ABISSO #027: un'estate true crime
Intervista fiume a Peter Vronksy, 19 novità editoriali, un nuovo contest (anzi due!)
Questo è il ventisettesimo numero di ABISSO, io sono Alessio Valsecchi, e vi prometto che nelle tante righe che seguiranno non vi parleremo né di guerre né di cold case italiani. Anzi, a essere precisi, in questo numero non vi parleremo di tanti degli argomenti che siamo soliti trattare qui, e il motivo è presto detto.
Insieme all’amico Stefano Valbonesi siamo riusciti a ottenere e realizzare un’intervista con Peter Vronsky, un autore e uno studioso di primo piano nell’ambito dell’assassinio seriale. Il Dottor Vronsky ha risposto a tutte le nostre domande, senza trattenersi o risparmiarsi: ne è uscita una “chiacchierata” da 27 cartelle che aveva bisogno di tanto spazio per poter essere inclusa tutta intera in un numero della nostra/vostra amata newsletter.
Meno novità editoriali quindi in questo numero 27, e solo una intervista, che varrebbe da sola il prezzo dell’abbonamento ad ABISSO… se solo non fosse gratuito! 😁
Troverete comunque numerose novità, tranquilli, così come il consueto contest senza costi per opere brevi di narrativa.
Il prossimo numero di ABISSO tornerà “normale”, per poi lasciare spazio a quello di agosto che sarà molto “speciale”, realizzato anche attraverso un post interattivo via Instagram per dare un’opportunità agli autori self publisher di segnalare e far conoscere le proprie opere (spoiler: se hai pubblicato un libro negli ultimi 12 mesi segui con attenzione la pagina Instagram di La Tela Nera).
Prima di lasciarvi un’ultima cosa: per completare la prima antologia targata ABISSO abbiamo ancora ancora bisogno di qualche racconto, proveremo a trovarlo con una selezione editoriale che aprirà le sue iscrizioni da domani, fino al 31 luglio. Troverete tutti i dettagli qua sotto e sul sito Concorsi-Letterari.it.
Buona lettura a tutti!
Ecco il sommario del numero 27:
• Novità horror, weird e del fantastico
• Selezione editoriale per gli Incubi dall’ABISSO #1
• Novità noir, thriller e crime
• Intervista a Peter Vronsky
• Crime e serial killer, tra finzione e realtà
• Il contest numero 20 di ABISSO
• Salta nell’ABISSO: cerchiamo aiuto
Ti piace leggere racconti di genere fantastico, weird, neri e del mistero? Ne trovi tanti nella “Trilogia Rossa”, le raccolte prodotte con le migliori opere iscritte al concorso NeroPremio dall’edizione 60 alla 72.
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🧛🏽♂️ Novità horror, weird e del fantastico
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Le più recenti pubblicazioni in ambito horror, weird, fantastico nero. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
Piccole creature dell’Abisso, oltre alle proposte di lettura, ci teniamo a segnalare recensioni e approfondimenti trovati in rete, come il consiglio di lettura di @ilsalottoletterario_litblog e @l_antro_del_drago a “Acque Oscure e How to love your dragon” di Debrora Parisi, la recensione di @alexa_tagliaventi_autrice e @socialmedia_fantasy a “Il mistico del giudizio” di Davide S. Cataldo e il consiglio di lettura di @cearaghost_author.artist a “Cronache delle ombre” di Cassandra Graziosi.
📕 Intersegno - Il messaggio dei morti
di Simona Cremonini - PresentARTsì (5 giugno 2025)
Viola, sedici anni, di Milano, vorrebbe trascorrere l'estate con gli amici in attesa delle vacanze al mare: i suoi piani vengono stravolti dalla morte di Betta, la nonna che vive in un paesino delle Alpi, Borgomoro, dal quale la madre si è allontanata tanti anni prima senza mai rivelare perché.
