ABISSO #035: Piangete, donne, et con voi pianga Amore
I risultati del NeroPremio 79, due interviste, oltre 30 novità editoriali, il nuovo contest di scrittura gratuito e "Fattacci true crime"...
Buongiorno a tutti, e benvenuti a questo nuova edizione di ABISSO. Io sono Alessio Valsecchi e oggi vi presento un numero decisamente ricco e di peso.
Abbiamo infatti l’onore di ospitare Maddalena Marcarini, scrittrice e organizzatrice della fiera Marginalia, che ci ha concesso una lunga e approfondita intervista. Le fa buona compagnia Simone Zappa, autore al suo debutto.
Dai nostri collaboratori arrivano ben 34 segnalazioni di novità editoriali, e anche i follower della nostra pagina Instagram hanno fatto la loro parte: la possibilità di segnalare la propria opera è sempre aperta per i nostri “seguaci”, cosa aspettate ad approfittarne e mettere il vostro libro davanti agli occhi dei nostri 1700 iscritti?
Tante le novità targate La Tela Nera: abbiamo la classifica finale dell’edizione 79 del NeroPremio (il prossimo mese arriveranno i risultati dell’edizione 80), abbiamo i risultati dell’edizione 27 del contest di scrittura gratuito di ABISSO… e abbiamo anche “Fattacci true crime”, la prima antologia realizzata con i migliori racconti iscritti al TrueCrimePremio (vedi sotto)! 😍
Direi che anche questo mese di carnazza sul fuoco ne abbiamo messa in abbondanza, buona abbuffata a tutti! 😋
Questo è il SOMMARIO del numero 35:
• “Fattacci true crime”, l’antologia nata dal concorso TrueCrimePremio
• Novità horror, weird e del fantastico
• Horror e bravi autori? Leggi ANCORA…
• Intervista all’autore Simone Zappa
• Novità fantasy, fairy, young adult
• Novità noir, thriller e crime
• Intervista a Maddalena Marcarini
• Novità fantascienza e dintorni
• Crime e serial killer, tra finzione e realtà
• Le proposte dei nostri follower
• NeroPremio edizione 79: i risultati
• Il contest numero 28 di ABISSO
• Salta nell’ABISSO: cerchiamo collaboratori
🔴 “Fattacci true crime”, l’antologia nata dal concorso TrueCrimePremio
Era ora! 🤩 Il concorso gratuito TrueCrimePremio è nato alla fine del 2023 e finalmente ha prodotto la sua prima antologia!
“Fattacci true crime”, realizzato insieme all’amico Stefano Valbonesi (che è anche uno dei giurati del premio), raccoglie “il meglio” delle prime quattro edizioni del concorso trimestrale, 12 racconti di crimini realmente accaduti scritti da altrettanti autori appassionati di narrativa e cronaca nera.
Delitti celebri, enigmi irrisolti, follie improvvise e passioni fatali che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva.
Dodici storie vere. Dodici crimini. Dodici viaggi nel lato oscuro della realtà. Ogni giorno sfioriamo la violenza - nei titoli dei giornali, nei post sui social, nei notiziari del mattino - ma raramente proviamo a comprenderla. Qualche spunto per riuscirci lo troviamo qui.
Questa antologia indaga il confine sottile tra reportage e narrazione, tra realtà documentata e immaginazione letteraria. Perché il true crime non parla solo di assassini. Parla di noi. E di ciò che temiamo di scoprire guardandoci dentro.
Racconti di: Giovanna Cervini, Gaia Conventi, Alessandro De Mattia, Giovanni Di Rosa, Alessandro Esau, Luca Gafforio, Cristiano Montanari, Marco Notari, Roberto Risso, Nicola Sguera, Morena Terenzi e Marta Vergari.
Il libro è disponibile su tutte le principali librerie online, compresa Amazon: cliccate per i dettagli e l’acquisto.
🔴 Horror e bravi autori? Leggi ANCORA…
Chi è alla ricerca di storie da brivido scritte da bravi autori italiani non deve cercare oltre, la collana ANCORA… è qui per questo. 😁
Dopo “Ancora vivi”, con 10 storie (horror/weird) dedicate alla reincarnazione, è arrivato “Ancora morsi”, con 11 racconti horror tutti sangue e vampiri.
I due libri sono disponibili su tutte le principali librerie online e acquistandoli supporterete non solo questa newsletter e l’intera scena di scrittori “di paura” indipendenti italiani, ma anche il barista del mio quartiere che sarà contento di vedermi avvinazzare qualche volta in più del solito. Cosa aspettate?
Ancora morsi: Amazon | IBS | Hoepli
Ancora vivi: Amazon | IBS | Hoepli
🧛🏽♂️ Novità horror, weird e del fantastico
Sezione gestita da Lore Costa. Seguila su Instagram, Facebook e TikTok.
Le più recenti pubblicazioni in ambito horror, weird, fantastico nero. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
Piccole creature dell’Abisso, oltre alle proposte di lettura, ci teniamo a segnalare recensioni e approfondimenti trovati in rete, come il consiglio di lettura di @plutoniapublications a “Malefica Humanitas” di Alessandro Girola, il consiglio di lettura di @sipping.ataraxy a “Possessione” di Francis Young, la recensione di @saraholst00 a “Il lupo sotto la pelle - Il mostro sono io” di Graziano Lonardi, la segnalazione di @penelopedellecolonne dal Blog @dubito_ergo_sum_666 a “Vodka e Inferno - La morte fidanzata”.
📕 Il tumulo
di Giulia Reverberi - Acheron Books (30 gennaio 2026)
In cerca di una casa, Lisa trova l’annuncio di una bifamiliare spaziosa, dal prezzo incredibile. Conosce bene quella casa, l’ha vista in un sogno, ma nonostante il pessimo presentimento, decide di comprarla. Ha inizio un incubo. I gradini cambiano di numero, mobili che si spostano da soli... Lisa scoprirà che c’è qualcosa di inquietante sotto le fondamenta di quella casa. Approfondisci
📕 Monstrous nights. Il ritorno della strega
di Genoveva Dimova - Il Castoro Editrice (12 gennaio 2026)
Kosara la strega è tornata e ha con sé le ombre di undici streghe morte, un potere enorme che rischia di sfuggirle di mano. Intanto, deciso a risolvere una serie di omicidi, Ansen arriva ad un’asta clandestina di mostri. Una serie di eventi inquietanti cominciano a verificarsi, segnali che la barriera tra i mondi si sta indebolendo. Approfondisci
📕 The Shadow. The horror romance
di Asia Werty - SEM Editore (13 gennaio 2026)
Quando il professor Perry ritrova nella palestra del college i corpi di quattro ragazzi crocifissi, tutti sanno che è opera degli “Shadow”, entità che divorano l’anima dei malcapitati, conducendoli alla follia. Eppure, i sospetti sembrano ricadere su Julian Redmond, il nuovo arrivato. La giovane Ollie sa di dovergli stare lontano, eppure qualcosa in lui l’attrae pericolosamente. Approfondisci
📕 Cold Harbour. La casa degli orrori invisibili
di Francis Brett Young - Agenzia Alcatraz (30 gennaio 2026)
Quello che i coniugi Wake vedono nella magione del vecchio Mr. Furnival e di sua moglie, è qualcosa che li segnerà per sempre. Decidono di raccontare i fatti accaduti ad un loro amico scrittore e a un prete, e di come la signora Furnival sia l’unica vittima. Forze demoniache o abuso domestico? Approfondisci
📕 Il Re di Cuori
di Andrea Cavaletto - Acheron Books (27 febbraio 2026)
Il professor Nereo Barbaro non è ciò che sembra. Egli è il sacerdote di un culto sanguinario che si prepara all’arrivo di Colel Cab, portatore dell’Apocalisse. Nel frattempo, l’ex agente di polizia, Fosca Rosboch, sta cercando l’orco che ha rapito e ucciso sua figlia. In una Torino mistica, le storie dei due sono destinate ad intrecciarsi. Approfondisci
📕 Vampiri. Dalla cronaca familiare dei conti Dracula-Cardie
di Baron Olshevri - Officine Pindariche (1 febbraio 2026)
All’inizio del Novecento il giovane milionario americano Harry Dracula Cardie eredita un maniero in Transilvania e, con alcuni amici, libera creature sepolte da tempo. Intanto affiorano i ricordi del conte Carlo Dracula, legati all’amore per Rita e al ritorno di un antico nobile dall’America. Diari e testimonianze ricompongono un enigma fatto di trasformazioni inquietanti, tra cui quella della contessa Maria e la lenta mutazione della stessa Rita. Tra ricevimenti in costume, presenze notturne e indagini razionali, i protagonisti affrontano potenze oscure sempre più minacciose, fino a un epilogo carico di tensione, in dialogo ideale con l’opera di Stoker. Approfondisci
📕 L’uomo verde
di Kingsley Amis - Neri Pozza (30 gennaio 2026)
Maurice Allington, albergatore alcolizzato e ossessionato dal desiderio, gestisce l’Uomo Verde, antica locanda inglese celebre anche per presunte presenze ultraterrene. Tra clienti invadenti, padre malato, figlia eccentrica e giovane consorte trascurata, l’uomo vive sull’orlo dell’esaurimento, aggravato da whisky e cucina pesante. Quando riappare il fantasma secentesco del dottor Underhill, negromante crudele e forse assassino, deciso a nuocere con l’aiuto di un complice feroce, Maurice resta unico testimone. Costretto a reagire, deve superare scetticismo e paure, mettendo da parte i propri vizi per proteggere ciò che ama dalle minacce soprannaturali. Approfondisci
📕 La biblioteca sul Monte di Brace
di Scott Hawkins - Mercurio Books (23 gennaio 2026)
Carolyn, un tempo bambina americana, perde i genitori in circostanze misteriose e viene rapita da colui che chiama Padre. Rinchiusa in una sterminata biblioteca con altri undici ragazzi, cresce studiando uno dei dodici cataloghi del sapere: a lei spettano le lingue, dominio di parole e segreti. Dopo venticinque anni Padre scompare, mentre un campo invisibile li tiene lontani dall’edificio. Un’antica minaccia riemerge, pronta a distruggere il mondo. Per salvare la realtà stessa, Carolyn deve affrontare fratelli rivali, poteri straordinari e i traumi del proprio passato. Approfondisci
📕 Arkham horror. Librogame. Vol. 1
di Jonathan Green - Raven (23 gennaio 2026)
Quando un celebre docente viene trovato senza vita, gli Investigatori di Arkham devono svelare le forze occulte dietro l’omicidio. Il lettore sceglie il proprio percorso, arruola alleati e insegue il colpevole prima che colpisca ancora. Tra segreti nascosti e complotti nell’ombra, poteri oscuri preparano una nuova era di distruzione pronta a inghiottire il mondo. Solo scoprendo la verità sarà possibile fermare la minaccia prima che sia troppo tardi.
