
Il volume presenta vicende criminali eterogenee che mostrano molte forme della violenza umana. Emergono figure come Ferdinand Gamper, segnato da profonda solitudine, Roberto Succo, schizofrenico che si suicida in carcere, e Michele Profeta, uomo comune trasformato in assassino. Appaiono anche una donna che passa da vittima a carnefice e diversi killer di prostitute, ognuno mosso da ossessioni diverse. Il libro racconta inoltre pluriomicidi rimasti senza soluzione certa, come il mostro di Udine o il killer degli omosessuali di Trento. Chiudono i sadici Abel e Furlan, autori della lunga scia di terrore legata a Ludwig. Approfondisci
📕 Criminosa pigmenta
di Elena Pagani - Oligo (6 marzo 2026)
Il saggio mostra come la creatività possa sostenere legalità e indagini. Protagonista è Elena Pagani, Disegnatore Accademico Forense della Polizia di Stato, conosciuta a livello internazionale. Il suo compito consiste nel collegare pittura e criminalistica: trasforma testimonianze e indizi in immagini utili alle investigazioni oppure studia elaborati legati a reati. Attraverso schizzi realizzati a mano ricostruisce volti, scene e particolari spesso invisibili alle tecnologie avanzate. Il metodo, innovativo e sensibile a luci, ombre, tracce minime, aiuta investigatori a identificare responsabili e fare chiarezza. “Criminosa Pigmenta” racconta così il valore dell’arte come strumento concreto al servizio della giustizia. Approfondisci
📕 Cento tecniche segrete del giornalista investigativo
di Alessandro Politi - Oligo (10 marzo 2026)
Il libro nasce dall’esperienza dell’autore tra lavoro sul campo, redazioni giornalistiche e ambienti giudiziari. Racchiude anni di attività per stampa, televisione, servizi realizzati per Rai e inchieste sotto copertura per Le Iene. Il percorso include anche una formazione articolata: psicologia della comunicazione, neuroscienze cognitive, tecniche persuasive, linguaggio corporeo, diritto legato agli interrogatori, studi su criminologia e criminalistica. Da tali esperienze derivano cento strategie operative. Non semplici trucchi, ma strumenti utili per comprendere dinamiche investigative e pratiche giornalistiche. Il volume offre quindi un vero repertorio di metodi maturati direttamente nella realtà professionale. Approfondisci
🔴 Saggi e articoli sui Serial Killer
Una rassegna sui serial killer più feroci che hanno terrorizzato la capitale inglese. Approfondisci
Cinque tra i più prolifici serial killer della storia moderna. Approfondisci
La storia di Amanda Dryer, un’assassina seriale britannica, che divenne la più famosa assassina di bambini dell’epoca vittoriana. Approfondisci
Nel 1985 iniziò una scia di omicidi rimasti irrisolti che sconvolse la città di Modena e provincia. A tutt’oggi non è possibile stabilire se dietro quelle morti esista o sia esistito un serial killer. Approfondisci
La storia di Linda Grober, la donna che nel 1984, dopo essere stata rapita, violentata e torturata dal serial killer Christopher Ward, riuscì a fuggire dalla camera di un motel dove era prigioniera e a contattare le forze dell’ordine. Approfondisci
Un articolo che ripercorre la storia drammatica e oscura di Clementine Barnabet, una donna afro-americana che confessò una serie impressionante di omicidi agli inizio del 1900, intorno alla quale la stampa si scatenò creando il mito della “Sacerdotessa della Chiesa del Sacrifcio”. Tuttavia, le sue confessioni non trovarono riscontro nella realtà, molte delle morti rimasero senza un colpevole, e la donna scontò undici anni di prigione per il coinvoglimento in uno solo di questi omicidi. Approfondisci
La vicenda del serial killer Raymond Lassor, il primo uomo a essere stato condannato all’ergastolo ostativo nello Stato del Rhode Island. Approfondisci
La storia di Khalil Wheeler-Weaver, serial killer statunitense che nel 2016 uccise almeno tre donne, a una delle quali diede anche fuoco. Ex guardia di sicurezza, Wheeler-Weaver è stato anche condannato per tentato omicidio, aggressioni sessuali, rapimento, incendio doloso e vilipendio di cadavere. Approfondisci
Un articolo su Donato Bilancia, il serial killer italiano condannato a tredici ergastoli per aver commesso diciassette omicidi tra l’ottobre del 1997 e l’aprile del 1998 in Liguria e nel Basso Piemonte. Approfondisci
🔴 Cronaca nerissima
USA – Da un fascicolo di un procuratore coinvolto nel processo a carico di Rex Heuermann, il presunto serial killer di Long Island, emergerebbe che l’imputato avrebbe avuto contatti con almeno sessanta prostitute nei quattro anni prima del suo arresto, e che avrebbe effettuato più di cento ricerche relative agli omicidi seriali di Gilgo Beach. Approfondisci
ITALIA – A Forlì, per la morte sospetta di cinque persone, decedute in ambulanza durante il trasporto in strutture sanitarie, è indagato per omicidio volontario l’autista in servizio, che potrebbe aver somministrato alle vittime delle sostanze letali. Approfondisci
USA – Buford Jonathan King, definito dall’ufficio dello sceriffo della contea di Fresno un vero e proprio serial killer, ha accettato un patteggiamento nel processo che lo vede accusato dell’omicidio di tre uomini. Adesso per l’imputato si profila la condanna all’ergastolo. Approfondisci