Giunta nel borgo, Viola inizierà a stringere nuove amicizie, ma da subito le sue giornate verranno sconvolte da una serie di inquietanti manifestazioni, le stesse che nelle tradizioni della Bretagna francese sono chiamate "intersegni".
Viola dovrà cercare di capire a che cosa si trova di fronte e, soprattutto, perché il brutale omicidio di una bambina avvenuto 25 anni prima sta tornando a infestare la serenità di Borgomoro. Approfondisci
📕 Licantropie. Maledizioni dal plenilunio
di La bottega dei traduttori - ABEditore (21 maggio 2025)
Molte sono le storie che narrano del lupo mannaro. Provengono da tutto il mondo, da luoghi e culture che non hanno alcuna interazione tra loro, ma che condividono il terrore per questa temibile bestia che si aggira nelle notti di luna piena. In questa raccolta di racconti emergono testimonianze e documenti storici che descrivono la licantropia e gli inquietanti crimini di cui si è macchiata. Approfondisci
📕 La casa del boia
di Christian Sartirana - Acheron Books (30 maggio 2025)
Non si può uscire della Casa del Boia, lo sa bene la gente del posto. Sanno che tra le colline piemontesi di Gorengo accade qualcosa di terrificante, dove un’antica oscurità attira le anime dei protagonisti. Le loro storie si intrecciano, fino a diventare parte stessa della Casa. Approfondisci
📕 La città delle anime sepolte
di Sara Di Furia - Newton Compton Editori (20 maggio 2025)
In una Napoli del 1769, i morti camminano sulla terra. Le tombe sono vuote e i cadaveri giacciono decomposti tra i vicoli della città. Tra i vivi scoppia il caos, dilaga la follia. Re Ferdinando IV si affida a tre uomini affinché pongano fine all’incubo. Che sia davvero giunto il giudizio universale? Approfondisci
📕 Magma. Vendetta e castigo dalle viscere dei Campi Flegrei
di Gianpaolo Roselli- Diana edizioni (30 maggio 2025)
Quando il vulcano Campi Flegrei si risveglia, emergono dal sottosuolo esseri antichi e oscuri. L’evento scuote le vite di alcuni partenopei, catapultandoli in un mondo occulto. Una trama avvincente e suggestiva, ambientata in una Napoli arcana. Approfondisci
📕 Bella e Felice
di Valentina Ramacciotti - Eris Edizioni (26 maggio 2025)
Ambientata in un’Italia consumata dalla guerra, violenta e priva di qualsiasi umanità, la storia è un omaggio al Frankenstein di Mary Shelley, declinato al femminile. Felice cerca i pezzi migliori per assemblare la sua Bella, ma una volta completata è destinato a vagare in questo mondo di putrefazione per poterla ritrovare. Approfondisci
📕 Amarsi in una casa infestata
di Matteo Cardillo - Mercurio Books (23 maggio 2025)
La storia parla di un protagonista senza nome. Assieme a tre amici si trasferisce in una casa infestata da presenze inquiete. Tuttavia, gli strani eventi non sembrano turbarli. Ma più le loro vite vanno avanti e più la casa diventa famelica, fino ad esagerare e a travolgerli in un gioco pericoloso. Approfondisci
📕 Estasi americana
di CJ Leede - Mercurio Books (16 maggio 2025)
Sophie, sedicenne isolata in una rigorosa cittadina del Midwest, vive sotto il giogo di genitori devoti e di una fede oppressiva. Fuori, intanto, una variante virale scatena una pandemia di violenza e lussuria. La sua fuga per ritrovare il fratello Noah la costringe a confrontarsi con un'America in rovina e una nuova consapevolezza del proprio corpo. Tra i sopravvissuti, il legame con Ben le rivela come il desiderio possa essere un esorcismo. Questa storia narra la liberazione in una società che colpevolizza la sessualità. Approfondisci
📕 Dove finisco
di Sophie White - Zona 42 (14 maggio 2025)
Aoileann, reclusa su un'isola irlandese con madre e nonna, affronta una vita di isolamento e cura. Emarginata, il suo fragile equilibrio è minacciato dal difficile rapporto con la genitrice. L'arrivo di Rachel, una giovane artista, innesca un'ossessione che rivela inquietanti segreti familiari e traumi passati. Il romanzo esplora terrore psicologico e body horror, narrando con stile crudo come maternità e famiglia possano essere salvezza o condanna in un mondo di profonda segregazione. Approfondisci
🔴 Selezione editoriale per gli Incubi dall’ABISSO #1
Come forse saprete ogni mese organizziamo su ABISSO un contest gratuito di scrittura, dedicato principalmente a racconti lunghi 666 parole su un certo tema o con certi elementi: il progetto è raccogliere tutti i racconti vincitori delle varie edizioni in una antologia.