“Akham Horror Investigators Gamebooks” è una nuova serie di librigame che esplora le esoteriche ambientazioni Lovecraftiane, immergendo lettori e lettrici in rivisitazioni degli scenari del celebre gioco da tavolo cooperativo Arkham Horror LCG di Fantasy. Approfondisci
📕 The dollhouse family. Daphne Byrne
di Mike Carey, Peter Gross, Kelley Jones - Panini Comics (29 gennaio 2026)
Due storie, stesso senso di terrore. Nel primo si narra la vicenda di Alice, una bambina che riceve in regalo una casa delle bambole parlante, circondata dai problemi della sua famiglia. Nel secondo siamo nel XIX secolo, dove la rabbia di un’altra ragazzina avrà conseguenze inimmaginabili. Approfondisci
🔴 Intervista all’autore Simone Zappa
Oggi intervistiamo Simone Zappa, autore indipendente che nel 2025 ha esordito con “Il Contabattiti: La noia della perfezione”, un thriller psicologico oscuro e introspettivo pubblicato in self publishing con Amazon KDP. La sua scrittura si muove lungo il confine instabile tra controllo e ossessione, memoria e identità, privilegiando l’indagine interiore dei personaggi rispetto all’azione pura e mettendo al centro la struttura stessa del racconto come strumento narrativo.
“Il Contabattiti” ci conduce nella mente di un serial killer invisibile e impeccabile, capace di uccidere senza lasciare tracce, trasformando ogni morte in un evento così perfetto da sembrare naturale. Ma quando la ripetizione svuota l’atto della sua carica emotiva, la perfezione si trasforma in noia, e la noia in una minaccia. È da questo cortocircuito che nasce la necessità di esporsi, di rischiare, di cercare un testimone degno, un pari capace di riconoscere la sua “opera”.
Un romanzo che misura il tempo in battiti e scava nel ritmo ossessivo di una mente che ha fatto del controllo la propria prigione.
[ABISSO]: Simone, partiamo dall’inizio: quando nasce la tua passione per la scrittura? C’è stato un momento preciso, un libro o un’esperienza che ti ha fatto capire che raccontare storie sarebbe diventato qualcosa di imprescindibile per te?
[Simone Zappa]: La mia passione per la scrittura nasce molto presto, intorno ai dodici anni, attraverso la musica. Per anni ho scritto testi di canzoni, usando le parole come uno spazio personale in cui mettere ordine e dare forma a quello che avevo dentro.
Con il tempo, però, ho sentito il bisogno di qualcosa di diverso. Intorno ai venticinque anni mi è venuta un’idea che non riusciva più a stare dentro una canzone. Mi sono reso conto che scrivere un romanzo è faticoso, richiede una disciplina enorme, ma allo stesso tempo offre una libertà che altri linguaggi non hanno.
È lì che ho capito che ciò che mi interessava davvero non era solo raccontare storie, ma inventare mondi: costruire spazi mentali, regole interne, tempi e ossessioni in cui il lettore potesse entrare e restare. Da quel momento la scrittura è diventata qualcosa di imprescindibile.
[ABISSO]: Guardando al tuo percorso di scrittore prima de “Il Contabattiti”, che tipo di sperimentazioni hai fatto? In quali generi ti sei mosso e cosa ti hanno lasciato, anche in termini di errori o scoperte stilistiche?
[SZ]: Prima de “Il Contabattiti” ho sperimentato soprattutto con la scrittura breve e con forme ibride, portandomi dietro l’esperienza della scrittura musicale. Ho provato a muovermi tra generi diversi, ma mi sono reso conto abbastanza presto che ciò che mi interessava davvero non era l’azione, bensì la dimensione psicologica dei personaggi e la coerenza interna del racconto.
In questo percorso è stato importante anche seguire un corso di scrittura, che mi ha aiutato a ragionare in modo più strutturato su trama, ritmo e costruzione narrativa. Non tanto per “imparare delle regole”, quanto per capire come usarle - o romperle - con consapevolezza.
Uno degli aspetti che mi ha messo maggiormente alla prova è stata la gestione dei possibili buchi di trama. L’idea di perdere coerenza mi preoccupava più di qualsiasi altro elemento, e questo mi ha portato a passare molte notti insonni e a studiare a fondo la struttura del romanzo per rendere ogni passaggio credibile e necessario.
Il mio obiettivo era far immergere il lettore all’interno di una mente che funziona secondo regole proprie, lontane da quelle comunemente accettate, e allo stesso tempo sfidarlo a riconoscersi in alcuni tratti del protagonista, in certe manie o automatismi mentali. Non per giustificarlo, ma per mostrare quanto il confine tra normalità e ossessione possa essere sottile.
[ABISSO]: “Il Contabattiti: La noia della perfezione” è un romanzo fortemente introspettivo. Quali sono, secondo te, i temi centrali dell’opera e perché sentivi l’urgenza di raccontarli proprio attraverso un thriller psicologico?
[SZ]: I temi centrali de “Il Contabattiti” ruotano attorno al controllo, all’ossessione e al rapporto tra identità e ripetizione. Al centro del romanzo c’è una riflessione su quanto il bisogno di tenere tutto sotto controllo possa diventare una forma di isolamento, fino a trasformarsi in una prigione mentale.
Un altro tema fondamentale è proprio la necessità di provare emozioni ormai perdute da tempo. Il thriller psicologico mi è sembrato il linguaggio più adatto perché permette di lavorare sulla tensione non solo attraverso gli eventi, ma soprattutto attraverso la mente dei personaggi. In questo caso il vero conflitto non è esterno, ma interiore: è lo scontro tra un piano perfetto e il bisogno umano di essere visti e riconosciuti.
[ABISSO]: Il protagonista è un serial killer “perfetto”, invisibile, ossessionato dal controllo. Come hai lavorato sulla sua costruzione psicologica senza cadere nella glorificazione o nello stereotipo?
[SZ]: Fin dall’inizio ho cercato di evitare qualsiasi forma di glorificazione del personaggio. Il protagonista non è costruito come un’icona, ma come una mente intrappolata in un sistema ossessivo che lui stesso ha creato.
Più che enfatizzare la sua “perfezione”, mi interessava mostrare le crepe, la ripetizione, la perdita progressiva di senso. Il suo controllo non è un potere, ma una condanna. In questo modo il personaggio resta inquietante senza diventare affascinante in senso celebrativo, e il focus rimane sulla deriva psicologica piuttosto che sull’atto criminale.
[ABISSO]: Il tema della noia come motore narrativo è insolito e disturbante. Come sei arrivato a trasformare la perfezione – normalmente vista come un obiettivo – in una condanna esistenziale?
[SZ]: L’idea nasce da una riflessione molto semplice: siamo abituati a pensare all’errore come a qualcosa da eliminare, mentre è spesso l’errore a costringerci a cambiare, a migliorarci, a sentire qualcosa.
Mi sono chiesto cosa succede, invece, a una persona che non sbaglia mai. A qualcuno che ha già raggiunto l’apice del controllo, della precisione, della perfezione. In quella condizione non resta spazio per la crescita, né per la sorpresa. Rimane solo la ripetizione.
In “Il Contabattiti” la noia nasce proprio da lì: non come mancanza di stimoli esterni, ma come svuotamento interno. Quando ogni gesto è impeccabile, ogni risultato garantito, anche le emozioni si consumano. La perfezione smette di essere un traguardo e diventa una prigione.
Da quel vuoto nasce la tensione narrativa: il bisogno di rompere l’equilibrio, di trovare stimoli nuovi, di recuperare qualcosa che si è perso lungo la strada. Anche a costo di fare cadere la maschera perfetta.
[ABISSO]: Nel romanzo il tempo non si misura in ore ma in battiti. Quanto è stata importante la dimensione del ritmo, dei rituali e della ripetizione nella struttura stessa della storia?
[SZ]: È stata una scelta centrale, sia a livello tematico che strutturale. Volevo che il tempo del romanzo non fosse percepito come qualcosa di oggettivo, assertivo, ma come un’esperienza soggettiva, legata allo stato mentale del protagonista. I battiti diventano così un’unità di misura interiore, non cronologica.
Ritmo, rituali e ripetizione sono stati fondamentali per costruire questa sensazione. La ripetizione non serve solo a creare atmosfera, ma a far sentire il lettore intrappolato nello stesso meccanismo mentale del protagonista, in una quotidianità scandita da gesti precisi e sempre uguali.
Dal punto di vista narrativo, ho lavorato affinché anche la struttura del testo riflettesse questa ossessione per il controllo e il ritmo: frasi, scene e passaggi sono pensati per restituire una scansione quasi meccanica, che col tempo diventa soffocante.
In questo modo, il tempo non scorre semplicemente: si accumula, pesa, insiste. Ed è proprio questa pressione costante che alimenta la tensione psicologica della storia
[ABISSO]: L’ambientazione sembra quasi mentale più che fisica. È una scelta consapevole? Quanto conta, per te, lo spazio interiore rispetto a quello “reale” nella narrativa di genere?
[SZ]: È una scelta del tutto consapevole. Fin dall’inizio mi interessava che l’ambientazione non fosse solo sfondo, ma una proiezione dello stato mentale del protagonista. Gli spazi fisici esistono, ma sono filtrati attraverso la sua percezione, deformati dal suo modo di osservare e controllare la realtà.
Nella narrativa di genere lo spazio “reale” è spesso fondamentale per orientare il lettore; nel mio caso, invece, ho voluto che fosse lo spazio interiore a guidare l’esperienza di lettura. È lì che avvengono i veri spostamenti, le vere fratture, le vere tensioni.
L’ambientazione mentale permette di lavorare sull’ambiguità e sull’isolamento in modo più diretto. Il lettore non è chiamato solo a seguire una storia, ma a condividere un punto di vista, a muoversi all’interno di una mente che impone le proprie regole.
Per me, soprattutto in questo thriller psicologico, lo spazio interiore non è un’alternativa a quello fisico: è il luogo in cui il conflitto prende davvero forma
[ABISSO]: La struttura narrativa è progressiva, chirurgica, priva di eccessi d’azione. Che tipo di lettore avevi in mente mentre scrivevi e quali rischi sapevi di correre con questa scelta?
[SZ]: Mentre scrivevo avevo in mente un lettore disposto a entrare nel ritmo della storia senza aspettarsi continue accelerazioni o colpi di scena spettacolari. Un lettore interessato più a comprendere lo stato d’animo del protagonista che all’azione immediata, pronto a lasciarsi guidare dalla sua evoluzione psicologica.
Ero consapevole dei rischi di questa scelta. Una struttura così controllata può risultare scomoda per chi cerca un thriller più tradizionale, basato sull’azione o su una trama serrata in senso classico. Il rischio era quello di essere percepito come “freddo” o eccessivamente introspettivo.
Allo stesso tempo, però, sapevo che proprio questa chirurgia narrativa era necessaria per restituire la mente del protagonista e il suo rapporto ossessivo con il controllo. Rinunciare a certi eccessi d’azione non è stata una sottrazione, ma una scelta di coerenza: volevo che la forma del romanzo fosse allineata al suo contenuto.
[ABISSO]: Ci sono stati autori, opere o suggestioni – letterarie, cinematografiche o extra-narrative – che hanno influenzato direttamente o indirettamente “Il Contabattiti”?