UK – L’ombra del serial killer italiano Danilo Restivo sarebbe calato sull’omicidio della studentessa Oki Shin avvenuto nel 2002 a Bournemouth, in Inghilterra, per il quale è stato condannato all’ergastolo un uomo che non hai smesso di dichiararsi innocente. Approfondisci
USA – Angelo Howard, un uomo di Cincinnati, un tempo accusato dai procuratori di essere un serial killer, ha accettato un patteggiamento per un singolo omicidio colposo, ponendo fine a diciotto anni di detenzione. La vicenda di Howard rappresenta un caso complesso, che da una parte ha sollevato interrogativi sul modo in cui la polizia e i procuratori gestiscono le prove e utilizzano gli informatori, e che dall’altra deve ora fronteggiare la rabbia e la contrarietà dei familiari delle vittime. Approfondisci
USA – L’ufficio “Unsolved Crime Unit” dello Sceriffo della Contea di Chautauqua a New York incontrerà due giornalisti australiani che hanno avviato delle indagini sul serial killer Christopher Wilder, noto come “The Beauty Queen Killer”, che rapì almeno dodici donne, uccidendone otto. Dopo aver scoperto nuove prove, i due giornalisti collaboreranno con le autorità statunitensi per far luce su una serie di crimini rimasti ancora irrisolti. Approfondisci
USA – Rebecca Auborn, 35 anni, si è dichiarata colpevole di quattro capi d’imputazione per omicidio in un tribunale dell’Ohio. Auborn, che offriva prestazioni sessuali a pagamento, è accusata di aver somministrato dosi mortali di un veleno a quattro clienti, e ora rischia una pena detentiva tra i sessantanove anni e l’ergastolo. Approfondisci
AUSTRALIA – Raymond Reddington, un uomo sotto processo con l’accusa di aver ucciso la moglie, scomparsa misteriosamente nel 1986, ha dichiarato in un tribunale di Perth che i responsabili della morte della donna sono stati in realtà i famigerati serial killer David e Catherine Birnie. Approfondisci
USA – Grazie alle moderne tecnologie di analisi del DNA, il serial killer Cesar Barone, deceduto morto in carcere per un tumore nel 2009, è stato ricollegato all’omicidio di una donna anziana avvenuto nel 1992 in Oregon. Approfondisci
☠️ TrueCrimePremio edizione 5: i risultati
Eccoci finalmente con i risultati della Quinta Edizione del concorso TrueCrimePremio, il contest organizzato da La Tela Nera senza costi di scrizione che mette in palio la partecipazione a una antologia cartacea di racconti dedicati a crimini realmente accaduti.
Fino al 20 giugno 2026 saranno aperte le iscrizioni alla Settima Edizione del premio, mentre quelle della Sesta si sono chiuse il 20 febbraio scorso.
Oggi quindi presentiamo il podio con i tre racconti vincitori dell’edizione 5, che ha chiuso le iscrizioni al 20 ottobre 2025.
Questa la classifica:
• Primo classificato: “Elena” di Amalia Marro
• Secondo classificato: “L’Ernestina nella valigia” di Marco Notari
• Terzo classificato: “Brianza velenosa: sangue e cenere” di Marta Arduino
Complimenti a tutti e tre gli autori: riceverete presto notizie dalla nostra Redazione per le attività post-premiazione.
Vuoi supportare questo concorso letterario? Acquista una copia di “Fattacci true crime”, l’antologia che raccoglie le migliori opere in gara nelle sue prime quattro edizioni!
💣 Il contest numero 29 di ABISSO
Alla XXIX edizione del contest di ABISSO possono partecipare autori e autrici maggiorenni di nazionalità italiana iscritti alla newsletter.
Ogni autore e autrice (o coppia) potrà inviare UN SOLO racconto a edizione.
Il contest è aperto a racconti inediti in lingua italiana a tema libero lunghi fino a 666 parole, purché di genere giallo (thriller, noir, hardboiled, crime…), fantastico (dark, horror, weird, fantasy…) o fantascienza (sci-fi, ucronia, distopia, cyberpunk, steampunk…).
Solo i primi 20 racconti inviati saranno ammessi al contest.
Le iscrizioni all’edizione 29 sono aperte da oggi martedì 17 marzo 2026 e si chiuderanno alla mezzanotte di lunedì 16 aprile 2026 (o al raggiungimento dei 20 racconti regolarmente iscritti).
In palio, per i migliori racconti di ogni edizione, c’è la possibile pubblicazione della propria opera in una futura raccolta cartacea curata da Alessio Valsecchi.
Per partecipare - a costo zero, come sempre! - basta compilare il modulo di iscrizione (scaricabile QUI) e inviarlo per email insieme al proprio racconto all’indirizzo abisso@substack.com
In attesa dei risultati del contest numero 28, che ha chiuso ieri le sue iscrizioni, oggi segnaliamo il racconto vincitore del contest numero 27, a tema libero: “Hanno smaltito anche me” di Silvia Tettamanti.
Complimenti Silvia! ✌️😀 Sarai presto contattata per le operazioni di post premiazione: vogliamo il tuo racconto nella prossima antologia dedicata al contest di ABISSO.
🏆 Chi ha vinto tutte le passate edizioni del contest? Ecco qui l’Albo d’Oro.
🔴 Vuoi supportare questo contest gratuito? Acquista una copia di “Incubi dall’ABISSO”, la prima antologia assemblata con i migliori racconti in gara nelle passate edizioni.
🔴 Salta nell’ABISSO: cerchiamo collaboratori
Cerchiamo appassionati di libri che ci aiutino con alcune attività molto importanti ma che al momento riusciamo completare con molta fatica. Serve qualcuno che realizzi delle interviste e serve qualcuno che ci aiuti ad amplificare i nostri sforzi sui social.
Non aspettarti un impegno di più giorni al mese, bastano poche ore del tuo prezioso tempo. Vuoi proporti? Scrivi ad abisso@substack.com.

