Per terminare la realizzazione della prima abbiamo ancora bisogno di racconti, e non abbiamo voglia di aspettare ancora mesi e mesi e mesi per averne a sufficienza.
Ecco quindi che abbiamo deciso di creare una “selezione editoriale” (un contest, una call, chiamatela come volete) per trovarne un buon numero di qualità da poter inserire nella raccolta.
La selezione sarà aperta a racconti inediti lunghi al massimo 666 parole, proprio come nel normale contest mensile di ABISSO, ma le similitudini finiscono qui.
Sì perché la selezione editoriale sarà con iscrizione a pagamento, ogni autore/autrice potrà partecipare con un numero di racconti da uno a tre, i racconti saranno specificatamente di genere horror, weird, fantastico o crime ma avranno un tema completamente libero.
La “tassa di iscrizione” sarà rappresentata dall’acquisto di una copia di Ancora Vivi, l’antologia di racconti horror/weird a tema reincarnazione che ho avuto il piacere di curare insieme all’amico Gabriele Lattanzio mesi fa.
Le iscrizioni saranno aperte domani 18 giugno e chiuderanno il 31 luglio.
Il bando completo della selezione editoriale e la scheda di iscrizione saranno scaricabili da domani dal sito partner Concorsi-Letterari.it.
💀 Novità noir, thriller e crime
Sezione gestita da Alessio Valsecchi. Seguilo su Instagram, Twitter e Linkedin.
Le più recenti pubblicazioni in ambito noir, thriller, hardboiled, crime. Soprattutto romanzi ma anche raccolte di racconti.
📕 Dove non può trovarti
di Darcy Coates - Fanucci (20 maggio 2025)
Abby Ward vive in una città segnata da sparizioni e corpi ritrovati mutilati, ricuciti in modo mostruoso. Quando la sorella Hope viene rapita, Abby rompe ogni regola pur di salvarla. La polizia non interviene, sostenendo di non poter agire. Con l’aiuto di pochi amici, si lancia in una corsa contro il tempo, affrontando un incubo fatto di oscurità e orrori nascosti nei tunnel sotterranei. Inizia così una lotta disperata contro un male che potrebbe non essere umano, per salvare Hope e ciò che resta della loro vita. Approfondisci
📕 Linfa nera. La prima indagine di Lena Malinverni, botanica forense
di Elisa Bertini - SEM (27 maggio 2025)
Lena Malinverni, esperta di botanica forense, indaga dove indizi e parole falliscono. Razionale ma fragile, analizza pollini e frammenti vegetali per svelare verità nascoste. Quando il corpo di Eva De Luca riappare sull’Appennino romagnolo, Lena affianca il commissario Severi, uomo ruvido e affascinato da lei. Insieme affrontano i segreti oscuri del paese di Bloclei, teatro di un delitto irrisolto e forse di un serial killer. Solo l’ascolto attento della natura, sua vera alleata, potrà guidarla lungo un’indagine tormentata tra ansie personali e tracce invisibili. Approfondisci
📕 Furia omicida. La serie di Charlie Parker
di John Connolly - Time Crime (16 maggio 2025)
In questi due racconti, l’investigatore Charlie Parker affronta nuove minacce tra crimini irrisolti e presenze inquietanti. In "Le sorelle Strange", il ritorno di Raum Buker scatena violenza e misteri legati a un furto e a due enigmatiche donne. In "Le furie", durante la pandemia, Parker protegge altre clienti, scoprendo però che sanno difendersi da sole. Tra vendetta, figure oscure e tensione crescente, Parker si muove in un’atmosfera sospesa tra realtà e occulto, segnato da malinconia e ironia nera. Un viaggio nei lati più oscuri dell’animo umano. Approfondisci