[SZ]: Prima di iniziare a scrivere sentivo il bisogno di conoscere a fondo il mondo dei serial killer reali, quelli realmente esistiti. Non per riprodurli, ma per comprenderne i meccanismi, i limiti, le ossessioni. Il mio obiettivo era costruire un protagonista che li surclassasse su tutti i piani.
In questo percorso di studio mi hanno influenzato sia la letteratura che il cinema. “A sangue freddo” di Truman Capote è stato un riferimento importante per il suo approccio freddo, quasi chirurgico, alla narrazione del male, mentre “Zodiac” di David Fincher mi ha colpito per il modo in cui la tensione nasce dall’attesa, dall’ossessione e dall’incompiutezza più che dall’azione.
Accanto a queste influenze più evidenti, nel romanzo è presente anche un personaggio fondamentale ispirato a un serial killer realmente esistito. È un riferimento volutamente non esplicito, e fa parte del gioco che il libro propone al lettore più attento. Sarò curioso di scoprire se qualcuno riuscirà a riconoscerlo
[ABISSO]: Il “serial killer thriller” è un genere molto frequentato. Sei un appassionato di questo filone? Cosa pensi funzioni ancora oggi e cosa, invece, senti ormai come logoro o abusato?
[SZ]: Sì, mi interessa molto questo filone, ma più per ciò che può raccontare sul lato umano che per l’elemento “cronachistico” o per la spettacolarizzazione.
Penso che il problema principale dei thriller sui serial killer di oggi non sia tanto cosa racconta, ma come lo racconta. Molti romanzi partono già con l’obiettivo di soddisfare un’aspettativa precisa del lettore, replicando schemi che funzionano perché sono riconoscibili. Questo rende il genere accessibile, ma anche prevedibile.
Quello che continua a funzionare, secondo me, è quando il thriller riesce a tradire queste aspettative, a spostare il punto di vista o a rallentare dove il lettore si aspetta un’accelerazione. Quando non offre subito risposte, ma chiede attenzione e pazienza.
Ciò che trovo sempre più inefficace è una narrazione che non lascia spazio al lettore.
Quando il racconto si limita a spiegare e a chiudere ogni ambiguità, invece di porre domande, perde parte della sua capacità di coinvolgere e disturbare.
[ABISSO]: Restando sul thriller: quali sono tre libri di genere che hai acquistato e apprezzato particolarmente nell’ultimo anno? Cosa ti ha convinto di quelle letture, da autore prima ancora che da lettore?
[SZ]: Negli ultimi mesi ho letto e apprezzato diversi thriller, ma ce ne sono tre che, da autore prima ancora che da lettore, mi hanno colpito in modo particolare.
“L’uomo di gesso” di C.J. Tudor mi ha convinto per la gestione del ritmo e per la capacità di costruire tensione attraverso l’attesa e il non detto. È un romanzo che lavora molto sull’atmosfera e sulla memoria, dimostrando come non sia necessario forzare continuamente l’azione per mantenere alta l’attenzione.
“La psichiatra” di Wulf Dorn mi ha interessato soprattutto per l’uso della percezione soggettiva. Da autore, ho apprezzato il modo in cui il confine tra realtà e distorsione mentale viene gestito con coerenza, rendendo il lettore parte attiva del dubbio.
Per quanto riguarda il panorama italiano indipendente, ho trovato più stimolanti alcuni noir e thriller psicologici che lavorano sulla struttura e sul punto di vista piuttosto che sul serial killer in senso stretto. È un ambito in cui ho apprezzato soprattutto l’attenzione alla costruzione della tensione e al controllo dell’informazione, elementi che ritengo fondamentali anche nella mia scrittura.
Tutte queste letture mi hanno convinto perché mettono al centro non solo cosa accade, ma come viene raccontato. Da autore, sono libri che insegnano quanto la forma, il ritmo e la gestione dell’informazione siano fondamentali quanto l’idea di partenza.
[ABISSO]: Hai scelto la strada del self publishing con Amazon KDP. Perché questa decisione per il tuo esordio e come stai vivendo, nel concreto, l’esperienza da autore indipendente?
[SZ]: Ho scelto il self publishing con Amazon KDP per il mio esordio perché volevo mantenere il controllo completo sul progetto, soprattutto sul tono, sulla struttura e sull’identità del romanzo. “Il Contabattiti” è un libro molto introspettivo, costruito su ritmo, ripetizione e sottrazione, e sentivo il bisogno di tutelare queste scelte senza doverle necessariamente adattare a logiche esterne.
Questo vale anche per l’aspetto visivo. La copertina, per me, non è un elemento accessorio, ma parte integrante della narrazione: doveva restituire subito l’atmosfera del libro e dialogare con i suoi temi. Il self publishing mi ha permesso di seguire direttamente anche questo aspetto, mantenendo coerenza tra contenuto e forma.
Allo stesso tempo, mi ha costretto ad affrontare il percorso editoriale in modo diretto e responsabile. Dalla revisione alla pubblicazione, fino alla promozione, ogni fase mi ha messo di fronte al libro come progetto completo, non solo come testo. È un processo impegnativo, ma estremamente formativo.
Nel concreto, l’esperienza da autore indipendente è fatta di equilibrio tra entusiasmo e realtà. Da un lato c’è la soddisfazione di vedere il proprio lavoro disponibile ai lettori; dall’altro la consapevolezza che la visibilità non è automatica e che ogni passo richiede tempo, studio e pazienza.
La sto vivendo come una fase di apprendimento fondamentale: non come un punto di arrivo, ma come un passaggio necessario per crescere, e arrivare ai prossimi progetti con maggiore lucidità e consapevolezza.
[ABISSO]: Parliamo di promozione: che tipo di strategia hai adottato per “Il Contabattiti”? Su quali canali ti stai muovendo, con che budget e se hai scelto di collaborare con partner o professionisti?
[SZ]: Per “Il Contabattiti” ho scelto un approccio di promozione graduale e consapevole, più orientato alla costruzione di un’identità che a una spinta immediata sui numeri. Essendo un esordio, ho preferito evitare strategie aggressive e concentrarmi su canali che potessero essere coerenti con il tipo di libro e di lettore a cui mi rivolgo.
Mi sto muovendo principalmente online, con una presenza mirata sui social e su spazi editoriali affini al genere, cercando contesti in cui il romanzo possa essere raccontato e non semplicemente “spinto”. In questa fase il budget è volutamente contenuto: sto testando, osservando le reazioni e cercando di capire cosa funziona davvero prima di investire in modo più strutturato.
Ho scelto di collaborare selettivamente, privilegiando realtà editoriali, interviste e spazi di approfondimento piuttosto che servizi promozionali standardizzati. Per me è importante che la comunicazione del libro mantenga lo stesso tono del romanzo: sobrio, introspettivo, non urlato.
Vivo la promozione come una parte del percorso, non come un’operazione separata dalla scrittura. È un terreno nuovo, che sto imparando a conoscere passo dopo passo, con l’obiettivo di costruire nel tempo un dialogo autentico con i lettori, più che un’esposizione momentanea.
[ABISSO]: Stai lavorando a “Come occhi mai aperti”, un progetto più ampio e strutturato. Cosa puoi anticiparci su questo romanzo e in che modo rappresenta un’evoluzione rispetto al tuo debutto?
[SZ]: “Come occhi mai aperti” è un progetto di fantascienza speculativa a forte componente storica e psicologica, pensato fin dall’inizio come un romanzo più ampio e strutturato rispetto al mio esordio.
Se “Il Contabattiti” lavorava soprattutto sull’interiorità di un singolo personaggio e su una struttura molto controllata, questo nuovo progetto allarga lo sguardo: introduce più livelli temporali, una dimensione storica più marcata e un impianto concettuale più ambizioso, senza rinunciare alla centralità della mente e della percezione.
È anche un progetto fortemente sperimentale, nel senso che nasce dal desiderio di far dialogare più generi e linguaggi all’interno di una stessa struttura narrativa. Non come esercizio di stile, ma come ricerca: volevo costruire un romanzo che tenesse insieme profondità psicologica, ambizione concettuale e libertà immaginativa.
In fondo, il romanzo può essere riassunto in una domanda centrale: “E se ciò che crediamo di sapere non corrispondesse alla realtà?”
È una domanda che attraversa l’intera struttura del libro, dai personaggi alla dimensione storica, e che mette in discussione memoria, verità e percezione. Non offre risposte semplici, ma costringe il lettore a rimettere continuamente in discussione il proprio punto di vista.
In questo senso, Come occhi mai aperti è il libro di cui mi sento più rappresentato oggi. È l’incarnazione di ciò che, per me, un romanzo dovrebbe contenere: una visione, una struttura solida e la possibilità di perdersi e ritrovarsi al suo interno
[ABISSO]: Dove possono seguirti i lettori, dialogare con te e restare aggiornati sui tuoi lavori? Qual è il modo migliore per contattarti oggi?
[SZ]: Al momento il riferimento principale è la mia pagina autore su Amazon, che resta lo spazio più stabile per seguire le pubblicazioni presenti e future.
Per un contatto più diretto e informale, sono presente anche su Instagram come @simonezappa.write, dove condivido aggiornamenti sui lavori in corso e riflessioni legate alla scrittura. È anche lo spazio in cui mi capita più spesso di dialogare con chi legge, e sono sempre molto felice di ricevere opinioni, domande o confronti nati dopo la lettura
Invitiamo i lettori di ABISSO a scoprire il romanzo di esordio di Simone e a seguirne con attenzione la futura produzione letteraria.
🧙 Novità fantasy, fairy, young adult
Sezione gestita da Simona Cremonini. Seguila su Instagram e Facebook.
Le più recenti pubblicazioni in ambito fantasy, fairy e young adult. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
In queste ultime settimane sui social due post hanno reclamato la mia attenzione.
Il primo è un carosello di @leggerenelbuio sul perché le streghe si riuniscono per il sabba di venerdì.
Il secondo è un’iniziativa dell’associazione Dracones, che sta cercando di creare una mappa del fantastico italiano, ovvero di luoghi di ambientazione di romanzi di genere fantasy, horror o generi ibridi.
📕 Il trono di luce. Re Mida e la gabbia dorata
di Raven Kennedy - Armenia (4 febbraio 2026)
Separata da Slade e precipitata nel vuoto, Auren si ritrova ad accettare il suo ruolo di Lyäri Ulvêre, la “ragazza dorata”, nonché tutte le responsabilità legate a questa identità. Nel mentre Slade, lacerato dal dolore e dalla sua mutazione nell’oscuro “Rot”, mentre continua la ricerca di Auren si ritrova a lottare per salvare il suo regno.
I regni umani sono minacciati dai fae e, mentre un conflitto epocale si affaccia, le connessioni magiche tra Auren e Slade lotteranno per non essere distrutte. Approfondisci
📕 The wolf king
di Lauren Palphreyman - Rizzoli (19 febbraio 2026)
L’amore non è assolutamente nel destino di Anna. Finché, una notte, la principessa infrange tutte le regole risparmiando la vita di un giovane Lupo e viene rapita da un alfa perché diventi merce di scambio nella guerra che infuria tra Lupi e umani. È Callum ad accompagnarla fino al castello del Re Lupo, un covo dove i sentimenti non possono trovare posto.