📕 Il barbiere. Un thriller psicologico
di Marco Faccio - Read Red Road (12 maggio 2025)
Leonardo, barbiere solitario di Torino, vive tra routine e sogni irrealizzati. Appassionato di orto e quiz, desidera partecipare a un programma televisivo, ma resta intrappolato in una vita grigia. L’arrivo travolgente del mondo dei social lo trascina in una trasformazione inquietante: di giorno uomo comune, di notte conduttore immaginario e assassino. Una vicenda intensa che riflette su solitudine, identità, alienazione digitale e illusione collettiva. Solo l’orrore permette di distinguere ciò che è reale da ciò che è finzione, rivelando il fragile confine tra spettacolo e tragedia. Approfondisci
📕 Terapia di gruppo per serial killer
di Saratoga Schaefer - Mondadori (3 giugno 2025)
Dopo l’omicidio irrisolto della sorella Mira, Cyra scopre l’esistenza a New York di un gruppo segreto frequentato da serial killer. Decisa a trovare il colpevole, si finge Mistletoe e si infiltra tra assassini spietati, fingendo di essere una di loro. Immersa in un mondo inquietante, fatto di racconti morbosi e strategie criminali, si avvicina sempre più al killer. Ma calarsi nei panni di una sociopatica risveglia in lei impulsi oscuri e inaspettati, portandola a confrontarsi con i propri limiti morali e la sottile linea che separa vendetta e trasformazione. Approfondisci
📕 Killer potential
di Hannah Deitch - Marsilio (13 maggio 2025)
Evie Gordon, ragazza brillante con grandi ambizioni, si ritrova sommersa dai debiti e costretta a dare ripetizioni ai figli dei ricchi. Un giorno, trova i suoi datori di lavoro assassinati e una giovane sconosciuta rinchiusa in casa. Da testimone diventa sospettata, poi fuggitiva. Inizia così una fuga disperata attraverso gli Stati Uniti, tra media scatenati, verità distorte e segreti taciuti. Per dimostrare la propria innocenza, Evie dovrà affrontare inganni, pregiudizi e una realtà in cui contano più soldi e apparenze che giustizia e verità. Approfondisci
🔴 Intervista a Peter Vronsky
"Sons of Cain: A History of Serial Killers from the Stone Age to the Present" di Peter Vronsky è un libro avvincente, che analizza in modo approfondito e sfaccettato la storia dell’omicidio seriale. Pubblicato da Berkley Books (Penguin Group) nel 2018, il volume offre un’ampia panoramica del fenomeno, tracciandone le origini dall’età della pietra fino ai giorni nostri, esplorando i fattori psicologici, sociali e culturali che hanno definito i serial killer.
Oltre a esaminare il comportamento criminale di alcuni dei più noti assassini seriali, Vronsky propone una riflessione sulle condizioni sociali che hanno favorito la loro comparsa, delineando un quadro che va dalla preistoria fino alla seconda metà del Novecento, i cosiddetti “anni dell’epidemia” dei serial killer. Uno degli aspetti più affascinanti è il modo in cui l’autore intreccia eventi storici, influenza dei media e psicologia criminale, riuscendo a rendere scorrevoli e di immediata comprensione argomenti anche molto complessi.
L’edizione italiana, intitolata "Figli di Caino - Storia dei serial killer dall’età della pietra a oggi", è stata pubblicata da NUA Edizioni (www.nuaedizioni.it) nel 2024, ed è l’ultima traduzione delle opere di Vronsky. Con un solido background accademico l’autore ha iniziato la sua carriera come regista e documentarista, per poi dedicarsi allo studio dei serial killer. La sua esperienza nel cinema e nelle arti visive ha reso unico il suo approccio allo studio dell’omicidio seriale.
Un momento cruciale della sua formazione è stato l’incontro con il serial killer Richard Cottingham, che gli ha permesso di ottenere un’esclusiva sulle confessioni dell’assassino riguardo a delitti rimasti irrisolti. Cottingham, incarcerato dal 1980 per sei omicidi, ha recentemente ammesso di aver commesso altri delitti nel New Jersey tra il 1968 e il 1969, confermando così la capacità di Vronsky di portare alla luce verità nascoste.
In questa intervista fiume, l’autore ci parla di sé e del suo libro, offrendoci molti spunti di riflessione su argomenti che toccano tutti noi. Alcune sue considerazioni sembrano non lasciare molto spazio alla possibilità di un futuro migliore per l’umanità, a meno che non si compia un cambio di rotta significativo che investa tutti i livelli della società, da quelli istituzionali alla famiglia — in primis l’educazione e la cura degli esseri umani nell’infanzia.
[ABISSO]: Dottor Vronsky, la ringrazio davvero per aver dedicato il suo tempo a questa intervista. In occasione della recente pubblicazione dell'edizione italiana di "Sons of Cain: A History of Serial Killers from the Stone Age to the Present" (d’ora in poi "Sons of Cain"), vorremmo farle alcune domande sul suo libro e sul suo percorso come autore e storico investigativo. Per cominciare, potrebbe raccontarci qualcosa di sé, della sua formazione e della sua carriera, soprattutto per quei lettori che non conoscono ancora il suo lavoro?
[Peter Vronsky]: Sono nato a Toronto, in Canada, a metà degli anni Cinquanta, in una famiglia di rifugiati russi del dopoguerra. Toronto è a otto ore di auto, o settantacinque minuti d’aereo, da New York City, una città che ha avuto — e ha tuttora — un ruolo centrale nella mia vita professionale.
Per trent’anni ho lavorato come documentarista indipendente e come produttore e operatore freelance per telegiornali di network televisivi, sia in Nord America che all’estero, dal Sudafrica alla Cecenia. Ho collaborato per un periodo con la CNN presso la sede di Roma, e come freelance anche con la RAI e Mediaset in Italia. A metà degli anni Duemila sono tornato all’università per conseguire un dottorato a Toronto nel campo dello spionaggio e delle relazioni internazionali. I miei primi due libri sui serial killer – “Serial Killers” e “Female Serial Killers” – li ho scritti prima di riprendere gli studi; gli ultimi due, invece, li ho pubblicati dopo.
Oggi mi trovo a “lavorare” con un serial killer, Richard Cottingham – noto come “Torso Killer” – e devo dire che il percorso accademico mi ha preparato piuttosto bene a questo tipo di esperienza. Le spie – quelle che tradiscono la propria comunità a favore di un avversario – sono anch’esse criminali seriali (lo spionaggio è un crimine federale che, come l’omicidio, può essere punito con la pena di morte). La psicopatologia e le strategie di evasione e occultamento messe in atto da una spia sono simili a quelle di un serial killer: entrambi sono predatori nascosti all’interno della comunità in cui vivono e che tradiscono. Per agire, devono guadagnarsi la fiducia di chi li circonda.
[ABISSO]: "Sons of Cain" fa seguito a due suoi precedenti lavori sui serial killer: "Serial Killers: The Method and Madness of Monsters" (2004) e "Female Serial Killers: How and Why Women Become Monsters" (2007). Successivamente, nel 2021, ha pubblicato anche "American Serial Killers: The Epidemic Years 1950-2000", tutti editi da Berkley Books (Penguin Group). Esiste un filo conduttore o un progetto più ampio che collega questi quattro libri, oppure si sono sviluppati in modo indipendente?