Eppure, trascorrendo del tempo assieme, i due sentono nascere tra loro un legame inaspettato... una tensione più potente della guerra che sta divampando attorno a loro. Approfondisci
📕 Heartless
di Marissa Meyer - Mondadori (19 febbraio 2026)
Nel Paese delle Meraviglie, Catherine è una delle ragazze più contese e soprattutto è colei a cui ha messo gli occhi addosso il Re di Cuori, che sta cercando moglie. Tuttavia Catherine ha un solo sogno: aprire un negozio di pasticceria con la sua più cara amica.
L’incontro con Jest, enigmatico giullare di corte, spingerà Catherine a cercare sempre più i suoi spazi, tra cui quello da destinare all’amore. Tra Bianconigli, Cappellati e strani gatti, il viaggio porterà una ragazza sognatrice a trasformarsi in una tiranna amante delle rose rosse e teste tagliate. Approfondisci
📕 Burning crown
di Marie Niehoff - Gribaudo (19 febbraio 2026)
A Eldeya all’interno dell’esercito le relazioni tra draghi e cavalieri sono assolutamente proibite e punite con la morte.Lo sa bene anche Yessa Hayes, che però si ritrova ad avere accanto un nuovo drago mutaforma, Cassim, con il quale nasce da subito un’intesa imprevista e appassionata.
Yessa lotta contro le sue sensazioni, non sapendo che Cassim potrebbe mettere in pericolo la sua vita. Approfondisci
📕 The throne of broken gods. La vendetta degli dei sconfitti
di Amber V. Nicole - DeA (26 febbraio 2026)
A Dianna viene sottratto l’ultimo frammento di umanità e l’oscurità che le fluisce nelle vene è ormai inarrestabile. Ora la vendetta è l’unica passione che la anima, e così la creatura mostruosa in cui sta mutando sarà anche la sua opportunità per bruciare i mondi. Samkiel, tuttavia, non può accettare che non esista più la sua Dianna e così non si arrende alla possibilità che tutto sia perduto.
Mentre il Signore Oscuro Kaden si fa sempre più forte, Dianna dovrà scegliere se salvare i pochi che le sono accanto, credendo che Samkiel abbia ragione nel pensare che un po’ di luce si annidi ancora in lei. Approfondisci
💀 Novità noir, thriller e crime
Sezione gestita da Alessio Valsecchi. Seguilo su Instagram, Twitter e Linkedin.
Le più recenti pubblicazioni in ambito noir, thriller, hardboiled, crime. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
📕 Il giardino dei fiori infelici
di Nicola Lucchi - Neo Edizioni (11 febbraio 2026)
Lucas ha ventidue anni quando torna in paese ammanettato, accusato di aver ucciso dei bambini. Rivelerà il movente solo camminando nel bosco con don Raffaele, un sacerdote che ha lasciato quella comunità anni prima. A narrare tutto è Olga, madre del ragazzo — “la strega del villaggio” — la cui voce intreccia storia familiare e collettiva, tra povertà, esclusione e violenza silenziosa. Un amore viscerale, radicato nella solitudine, che si trasforma in qualcosa di oscuro. Gotico e perturbante, questo romanzo esplora come l’orrore si propaghi generazione dopo generazione, fino a trasformare le vittime in carnefici. Approfondisci
📕 Via delle Streghe
di Oliva Marilù (Autore) Solferino, 2026
Zulmira, Serena, Magalie e Iside: vicine di casa nel centro di Bologna, si ritrovano la sera tra tisane e torta. Ma quei salotti nascondono piani oscuri — omicidi mirati contro femminicidi impuniti, sfuggiti alla giustizia ordinaria. Le quattro protagoniste si credono nel giusto, eppure la violenza scivola facilmente fuori controllo. Amori tossici, un corteggiatore sospetto, tesori nascosti e incursioni nel deep web complicano ogni mossa. Avvincente e profondamente contemporaneo, questo romanzo nero interroga con urgenza: per cosa siamo disposte ad uccidere? Dove finisce la giustizia e inizia l’arbitrio? Approfondisci
📕 Un’ultima goccia di sole
di Emma Stonex - Mondadori (12 febbraio 2026)
Gennaio 1989: Bridget “Birdie” Keller apprende che Jimmy Maguire, condannato per l’omicidio della sorella Providence diciotto anni prima, sta per essere liberato. Lasciati i figli a scuola, parte verso Londra armata e determinata a una sola cosa: ucciderlo. Ma dietro ogni certezza si nascondono segreti e menzogne sepolte nel tempo. Jimmy è davvero il colpevole? O potrebbe essere l’unico alleato su cui contare? Quando la verità emerge, Birdie dovrà scegliere tra rancore e perdono. Un thriller teso, avvincente, che esplora quanto sia sottile il confine tra giustizia e ossessione. Approfondisci
📕 Darkness. E dentro il buio mi vedrai
di Martta Kaukonen - Longanesi (3 febbraio 2026)
Ira lavora in un quotidiano finlandese accanto al padre Arto, ritrovato dopo anni difficili. Ma un ricordo agghiacciante riemerge improvviso: ha ucciso un uomo con una scure. Allucinazione o verità? Il dubbio si intensifica mentre scrive di casi di cronaca con inquietanti analogie. Parallelamente, l’ispettrice Kerttu indaga su un omicidio brutale: la vittima custodiva un diario scritto dal killer, che rivela una scia criminale destinata a continuare. Padre e figlia si trovano entrambi in pericolo, inseguiti da fantasmi reali e interiori. Martta Kaukonen firma un thriller nordico in cui memoria e follia si intrecciano fino all’ultimo respiro. Approfondisci
📕 Nero americano
di Matteo Tamburelli - Elison Paperback (4 febbraio 2026)
Alabama, 1978. Richard Malone, detective afroamericano in ferie da New York, torna nella città natale su supplica dell’ex fidanzata Viola: suo cugino Tony, sedicenne promettente, è stato ucciso. La polizia locale ha archiviato tutto, etichettando il caso come regolamento di conti legato alla droga. Ma Malone intuisce qualcosa di più oscuro: una rete di corruzione che coinvolge lo sceriffo, il clan Sheridan e il Southern Cross Ring. Con alleati inattesi, sceglie di combattere — non come agente, ma come figlio di quella comunità. Un noir tagliente sull’America razziale, dove giustizia e sopravvivenza hanno sempre un prezzo. Approfondisci
📕 Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita
di Amy Tintera - Rizzoli 85 febbraio 2026)
Lucy cerca ricette per un “pollo di scuse” destinato al fidanzato, ignaro che lei sia la principale sospettata dell’omicidio della sua migliore amica, Savvy, cinque anni prima. Un podcast true crime riapre il caso, strappandola all’anonimato conquistato con fatica. Costretta a tornare nella cittadina texana di Plumpton per i ottant’anni della nonna adorata, affronta una comunità ostile, vecchie ferite e il fastidioso — ma attraente — podcaster Ben Owens. Armata soltanto di sarcasmo tagliente, Lucy cerca la verità, combattendo il terrore più oscuro: che quella notte siano state davvero le sue mani a uccidere. Approfondisci
📕 L’ultimo colpo
di Don Winslow - HarperCollins Italia (27 gennaio 2026)
Un leggendario rapinatore sfida un casinò apparentemente inespugnabile per evitare il carcere a vita. Un adolescente intraprendente consegna alcolici illegalmente finché poliziotti corrotti e falsi guru non complicano tutto. In una tavola calda, due criminali chiacchierano: qualcun altro pagherà il conto. Un agente onesto si lacera tra dovere e affetto per un cugino scansafatiche. Il surfista-detective Boone Daniels sorveglia una star cinematografica minacciata di morte. Infine, un errore devastante trasforma un padre devoto in assassino. Cinque racconti noir firmati Don Winslow: cinque istantanee taglienti sull’America criminale, dove ogni scelta sbagliata ha conseguenze irreversibili. Approfondisci
📕 La mediatrice
di Jakob Kerr - Timecrime (23 gennaio 2026)
Mackenzie Clyde non è una detective: è un’avvocata specializzata nel risolvere i problemi più scottanti per i grandi investitori della Silicon Valley. Quando il controverso CEO della startup più chiacchierata viene assassinato, miliardi di dollari restano congelati fino all’individuazione del colpevole. Il capo di Mackenzie rischia una fortuna, la polizia brancola nel buio e la lista dei sospettati include i nomi più potenti della tech americana. Missione impossibile? Forse. Ma lei è abituata a essere sottovalutata — e ci costruisce sopra ogni strategia. Perché questa non è un’indagine. È un’occasione irripetibile. Approfondisci
📕 Vendetta mortale
di Melinda Leigh - Indomitus Publishing (22 gennaio 2026)
Lo sceriffo Bree Taggert credeva di aver sconfitto il male arrestando Travis Ekin. Invece il clan familiare dello psicopatico giura vendetta, trasformandola nel bersaglio principale. Contemporaneamente, la migliore amica Dana Romano trova il fidanzato ucciso durante un appuntamento romantico e viene aggredita da uno sconosciuto: senza alibi, finisce incastrata come sospettata. Bree e l’investigatore Matt Flynn avviano un’indagine clandestina per scagionarla, mentre minacce sempre più feroci colpiscono la famiglia. Un secondo omicidio rivela connessioni agghiaccianti tra i casi. Con un assassino invisibile sempre un passo avanti, ogni ora potrebbe essere l’ultima. Approfondisci
🔴 Intervista a Maddalena Marcarini
Maddalena Marcarini è un’autrice weird che ha fatto dell’ibridazione - tra horror, fantastico nero, insolito e suggestioni mitologiche - il cuore pulsante della propria scrittura. Traduttrice di professione, studiosa di filologia germanica, religioni comparate ed esoterismo, porta nella narrativa un immaginario colto ma mai compiaciuto, dove il perturbante nasce spesso dall’incontro tra trauma, memoria e sacro arcaico.
Dopo la vittoria del premio Ghirlanda’s Choice con la raccolta illustrata “Schegge”, ha continuato a esplorare forme e territori diversi, dal romanzo “Seidmadur. Lo sciamano”, che l’ha consacrata presso molti lettori di genere, fino ai racconti pubblicati da editori come Hypnos, Kipple e Zona 42.
Parallelamente al lavoro di scrittrice, Maddalena è anche la curatrice di Marginalia – Narratori dell’Ignoto, una fiera che, in poche edizioni, è diventata un punto di riferimento per editori, autori e lettori del fantastico bizzarro e perturbante. Marginalia non è solo una rassegna libraria, ma un vero e proprio spazio di incontro per le realtà marginali del genere: case editrici indipendenti, autori self, illustratori e lettori accomunati dal desiderio di esplorare ciò che sta ai bordi, o al di sotto, del canone.
In questa intervista per ABISSO, abbiamo deciso di attraversare entrambe le dimensioni del suo lavoro: la scrittura e la curatela, l’immaginazione narrativa e la costruzione di una comunità culturale. Ne è nato un dialogo pensato per chi ama il weird e l’horror, ma anche per chi scrive, o sogna di farlo, e cerca strumenti, visioni e percorsi possibili per emergere dall’ombra senza rinunciare alla propria voce.
[ABISSO]: Partiamo dall’inizio: quando e come nasce la tua passione per la scrittura? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che raccontare storie sarebbe stato qualcosa di più di un semplice interesse?
[Maddalena Marcarini]: Come credo sia successo a molte penne prima di me, l’istinto a scrivere e inventare storie è subentrato fin dalla giovane età; se nel ’98 vi foste fatti un giro nella ludoteca di Bresso, dove i miei compagni facevano gare di tuffi nella piscina di palline, mi avreste trovata in un angolo della zona disegno a scrivere sul retro delle fotocopie da colorare e a impaginare finti libri con lo scotch…
Scrivere è sempre stato un bisogno, prima che un obiettivo. Un istinto, uno spasmo involontario dell’immaginazione che si accendeva da sola a ogni stimolo nuovo. Il “sogno” di esternare quell’istinto è arrivato verso i 13 anni, quando ho indicato uno scaffale in una libreria e ho detto a mia madre che un giorno lì sopra ci sarei stata anch’io. Lei mi ha risposto, come sempre, “se lo vuoi, datti da fare”. Il coraggio di raccontare le mie storie ad altri sarebbe rimasto dormiente ancora per molto tempo, ma se dovessimo scegliere un momento in cui quella parte così organica di me ha preso coscienza di se stessa, probabilmente sarebbe proprio la mia sentenza davanti a quello scaffale.
[ABISSO]: Guardando al tuo percorso letterario, hai attraversato e contaminato diversi territori del fantastico: weird, insolito, fantastico nero. Che tipo di sperimentazione hai fatto nel tempo e quali generi senti di aver “abitato” davvero?
[MM]: Il mio primo amore è stato quello che adesso definiremmo Dark Fantasy. Le fiabe dei Grimm raccontate dalla mia tata, mescolate ai vecchi libri di Miti illustrati della nonna e alle ambientazioni di film di culto come “Legend”, “Labyrinth” o “La Storia Infinita” sono stati un imprinting fortissimo nella mia immaginazione di bambina e hanno dettato legge nelle prime storie che ho scritto, popolate di creature mitiche in mondi paralleli dalle sfumature oscure e inquietanti. Quando sono diventata abbastanza grande da scegliermi da sola i libri in biblioteca (senza nessun vincolo di sorta, dato che la censura imposta dai genitori sulla TV per qualche motivo non si applicava mai alla parola scritta), ho scoperto che quella fascinazione per il lato oscuro della fantasia non era sbagliata, ma anzi, era l’anticamera di un intero regno confinante con il mio. E così dalla quinta elementare in poi sono arrivati i R.L. Stine, Neil Gaiman, Edgar Allan Poe e Stephen King (quest’ultimo a quattordici anni, con grande sconcerto della povera bibliotecaria!). Da lì il mio linguaggio letterario non avrebbe mai più abbandonato il suo accento cupo e malinconico, che a oggi è ancora, a detta dei lettori, un mio tratto distintivo.
Sono tutt’ora convinta di non essere in grado di scrivere una buona storia di Fantasy puro, soprattutto per la solida architettura che questo genere richiede all’autore per essere credibile, ma so anche che non mi sentirò mai veramente a casa nelle derive più turpi e disilluse dell’Horror. Ciò che voglio raccontare sta nel mezzo, in quella zona grigia in cui l’oscurità esiste e non fa sconti, ma la luce filtra ancora e bisogna solo avere abbastanza coraggio per vederla.
[ABISSO]: “Schegge” ti ha fatto vincere il premio Ghirlanda’s Choice ed è una raccolta illustrata molto particolare, sia per forma sia per atmosfera. Che significato ha avuto per te quella vittoria e quanto ha inciso sulla percezione del tuo lavoro come autrice?
[MM]: La pubblicazione di “Schegge” è di certo stata la prima tessera del domino. Non è la mia prima uscita in senso stretto, dato che avevo già pubblicato alcuni racconti brevi in antologie universitarie e rassegne di circoli culturali, ma è stato il primo lavoro interamente “mio”, dalle storie alle illustrazioni. È stato un traguardo importante, anche se l’ho vissuto con molta più paura che esaltazione, perché sentivo che da lì non sarei più tornata indietro. Ormai mi ero presentata al mondo, quella parte così intima di me stava lasciando le rive rassicuranti della scuola e delle biblioteche per approdare su un vero scaffale, in una vera libreria, sotto gli occhi (e il giudizio) di tutti. Per mia fortuna, l’oceano mi ha accolta a braccia aperte; “Schegge” ha spaventato, ha commosso, ha incuriosito, è il libro che mi ha costretta a creare dei profili social per essere promosso (sì, fino al 2021 non avevo né Instagram, né Facebook), che mi ha fatto superare la paura dei firmacopie davanti a un pubblico e ha coronato il sogno di esporre in librerie a me care fin dall’infanzia. Devo molto a questa piccola raccolta di racconti, il primo passo di una strada tanto tortuosa quanto incredibile su cui ho incontrato amici, colleghi, e persino l’uomo che sarebbe poi diventato mio marito. Tante cose sono cambiate da allora, ma sarò sempre grata alla giuria che quel giorno, in quel concorso, ha deciso di darmi una possibilità.
[ABISSO]: “Seidmadur. Lo sciamano” è il romanzo che ti ha fatta conoscere a un pubblico più ampio. Quali sono, secondo te, i temi portanti dell’opera e cosa volevi davvero esplorare attraverso la storia di Erlen?
[MM]: Alla sua uscita “Seidmadur” è stato definito da alcuni, con mia grande lusinga, un romanzo di formazione. La protagonista Erlen intraprende un viaggio verso l’accettazione di sé, un cammino circolare che la inizierà ai mondi sottili insegnandole che a volte raggiungere la destinazione significa solo comprendere il punto di partenza. Nonostante la fortissima presenza soprannaturale del libro, direi che i temi portanti dell’opera sono di natura prettamente umana: abbracciare se stessi senza lasciarsi definire, né dagli altri, né dal proprio passato, avere il coraggio di “morire” e rinascere a vita nuova, lasciandosi alle spalle ciò che ci impedisce di crescere.
L’esoterismo, con le sue ritualità e le sue leggi antiche come il mondo, era il linguaggio perfetto per raccontare tutto questo e donare al “viaggio dell’eroina” la giusta veste di mito e meraviglia.
[ABISSO]: Nel romanzo convivono folklore nordico, trauma personale e orrore. Quanto hanno pesato i tuoi studi su filologia germanica, religioni comparate e culture precristiane nella costruzione dell’immaginario di “Seidmadur”?
[MM]: Potremmo dire che “Seidmadur” è impregnato dei miei studi come le sue pagine lo sono di inchiostro. Seppur talvolta riadattato per esigenze narrative, tutto ciò che si trova nel libro ha delle basi storiche e antropologiche documentate, dai rituali descritti fino ai tabù osservati dal popolo Inuit. Volevo rendere onore al folklore e all’esoterismo nordici con una storia che fosse il più possibile sincera e fedele alle fonti, pur restando alla portata di ogni lettore. “Seidmadur” è infatti carico di simbologia esoterica, evidentissima agli avvezzi alla pratica ma intessuta in dinamiche e archetipi che parlano a tutti e permettono quindi anche ai profani di godersi la storia e la potenza delle sue immagini. L’immaginario nordico è molto più cupo e austero di quello a cui la rappresentazione “pop” e occidentale della magia ci ha abituati, è molto meno pirotecnico e di contro più ferale, schietto, legato a filo doppio all’inclemenza della Natura e alla sua bellezza soverchiante e violenta. Volevo assolutamente che questo modo di vivere la spiritualità (tutt’ora presente in Paesi come l’Islanda o la Groenlandia) raggiungesse il pubblico italiano per mostrargli il mondo che sta dietro le serie TV e i film con cui ha conosciuto (o crede di aver conosciuto) il Nord.
[ABISSO]: Parliamo di personaggi: Erlen e Óttar sono figure molto diverse, ma entrambe ambigue e stratificate. Come hai lavorato sulla loro costruzione e che ruolo hanno nel portare avanti la tensione narrativa?
[MM]: Quello tra Erlen e Óttar potrebbe essere definito il classico rapporto “maestro-allieva”, anche se lo svolgersi della trama porterà alla luce degli aspetti di quest’ultimo che saranno fondamentali nell’arco narrativo della protagonista. Sono entrambi basati su persone reali, cosa che di certo mi ha aiutata moltissimo nella costruzione della loro tridimensionalità, insieme alla mia abitudine di porre loro continue domande, come se fossero degli interlocutori veri e propri. Li tratto insomma come se fossero vivi, cosa che poi li rende vivi davvero (tanto che alcuni di loro arrivano a dirottarmi la trama sotto il naso e non posso fare altro che assecondarli!)
Erlen in particolare è un insieme di tante persone, mentre a Óttar, come amo spesso dire, ho dovuto aggiungere soltanto i poteri magici.
Lui, nello specifico, rappresenta anche un esperimento, una mia piccola scommessa personale: un comprimario maschile con un carisma e un fascino del tutto indipendenti dal suo aspetto fisico. Purtroppo è ormai consuetudine, nelle storie con elementi soprannaturali, imbattersi in personaggi che sono prima di tutto (o talvolta soltanto) canonicamente attraenti. In una storia che parla di Sciamanismo, una pratica che fa della mortificazione del corpo una componente fondamentale dell’elevazione, il fascino non poteva e non doveva passare dall’estetica. Óttar è un sessantenne burbero, magro come un chiodo e con un umorismo discutibile, eppure ha conquistato molte delle mie lettrici, dimostrando che un personaggio ben scritto non ha bisogno di muscoli o chioma fluente per risultare interessante!
[ABISSO]: A livello di struttura e tropi narrativi, “Seidmadur” mescola viaggio, inseguimento, indagine e discesa nell’orrore. Quanto è stata consapevole questa scelta e quanto invece è emersa “naturalmente” durante la scrittura?
[MM]: Questa è una piccola maledizione, o forse grande fortuna, che affligge ogni cosa che scrivo: sono sempre gli altri ad apporre la giusta etichetta alla mia storia, dopo che l’ho scritta, perché io non comincio mai a raccontare con dei binari precisi già posati. Solitamente vengo folgorata da un’immagine, dalla potenza di un simbolo che voglio scomporre e “sbobinare” in parole (nel caso specifico di “Seidmadur” si è trattato di un sogno molto intenso fatto dopo il mio primo viaggio in Islanda); comincio a intessere la strada per giungere a quell’immagine, per darle un corpo, e sono i miei personaggi a condurmi fin lì. Nel caso di questo libro, ciò che ne è scaturito è per alcuni un romanzo di formazione, per altri un Thriller Soprannaturale, un Horror o, per altri ancora, un romanzo d’Avventura. La consapevolezza che la mia opera ha avuto tante etichette, così diverse tra loro eppure tutte valide, mi confonde e nel contempo mi rende immensamente orgogliosa, perché mentre scrivevo non ho mai davvero pensato a cosa “potesse funzionare”, quanto a ciò che meglio avrebbe espresso le sensazioni con cui quell’immagine mi aveva scossa e spinta prendere la penna.