[PV]: I miei quattro libri sugli omicidi seriali sono stati frutto di ricerche, di stesure e pubblicazioni nell’arco di quasi venticinque anni (dal 1998 al 2021). Sono principalmente opere di carattere storico, che esplorano il fenomeno dell’omicidio seriale, la sua psicopatologia e i relativi procedimenti investigativi, in un contesto storico, politico, sociale, culturale, teologico, psicologico ed evolutivo.
Il filo conduttore presente già nel mio primo libro è che gli assassini seriali esistono da molto più tempo di quanto comunemente si pensi. Il termine "serial killer" entra nel linguaggio comune solo nel 1981, anche se di assassini seriali ne abbiamo avuti per secoli. Semplicemente, non li classificavamo nel modo in cui lo facciamo oggi, né li chiamavamo in quel modo.
Prima del 1981 esistevano numerose denominazioni contrastanti, come "psycho killers", "lust murderers", "recreational murderers", e "thrill killers". Si usava perfino il termine "mass murderers", che oggi invece indica tutt’altro tipo di omicidio. C’è voluto del tempo per riconoscere il tratto significativo della “serialità” in questi omicidi. Prima, Jack lo Squartatore o lo Strangolatore di Boston erano percepiti come mostri isolati e anomali nel panorama dell’omicidio, ma non erano mai stati classificati come appartenenti a un gruppo specifico, finché non abbiamo introdotto il termine "serial killer".
Nel mio primo lavoro mi sono concentrato principalmente su un arco di tempo che va dal periodo tardo-industriale (quello di Jack lo Squartatore, intorno al 1880) fino all’epoca contemporanea, includendo l’inverno del 2004, quando ho terminato il libro (una seconda edizione aggiornata è stata pubblicata nel 2020). Ad esempio, il serial killer BTK non era ancora stato scoperto; Dennis Rader sarebbe stato identificato come BTK e arrestato nel 2005, circa quattro mesi dopo l’uscita di “Serial Killers: The Method and Madness of Monsters” (SKMMM), pubblicato nell’ottobre 2004. A quanto pare, aveva già una copia del mio libro nella sua biblioteca personale. Nel mio libro menziono brevemente figure come Gilles de Rais, Erzsébet Báthory e alcuni imperatori romani come prototipi di serial killer, ma non mi addentro troppo nel dettaglio prima dell’epoca tardo-industriale.
Nel manoscritto originale avevo incluso un’ampia sezione sulle serial killer donne, ma il libro risultava troppo lungo per l’editore, che decise, quindi, di commissionarmi un secondo volume incentrato esclusivamente su di loro, e pubblicato nel 2007.
Passarono dieci anni prima che scrivessi "Sons of Cain", e in quel periodo molte cose erano cambiate. Anzitutto, avevo conseguito un dottorato di ricerca, che trasformò profondamente il mio approccio metodologico, e in quanto dottorando dell’Università di Toronto, potei accedere a enormi risorse bibliografiche e forensi, che prima, da “non addetto ai lavori”, non avevo a disposizione.
"Sons of Cain" è stato pubblicato nel 2017. In quest’opera ho approfondito la figura dell’assassino seriale prima di Jack lo Squartatore, smontando il mito secondo cui i serial killer sarebbero un prodotto della modernità e dell’urbanizzazione dell’epoca industriale. Ho documentato casi tipici di serial killer nel Medioevo e nel Rinascimento, sia in contesti urbani che rurali — ma all’epoca la gente percepiva queste figure come vampiri o lupi mannari. "Sons of Cain" esplora la “secolarizzazione” dell’omicidio seriale: dal periodo in cui questi criminali erano visti come mostri e gli inquisitori ecclesiastici e cacciatori di streghe come investigatori, all’epoca moderna in cui i mostri diventano psicopatici serial killer e gli inquisitori della Chiesa vengono sostituiti da detective e psichiatri forensi.