[ABISSO]: Sei la curatrice di Marginalia – Narratori dell’Ignoto. Come nasce l’idea della fiera e quale vuoto sentivi ci fosse, in Italia, per un evento dedicato al fantastico bizzarro e perturbante?
[MM]: Marginalia non è in realtà il mio primo approccio con le fiere di editoria indipendente; prima di lei c’è stata Libri da Yuggoth, molto simile nei contenuti, che ha visto due edizioni sotto l’associazione culturale LeGhirlande. Delle divergenze di visione mi hanno poi spinta a portare il format da me ideato altrove ed è nata così Marginalia, che quest’anno è al suo terzo appuntamento. In questi cinque anni da organizzatrice fieristica ho sempre mantenuto (e spero di mantenere per sempre!) lo stesso focus: dare a ognuno le stesse opportunità di emergere e farsi conoscere, motivo per cui, nel regno dei Margini, case editrici e autori self-publisher espongono fianco a fianco. Non serve essere un addetto ai lavori per vedere quanto il mercato letterario sia saturo; questo rende molto difficile, non solo per gli editori di genere ma anche per autori e artisti emergenti, avere opportunità di creare contatti o di farsi conoscere dal pubblico. Marginalia vuole quindi essere una delle (per fortuna non l’unica in Italia!) zone franche in cui l’immaginario indipendente può prosperare.
Non direi che Marginalia abbia riempito un vero vuoto, anche perché sono molti gli eventi venuti prima di lei (una su tutte, la storica Stranimondi), ma mi piace pensare alla nostra fiera come una nuova tessera che ha permesso al mosaico del Fantastico italiano di allargarsi in nuove direzioni, con un bell’arabesco rigorosamente… Viola!
[ABISSO]: Marginalia è organizzata anche con Agenzia Alcatraz, che è la casa editrice di “Seidmadur”. Che tipo di rapporto vi lega e quanto è stato importante questo sodalizio sia sul piano editoriale sia su quello organizzativo?
[MM]: Il coraggio e l’intraprendenza dei ragazzi di Alcatraz sono stati determinanti per la mia transizione da Libri da Yuggoth a Marginalia; senza Eugenio e Max, la fiera non avrebbe di certo l’aspetto che ha oggi. Organizzare eventi come questo non è mai facile e mantenere l’equilibrio tra gli ideali che condividiamo, che ci spingono a non mollare, e i nostri limiti terreni (in tutti i sensi!) è una sfida che richiede il massimo da ognuno di noi. Non è una strada senza ostacoli, talvolta ci si scorna, ma anche grazie a Oliviero (conosciuto sul web come Leggendo con Cthulhu), l’aggiunta più recente e più paziente al Team dei Margini, le nostre tre teste calde riescono sempre a trovare il giusto equilibrio!
La stessa professionalità dimostrata dal team Alcatraz su Marginalia è stata investita ovviamente anche in “Seidmadur”, in particolare da Max, curatore della collana Bizarre-Off che “lo sciamano” ha inaugurato. È stata un’esperienza altamente formativa per la me autrice e sono tutt’ora convinta che questo romanzo non potesse trovare una casa più adatta a lui.
[ABISSO]: Nel 2026 Marginalia arriverà alla sua terza edizione, dopo un successo di pubblico crescente. Te lo aspettavi? E cosa significa per te vedere una risposta così forte da parte di lettori, editori e autori?
[MM]: Come spesso mi capita con i miei progetti, anche con Marginalia ho attraversato la tempesta di corsa e a testa bassa, senza guardare davvero all’orizzonte, salvo poi un bel giorno alzare gli occhi e rendermi conto di che bella strada ho, e abbiamo, battuto. Marginalia ha fatto scoprire nuovi mondi a lettori che hanno varcato le nostre porte del tutto inconsapevoli, ha fatto nascere collaborazioni tra scrittori, illustratori ed editori, intessendo legami sempre più solidi e intricati tra tutti gli amanti di questo regno sconfinato che è il Fantastico.
La consapevolezza di poter fare la differenza in un settore che amo così tanto mi riempie di gratitudine, specialmente la mattina della fiera, quando le prime risate degli espositori che si ritrovano riempiono la Casa dei Giochi (per non parlare del fiume di persone che se ne va a fine giornata con un gran sorriso in volto e la borsa carica di libri!)
[ABISSO]: Guardando a Marginalia 2026, cosa puoi anticiparci tra conferme e novità? In che direzione sta andando la fiera rispetto alle edizioni precedenti?
[MM]: Al suo terzo anno di attività Marginalia è già diventata un evento estremamente richiesto, con una lista d’attesa sufficiente a riempire due volte la nostra attuale location. Questa crescita inarrestabile ci riempie di orgoglio, ma ci pone anche davanti a più di un dilemma: il format di Marginalia è particolare e pensato per dare la stessa spotlight a ogni espositore, con un programma variegato e molto intenso. Questo la rende sì unica nel suo genere, ma anche soggetta a vincoli organizzativi e logistici precisi. Assecondare l’amore sempre crescente dimostrato dal pubblico e dalle realtà letterarie del settore senza snaturare lo spirito della fiera sarà indubbiamente una sfida da affrontare per le prossime edizioni, ma non ho dubbi sul fatto che riusciremo a vincerla.
[ABISSO]: “Road to Marginalia” ha portato l’evento fuori dai contesti letterari tradizionali, con due serate all’Headbanger’s Pub. Com’è andata la prima serata del 13 febbraio e che atmosfera ti aspetti per quella del 14 marzo?
[MM]: Il primo atto di Road to Marginalia è andato alla grande, con un’ottima risposta di pubblico e amici che sono venuti anche da lontano pur di scatenarsi con noi (abbiamo avuto la riconferma che le discussioni letterarie raggiungono il loro apice dalla seconda birra in poi...!). Gli S.P.E.C.T.R.E. hanno insomma colpito nel segno, giusto in tempo per San Valentino.
Per il prossimo appuntamento non possiamo che aspettarci grandi cose, con la follia Neofolk dei Bengala!
[ABISSO]: All’interno della fiera c’è anche “La Chiave d’Argento”, il concorso letterario dedicato a opere edite. Perché hai scelto questa formula e cosa pensi possa offrire concretamente agli autori, pubblicati e self?
[MM]: La Chiave d’Argento incarna perfettamente lo spirito di supporto e valorizzazione delle realtà indipendenti rappresentato da Marginalia. La partecipazione al concorso è gratuita per tutti gli espositori e gli autori pubblicati da casa editrice e i self-publisher vengono valutati da due giurie separate. I migliori di entrambe le categorie ricevono, ogni anno, un premio in denaro, che è insieme un riconoscimento e un sostegno concreto per il lavoro da loro svolto.
L’aspetto più peculiare de La Chiave d’Argento è forse il fatto che i giurati valutano i testi editi in forma completamente anonima e scoprono l’identità dei concorrenti solo a delibera ultimata. Questa scelta rientra nell’ottica di dare a ognuno le stesse opportunità di conquistare e stupire, senza i preconcetti più o meno volontari che un nome blasonato o un nome sconosciuto possono innescare in chi legge. Ogni anno questa tattica si rivela vincente e sorprende sia il nostro pubblico, sia i nostri giurati (che sono diversi a ogni edizione per garantire ancora più imparzialità di giudizio e varietà di punti di vista ai nostri concorrenti).
[ABISSO]: Negli ultimi anni hai pubblicato racconti in contesti molto diversi, da “Teratocene” (Zona 42) a “L’innerspace e l’inumano” (Kipple), fino a “Gabriele” per Edizioni Hypnos. Che fase creativa stai attraversando e cosa ti interessa esplorare oggi attraverso il racconto breve?
[MM]: Scrivere per editori e curatele così diverse tra loro è stata un’esperienza altamente formativa; anche nelle sessioni di editing più intense (e faticose!) ho sempre e comunque imparato tanto, non solo dalle persone con cui ho collaborato, ma anche da me stessa e dalla mia scrittura che, messa sotto “stress”, mi ha dimostrato una malleabilità inaspettata. Le tematiche che accendono la mia immaginazione sono sempre le stesse (il mondo interiore che trasforma quello esteriore, l’orrore come veicolo simbolico per raccontare storie umane e la discesa in se stessi), ma sto imparando a esprimerle con timbri diversi. So di avere ancora ampio margine di perfezionamento e non mi pongo limiti su possibili territori futuri da esplorare. Non vedo l’ora di poter partecipare a nuovi progetti corali, anche se per il momento, in cantiere, ci sono un paio di progetti “solisti”…
[ABISSO]: Da curatrice di Marginalia e da autrice pubblicata, hai una visione privilegiata sul panorama del fantastico italiano contemporaneo. Quali sono, secondo te, gli errori più comuni che commettono oggi gli aspiranti autori weird/horror e cosa consigli a chi vuole davvero emergere senza snaturarsi?
[MM]: Non mi ritengo un’esperta del settore, semmai giusto una studentessa più anziana che può passare gli appunti ai compagni del nuovo anno… Da mia (relativa) esperienza, posso parlare di due trappole principali in cui gli autori emergenti cadono spesso, che non sono le uniche, ma sono abbastanza insidiose.
La prima è la smania di pubblicare, in fretta e a tutti i costi. È una tentazione a cui si cede facilmente, specialmente agli inizi, quando si è insicuri del proprio lavoro e si vede la prima occasione come un treno che non passerà mai più. È su questa insicurezza che prosperano realtà svilenti per gli autori emergenti, come le case editrici a pagamento (EAP), che offrono la via più rapida, facile e lusinghiera in cambio di denaro e poi abbandonano i “clienti” al proprio destino. Nessun editore che creda davvero nella vostra opera vi chiederà mai un soldo, ricordatevelo!
Le EAP non sono l’unico innesco di questa prima trappola; un altro errore legato alla smania di pubblicare è quello di “sparare nel mucchio”, ossia proporre il proprio manoscritto a chiunque, contando sul fatto che prima o poi, per legge di probabilità, qualcuno ci dirà di sì. Questo è un pessimo biglietto da visita in un mercato così variegato e saturo di aspiranti scrittori: gli editori indipendenti (quelli seri) curano ogni uscita con metodo e con visione, e saranno molto più propensi a valutare autori che abbiano studiato la loro offerta editoriale e si siano sentiti affini, nello stile e nei contenuti, che li abbiano “scelti” con cognizione di causa. L’amore per la propria opera passa anche dalla cura con cui si sceglie a chi affidarla.
La seconda trappola è quel mostro spaventoso chiamato Editing! Veder vivisezionare la propria opera è un trauma per tutti, specialmente agli inizi: siamo orgogliosi, gelosi della nostra creatura e viviamo ogni nota come un attacco da cui difenderci (sì, ci sono passata anch’io, e più di una volta!). Ma la verità è che un bravo editor non stravolgerà mai l’opera su cui sta lavorando, né imporrà il proprio stile o il proprio immaginario su di noi; farà solo del suo meglio per raffinare, per offrirci spunti che facciano brillare la nostra storia al massimo del suo potenziale. Uno scrittore che rifiuta un buon editor è come una giovane promessa dello sport che rifiuta un allenatore, e i professionisti lo sanno (ebbene sì, anche gli autori di best seller hanno un editor!)
[ABISSO]: Guardando al presente e al futuro: stai lavorando a nuovi progetti narrativi? Possiamo aspettarci un nuovo romanzo, magari ancora legato al weird o a territori affini?
[MM]: Ho in cantiere ben due romanzi, uno in prima stesura, l’altro concluso e in corso di raffinazione… Il loro destino non è ancora del tutto certo, ma spero di poter condividere buone nuove entro la fine dell’anno. Entrambe le opere appartengono all’universo del Fantastico e all’immaginario che i lettori hanno imparato ad amare nelle mie storie, anche se con due volti molto diversi. Ma, per scaramanzia, temo di dovermi fermare qui!
[ABISSO]: Per chi volesse seguirti, leggere i tuoi lavori futuri o contattarti per collaborazioni e iniziative legate a Marginalia: quali sono i tuoi canali social di riferimento e il modo migliore per entrare in contatto con te?
[MM]: La maniera più rapida di contattarmi personalmente è Instagram, al profilo @maddalena_marcarini. Sono attiva anche su Facebook, anche se lì il mio analfabetismo informatico tocca i suoi picchi massimi (sono davvero negata con i social network in generale…)
Per chi volesse delle informazioni su Marginalia, oltre naturalmente al nostro sito sono attivi, anche in questo caso, profili Instagram e Facebook al nome di @marginalia_fiera o l’indirizzo mail mad.marginalia@gmail.com, da cui il Team dei Margini gestisce ogni richiesta e curiosità.
Chiudiamo invitando i lettori di ABISSO a scoprire (o riscoprire) i libri di Maddalena Marcarini, a seguirne il lavoro e a segnare in agenda Marginalia 2026, il 21 e 22 marzo alla Casa dei Giochi di Milano: due giorni a ingresso gratuito per perdersi col sorriso tra le labbra tra editori, autori e visioni dell’ignoto.
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Le più recenti pubblicazioni in ambito fantascienza, cyberpunk, ucronia, steampunk, distopia.
📕 Kaldarh. La saga dei sepolti del fuoco
di Carmelo Sisino - Youcanprint (9 febbraio 2026)
In un domani post-apocalittico, la Terra del Centro vive in equilibrio precario tra città risorte e fazioni rivali. Sulle pianure di Kaldarh si muove Carlitos della Roya, Cursore dei Falchi Neri, incaricato di recuperare artefatti e saperi perduti oltre confini dimenticati. Con la sua squadra affronta una missione che diventa rivelazione: emerge una verità sepolta sulle origini del mondo e sull’antico potere dominante. Tra epica e introspezione, il fuoco simboleggia rovina e rinascita, inaugurando la Saga dei Sepolti del Fuoco. Approfondisci
📕 S7ori3
di Riccardo Baldinotti - Echos Edizioni (9 febbraio 2026)
Una raccolta di racconti attraversa realtà plausibili e dimensioni fantastiche: un intellettuale diventa maestro, qualcuno scopre universi di formule, compaiono lupi, androidi, maghi. Tra clonazione e realtà virtuale emergono figure comuni toccate da eventi straordinari. I ricordi guidano meditazioni, vengono cancellati o imposti, mentre un villaggio scompare nel mistero. C’è chi cerca radici, chi resta fedele a un dono, chi smarrisce sé stesso. Il tempo si deforma: uno storico incontra il passato, un dinosauro visita una città, un imprenditore varca l’aldilà. Approfondisci
📕 Un’altra Terra
di Deborah Tomkins - Zona 42 (4 febbraio 2026)
Magnus di Arden vive su un pianeta minacciato da una nuova glaciazione. Quando viene individuato Urth, si prepara come astronauta per cercare una possibilità di salvezza. Giunto a destinazione trova però un luogo soffocante, sovrappopolato e violento, lontano dall’idea di rinascita. Comprende che la speranza non risiede lì, ma il ritorno appare impossibile. Questa odissea intreccia migrazione, crisi climatica e complotti, fondendo distopia e fiducia in un racconto intenso che riflette su casa, appartenenza e futuro. Approfondisci
📕 Come il micelio per gli alberi
di Dario De Judicibus - Delos Digital (27 gennaio 2026)
Una coscienza nascosta si diffonde come radici nel suolo, mentre la Innextra lancia Synaptix, rete totale che collega oggetti, ambienti e persone promettendo più tempo. Dietro l’innovazione si cela però un controllo capace di penetrare nella mente. Asia, neuroscienziata del CERC di Roma, intuisce che i suoi studi sono parte di un disegno più ampio. Riccardo, biologo fondatore di un ecovillaggio, crede in un legame empatico tra viventi. Le loro vite convergono in un intreccio invisibile che nutre e domina. Approfondisci
📕 Quando il mondo si spense. Vol. 1
di Guido Borzillo ed Eros Bardella - bookabook (29 gennaio 2026)
In un mondo privo di elettricità, con la civiltà ormai crollata, tre uomini legati da profonda amicizia cercano di sopravvivere tra predoni e sette oscure. Una casa isolata in montagna offre riparo, finché l’arrivo di un compagno enigmatico riaccende la speranza di cambiamento. Tra scontri violenti, fughe e scelte irreversibili, il cammino diventa ricerca di redenzione. Tuttavia il pericolo maggiore potrebbe celarsi nell’animo umano, in un’avventura post-apocalittica dura e intensa. Approfondisci
📕 Anomalia
di Nico Di Lalla - Felici (30 gennaio 2026)
Dopo la devastante pandemia Eleven, la società si ricostruisce su automatizzazione e controllo, eliminando le “anomalie”, ritenute causa di conflitti. Le persone non hanno più nome, ma codice identificativo, e vivono guidate da un assistente vocale assegnato alla nascita. Delta 032189, brillante analista di storia, viene scelto per riscrivere gli anni del contagio. Il contatto con il mondo precedente, fatto di emozioni e famiglie, insieme al ritorno di un’eremita finlandese, genera una crepa nel sistema: il risveglio del libero arbitrio. Approfondisci
📕 Codice Anunnaki. Il segreto perduto
di Massimiliano Patriarca - Youcanprint (19 gennaio 2026)
Durante un’era di gelo in Italia, i giovani cacciatori Kaél e Drak scoprono un monolite caduto dal cielo, trascinati in un destino oltre la loro tribù. La colonia anunnaka di Nibiru rischia estinzione e invia la missione Orion‑Gold verso Ki, attraversando la Fascia di Kuiper e anomalie spazio-temporali. Preistoricamente, tecnologia aliena e miti umani si intrecciano, mentre alleanze tra Anunnaki e terrestri rivelano verità proibite, incluse connessioni genetiche tra dèi e uomini. Tra avventura cosmica e dilemmi morali, il racconto esplora passato, scienza e futuro. Approfondisci
🔪 Crime e serial killer, tra finzione e realtà
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Le più recenti notizie di cronaca, i film, i libri e le serie TV sulle piattaforme streaming, i saggi e gli articoli di approfondimento appena pubblicati: tutto dedicato al crimine e agli assassini seriali.
🔴 Libri, eventi, film e TV
Sulla piattaforma streaming Investigation Discovery arriva la serie true crima “Killer Confessions”, che esamina le tattiche di interrogatorio e i momenti cruciali che hanno caratterizzato la carriera di James Holland, il Texas Ranger in pensione soprannominato “l’uomo che sussurrava ai serial killer”, e diventato famoso per aver ottenuto quasi un centinaio di confessioni da assassini seriali statunitensi. È lo stesso Holland a condurre la serie e, tra analisi e commenti sulle varie tecniche di indagini, ripercorrerà anche le settecento ore di interviste con le quali riuscì a far confessare a Samuel Little, probabilmente il serial killer più prolifico degli Stati Uniti, oltre novanta omicidi. Approfondisci
Su Netflix uscirà a marzo in nove episodi la nuova serie true crime norvegese “Detctive Hole”, basata sui romanzi bestseller di Jo Nesbø. Approfondisci
Ha debuttato il 18 gennaio sulla piattaforma stremaing MGM+ la nuova docuserie true crime “The Hillside Strangler”, che ripercorre una famosa serie di omicidi che terrorizzarono Los Angeles tra il 1977 e il 1978. Approfondisci
Il nuovo documentario true crime “Love, Ted Bundy”, in uscita il 15 febbraio sulla piattaforma streaming Oxygen, ripercorrerà la vicenda del serial killer Ted Bundy, analizzando in particolare la corrispondenza che Bundy, detenuto nel braccio della morte in Florida, tenne con la cugina Edna Martin. Approfondisci
Il nuovo documentario true crime disponibile su Oxygen e intitolato “Charmed by the devil” racconta la vicenda di Laura Greenberg, giornalista determinata a penetrare la psicologia degli assassini seriali, che riuscì a entrare in contatto con il serial killer Doug Gretzler. Per stessa ammissione di Greenberg, gli incontri con Gretzler, che produssero più di cinquecento ore di registrazioni audio, le lasciarono un segno indelebile e la tormentarono per molto tempo. Approfondisci
📕 Criminologia pop. Media, immaginari e narrazioni (true) crime
di Simone Tuzza - Mondadori Università (29 gennaio 2026)
Il testo analizza l’intersezione tra cronaca nera e cultura di massa, esaminando come podcast, serie TV o inchieste trasformino eventi tragici in fenomeni pop. Il crimine smette di essere un semplice fatto per farsi narrazione mediale capace di modellare la realtà sociale e influenzare le politiche collettive. Attraverso una prospettiva critica, il volume svela i meccanismi che convertono la devianza in spettacolo e la paura in consenso. L’opera si propone come guida per decifrare l’attrazione verso il “male”, dimostrando che i mezzi di comunicazione non descrivono soltanto l’universo criminale, ma contribuiscono attivamente a definirne i contorni. Approfondisci
📕 Atlante della nera milanese
di Giuseppe Paternò Raddusa - UTET (27 gennaio 2026)
L’opera di Giuseppe Paternò Raddusa esplora il lato oscuro di Milano, svelando una mappa sommersa fatta di delitti celebri e misteri dimenticati. Dai crimini politici degli anni settanta alle bande armate, l’autore ricostruisce vicende che hanno segnato quartieri popolari e zone glamour. Il volume attraversa epoche differenti, come la cronaca nera del secondo dopoguerra, analizzando come ferite mai chiuse influenzino il rapporto tra i residenti e lo spazio urbano. Una guida critica per scoprire i fantasmi pulsanti sotto la superficie della metropoli visibile. Approfondisci
📕 Il ragionevole dubbio di Garlasco
di Stefano Vitelli e Giuseppe Legato - Piemme (24 febbraio 2026)
Il magistrato Stefano Vitelli ripercorre il delitto di Garlasco, focalizzandosi sull’assoluzione di Alberto Stasi in primo grado. Nonostante la successiva condanna a sedici anni, l’autore evidenzia l’assenza di un movente e perizie informatiche compromesse che minano la certezza processuale. Attraverso elementi inediti, il volume analizza la responsabilità etica nel giudicare, sostenendo che un errore giudiziario distruggerebbe un innocente. Il racconto esplora macchie ematiche e alibi verificati per dimostrare come manchi una prova oltre ogni ragionevole dubbio. Un’indagine umana e tecnica su una vicenda capace di dividere profondamente l’opinione pubblica italiana. Approfondisci