"Sons of Cain" avrebbe dovuto essere il mio ultimo libro sulla storia dei serial killer; da storico, non c’è nulla prima dell’Età della Pietra né dopo il presente. Ma mentre lo stavo completando nel 2017, per la prima volta nella mia carriera sono rimasto coinvolto in un’indagine reale su un omicidio seriale, e su richiesta della figlia di una vittima ho cominciato a incontrare Richard Cottingham, serial killer con cui avevo avuto un breve incontro nel 1979.
Il mio editore mi ha poi commissionato un libro sulla mia esperienza con Cottingham, inizialmente intitolato “American Werewolf: The Torso Serial Killer Confessions”, che avrei dovuto consegnare diciotto mesi dopo, nel 2019. Invece, Jennifer [N.d.R. è la donna che ha contattato l’autore] e Torso Killer mi hanno trascinato in una serie di confessioni e indagini su "cold case" che, sette anni dopo, sono tuttora in corso. Finora ho aiutato la polizia a risolvere dieci casi che Cottingham ha confessato tra il 2021 e il 2024 — il decimo lo scorso dicembre, un caso risalente alla metà degli anni ’70. Dopo sette anni, “American Werewolf” non è ancora stato pubblicato perché non ha ancora un finale. Sto tuttora lavorando con Cottingham, il quale sostiene plausibilmente di aver ucciso tra ottantacinque e cento donne dal 1963 al 1980, quando fu arrestato per caso.
Quando ho cominciato a intervistarlo nel 2017, era in carcere per sei omicidi; oggi sta scontando la pena per diciannove omicidi, dieci dei quali sono stati risolti grazie al mio diretto coinvolgimento, e continua a fare altre confessioni con la mia mediazione. Il libro è scritto, tranne che per il finale, che non so ancora quale sarà. Cottingham ha 78 anni, è in pessime condizioni di salute, e sto cercando di facilitare la chiusura di quanti più casi possibili (tra ottantacinque e cento) tra quelli che rivendica. Siamo a diciannove, quindi c’è ancora molto da fare.
Per onorare il contratto con l’editore, ho quindi scritto “American Serial Killers: The Epidemic Years, 1950-2000”, concentrandomi sull’ondata di serial killer negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo — circa l’84% di tutti i serial killer americani noti sono emersi in quel periodo.
[ABISSO]: Per chi conosce il suo lavoro, è noto che la sua carriera in questo campo è stata profondamente influenzata dall’incontro con Richard Cottingham. In "Sons of Cain" menziona anche un incontro casuale con Andrej Romanovič Čikatilo nel 1990, mentre si trovava in Russia per girare un documentario. Quali riflessioni o convinzioni sono nate da queste esperienze? E in che modo l’hanno spinta ad approfondire questo argomento?
[PV]: L’esperienza di incontrare due serial killer nel mondo reale – cioè, prima che fossero identificati, e senza sapere che stavo incontrando degli assassini seriali – mi ha mostrato in modo drammatico quanto questi criminali possano apparire ordinari e insignificanti al primo incontro. Forse, se avessi trascorso più tempo con loro, sarebbero emerse delle stranezze, ma nei brevi incontri che ho avuto, quei due serial killer risultarono del tutto anonimi e quasi dimenticabili. Li ricordo non tanto per la persona in sé, quanto per le circostanze in un caso, e per la storia decisamente stupida raccontatami dal serial killer nell’altro (storia che ho descritto in SKMMM). Ma la persona in sé… non mi ha lasciato alcuna impressione. Erano invisibili.