🔴 Saggi e articoli sui Serial Killer
Un articolo su Warren Forrest, uno dei serial killer più noti dello Stato di Washington negli anni ‘70, attualmente in carcere dove sta scontando due ergastoli per l’omicidio di due giovani donne. Tuttavia, il numero di omicidi commessi dall’uomo non è ancora noto e gli inquirenti sono convinti che Forrest sia coinvolti in diversi cold case di quel periodo. Approfondisci
Bryan Kohberger, il serial killer che sognava di fare il poliziotto. Approfondisci
Nel nuovo episodio della serie podcast “Catching Evil”, la storia di una modella che sopravvisse a un incontro con il serial killer Christopher Wilder, soprannominato “The Beauty Queen Killer”. Approfondisci
Si ritiene che ai tempi di Jack lo Squartatore vi fosse un altro serial killer in azione per le strade di Londra. L’ignoto assassino è ritenuto responsabile di almeno quattro omicidi tra i più efferati della Londra Vittoriana, che gli valsero il soprannome di “Thames Torso Killer”. Approfondisci
Il nord-ovest degli Stati Uniti tra l’impatto ambientale della sua industria pesante e l’emergere dei più crudeli serial killer americani negli anni ’70 e ‘80. “Murderland: Crime and Bloodlust in the Time of Serial Killers”, ultimo libro del Premio Pulitzer Caroline Fraser, esplora il legame tra omicidio seriale, degrado ambientale e sociale, e contaminanti industriali. Approfondisci
Per la serie “Podcast Criminale”, un nuovo episodio che ripercorre la storia degli efferati omicidi di Gilgo Beach commessi dal Long Island Serial Killer, e che proprio in questi mesi sta avendo dei clamorosi sviluppi con il processo all’architetto di New York Rex Heuermann. Approfondisci
La storia di Richard Cottingham, uno dei serial killer più prolifici degli Stati Uniti, soprannominato “Torso Killer”, per l’abitudine che aveva di mutilare e smembrare alcune delle sue vittime. Approfondisci
Un breve articolo sui serial killer che sono stati attivi nella regione sudoccidentale della Florida. Approfondisci
🔴 Cronaca nerissima
ITALIA – Vasile Frumuzache, soprannominato il “serial killer delle escort”, ha compiuto un tentativo di evasione dal carcere Sollicciano di Firenze all’inizio di questo mese. Aveva portato con sé una lista di nomi, ora al vaglio degli inquirenti. Si sospetta che l’uomo possa aver avuto dei complici coinvolti non solo nella sua fuga, ma forse anche nei femminicidi di cui è accusato. Approfondisci
USA – C’è l’ombra di un serial killer dietro l’uccisione di quattro senzatetto a Los Angeles tra ottobre e gennaio, fra cui l’ex campione di football Kevin Johnson. Approfondisci
INGHILTERRA – Steve Wright, serial killer già condannato all’ergastolo per gli omicidi di cinque donne, avvenuti nella contea di Suffolk nel 2006, è stato condannato ad altri quarant’anni anni per l’uccisione di una studentessa diciassettenne, avvenuta più di venticinque anni fa. Approfondisci
ALBANIA – Secondo un esperto criminologo, la polizia criminale albanese avrebbe avviato delle indagini su un pericoloso uomo che negli anni passati ha ucciso cinque donne, e che ora, dopo aver lasciato l’Albania, risulta irreperibile. Approfondisci
USA – Richard Fox, serial killer già condannato a quarant’anni di carcere per l’omicidio di due donne a Buffalo, si è dichiarato colpevole anche dell’uccisione di una donna a Niagara Falls nel 2023. I resti della vittima sono stati trovati in una casa in cui l’uomo aveva vissuto. Approfondisci
USA – L’FBI ritiene che Alan Wilmer Sr., serial killer deceduto nel 2017 e legato agli “Omicidi di Colonial Parkway”, avvenuti in Virginia negli anni ’80, possa essere collegato ad altri due uccisioni di quel periodo, finora rimasti irrisolti. Approfondisci
ITALIA – Secondo l’avvocato Mattia Alfano, i delitti legati al Mostro di Firenze potrebbero essere collegati all’omicidio irrisolto di una prostituta nei primi anni ’80, a sua volta legato ad altre morti misteriose. Secondo questa ipotesi, il Mostro di Firenze potrebbe essere ancora vivo. Approfondisci
ALBANIA – Ci sono stati otto arresti legati alla fuga dall’ospedale di Durazzo del pregiudicato Altin Ndoci, considerato dalle autorità un serial killer che si è macchiato di gravi delitti nella guerra tra organizzazioni criminali albanesi. Le persone fermate fanno parte del personale della struttura sanitaria e della scorta che accompagnava Ndoci. Approfondisci
USA – Il processo a carico di Rex Heuermann, il presunto serial killer accusato di sette omicidi legati agli efferati delitti di Gilgo Beach, comincerà poco dopo il Labor Day. La notizia arriva mentre l’imputato, dichiaratosi già non colpevole, chiede di sopprimere alcune prove e di archiviare una delle accuse. Approfondisci
ITALIA – Prosegue la raccolta di firme promossa dall’Associazione Culturale “I Ricci” di Lodi Vecchio per riaprire il caso del “mostro di Modena”, etichetta data a un assassino rimasto inidentificato e che avrebbe ammazzato tra il 1985 e il 1995 almeno otto giovani donne nella provincia di Modena. Approfondisci
USA – William Lewis Reece, stupratore e assassino seriale, è stato trasferito da un carcere in Texas al Penitenziario Statale dell’Oklahoma, nella città di McAlester, dove rimarrà in attesa di conoscere la data della sua esecuzione. Approfondisci
🔴 Le proposte dei nostri follower
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Ecco i libri segnalati di recente dai rispettivi autori…
📕 Zetafobia
di Gualtiero Ferrari - Delos Digital (3 febbraio 2026)
Furti, crisi economica, banche inaffidabili: lui ha già blindato tutto, costruendo un bunker rifornito di armi e provviste. In molti lo considerano un fanatico, forse uno squilibrato. Ma quando la nuova epidemia si trasforma in qualcosa di apocalittico, è l’unico davvero preparato — e anche così fatica enormemente a sopravvivere. Perché difendersi dagli zombie nelle grandi pianure americane, visto al cinema, sembra semplice. Farlo alla periferia di Torino, proteggendo la propria famiglia tra condomini e supermercati svuotati, è tutta un’altra storia. L’orrore, stavolta, è proprio sotto casa. Approfondisci
📕 Ruby sand - Un’ora prima dell’alba
di Daniela Bianchi e Michele Grignaffini - PAV Editore (6 novembre 2025)
Un sicario, una ragazza immagine, un musicista e uno spacciatore: quattro esistenze apparentemente lontane, unite dal misterioso Uriel Marchesi, Signore di Parma. Il suo obiettivo? Rubare le leggendarie Macchine Anatomiche custodite nella Cappella San Severo di Napoli. Quello che sembra un furto perfetto si scontra con forze ancestrali in attesa da secoli. Tra intrighi di antichi Casati, gli esperimenti visionari di Raimondo di Sangro e l’ombra immortale di Cagliostro, il sapere diventa moneta pagata col sangue. Primo capitolo di una saga che fonde storia, alchimia e soprannaturale: sopravvivere, qui, è soltanto l’inizio. Approfondisci
📕 Mary Mallon
di Carlotta Federica Leone - Amazon KDP (22 dicembre 2025)
New York, primo Novecento: grattacieli in costruzione, quartieri fumosi che odorano di carbone e miseria. In questo scenario caotico approda Mary Mallon, irlandese con una valigia di cartone e un talento straordinario tra i fornelli. Le sue ricette trasformano ingredienti poveri in calore domestico, speranza servita nei piatti delle famiglie benestanti. Eppure dentro di lei si cela un mistero che l’epoca non sa comprendere. Bambina affamata, cuoca amata, reclusa ostinata: il romanzo restituisce un’esistenza intera, sottraendola alla leggenda nera che l’ha divorata. Molto più della cronaca di un’epidemia: è il ritratto di una donna. Approfondisci
☠️ NeroPremio edizione 79: i risultati
Eccoci qui con i risultati dell’edizione 79 del NeroPremio, il concorso letterario gratuito per racconti “di genere” che ogni tre mesi mette in palio la partecipazione a una antologia cartacea edita da Silele Edizioni.
Ecco la classifica finale dell’edizione, con l’elenco dei sei racconti finalisti e dei rispettivi autori:
Primo Classificato: “La speranza si mette in viaggio” di Fabrillo Vigrali
Secondo Classificato: “Soglia” di Nicola Sguera
Terzo Classificato: “Amore di fumo” di Andrea Porcu
Finalista: “Il cuore dell’Ira” di Morena Terenzi
Finalista: “Il cuore oscuro” di Sergio Besana
Finalista: “Sipario” di Chiadini Beuri
💣 Il contest numero 28 di ABISSO
Alla XXVIII edizione del contest di ABISSO possono partecipare autori e autrici maggiorenni di nazionalità italiana iscritti alla newsletter.
Ogni autore e autrice (o coppia) potrà inviare UN SOLO racconto a edizione.
Il contest è aperto a racconti inediti in lingua italiana a tema libero lunghi fino a 666 parole, purché di genere giallo (thriller, noir, hardboiled, crime…), fantastico (dark, horror, weird, fantasy…) o fantascienza (sci-fi, ucronia, distopia, cyberpunk, steampunk…).
Solo i primi 20 racconti inviati saranno ammessi al contest.
Le iscrizioni all’edizione 28 sono aperte da oggi martedì 17 febbraio 2026 e si chiuderanno alla mezzanotte di lunedì 16 marzo 2026 (o al raggiungimento dei 20 racconti regolarmente iscritti).
In palio, per i migliori racconti di ogni edizione, c’è la possibile pubblicazione della propria opera in una futura raccolta cartacea curata da Alessio Valsecchi.
Per partecipare - a costo zero, come sempre! - basta compilare il modulo di iscrizione (scaricabile QUI) e inviarlo per email insieme al proprio racconto all’indirizzo abisso@substack.com
In attesa dei risultati del contest numero 27, che ha chiuso ieri le sue iscrizioni, oggi segnaliamo il racconto vincitore del contest numero 26, a tema libero: “Livello -3” di Angelo Remini.
Complimenti Angelo! ✌️😀 Sarai presto contattato per le operazioni di post premiazione: vogliamo il tuo racconto nella prossima antologia dedicata al contest di ABISSO.
🔴 Vuoi supportare questo contest gratuito? Acquista una copia di “Incubi dall’ABISSO”, la prima antologia assemblata con i migliori racconti in gara nelle passate edizioni.
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Cerchiamo appassionati di libri che ci aiutino con alcune attività molto importanti ma che al momento riusciamo realizzare con molta fatica. Serve qualcuno che realizzi delle interviste e serve qualcuno che ci aiuti ad amplificare i nostri sforzi sui social.
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