Mi sono anche posto delle domande sul piano matematico. Qualsiasi cosa può accadere una volta, ma quando succede due volte, inizi a chiederti: “Dipende da me?” Entrambi i serial killer li ho incontrati mentre viaggiavo, e mi sono chiesto se il modo in cui mi muovo e i luoghi che frequento abbiano in qualche modo contribuito. Ma nel corso della mia vita ho incontrato anche, del tutto casualmente, Robert Kennedy, Andy Warhol, Elton John, Sammy Davis Jr., Peter O’Toole, il poeta russo Evgenij Evtušenko e diverse altre celebrità importanti. Perché non anche dei serial killer? Non è un evento più o meno casuale. Probabilmente la maggior parte di noi ha camminato accanto a un serial killer o ha fatto la fila dietro di lui, o ha avuto qualche incontro banale senza rendersene conto. Grazie a Dio.
I serial killer, quando non uccidono – cioè, per la maggior parte del tempo – fanno le stesse cose che facciamo noi: fanno la spesa, fanno benzina, vanno al lavoro, prendono i figli da scuola. Sono là fuori, tutto il tempo. Quello che ha reso la mia esperienza diversa è che io so chi erano i “miei serial killer” – quelli che ho incontrato casualmente. E non sono l’unico.
La moglie del presidente Jimmy Carter, la defunta Rosalynn Carter, quando era First Lady fu accolta durante un evento pubblico a Chicago dal serial killer John Wayne Gacy; fotografie di loro due insieme vennero distribuite dall’Ufficio Stampa della Casa Bianca prima che la polizia scoprisse trentuno cadaveri sepolti in un’intercapedine sotto la sua casa. Jeffrey Dahmer riuscì a organizzare per scherzo una visita con il vicepresidente Mondale alla Casa Bianca durante una gita scolastica a Washington. I miei incontri con quei serial killer sembrano poca cosa in confronto agli incontri avuti da altre persone. Ce n’erano davvero tanti in giro, tra gli anni Settanta e Novanta.
[ABISSO]: Come ha iniziato a studiare i serial killer e in che modo il suo approccio si è evoluto nel tempo?
[PV]: Ho iniziato a scrivere SKMM nel 1998, ed è stato soprattutto un lavoro e un approccio di tipo giornalistico. Poiché si trattava di un’esposizione narrativa che metteva a confronto molti serial killer nel corso della storia, le mie fonti principali erano comuni libri di "true crime", la cui qualità e attendibilità variavano molto. Quando potevo, cercavo di trovare quanti più libri possibili sullo stesso caso e li confrontavo. Ho utilizzato la biblioteca di criminologia dell’Università di Toronto per accedere a testi più accademici sull’omicidio seriale e, naturalmente, era appena nata Internet, quindi, anche lì iniziavano a esserci alcune fonti.
Quando ho iniziato a scrivere "Sons of Cain" e “American Serial Killers: The Epidemic Years, 1950-2000”, l’approccio era diventato più rigoroso e accademico, avevo ormai a disposizione una quantità enorme di fonti online, che spaziavano dalla letteratura forense e psichiatrica accademica agli archivi digitali dei giornali, che trovo ancora oggi estremamente utili – anche nel “mondo reale” degli omicidi seriali irrisolti – sebbene non sempre molto affidabili per quanto riguarda i fatti.
[ABISSO]: In modo simile al suo precedente libro “Serial Killers: The Method and Madness of Monsters”, in "Sons of Cain" lei analizza il fenomeno degli omicidi seriali attraverso una lente storica, spaziando dall’età della pietra fino ai giorni nostri, concentrandosi sui vari fattori e teorie di natura sociale e psicologica. Cosa l’ha portata a scegliere una prospettiva così impegnativa? Quanto è importante comprendere sia lo stato mentale dell’individuo che il clima sociale di un’epoca specifica per analizzare gli impulsi omicidi dei serial killer?
[PV]: Ho semplicemente scoperto che le prospettive psichiatriche, teologiche e criminologiche, prese singolarmente, erano inadeguate e inconcludenti. In fondo, mi sono sempre sentito uno storico, specialmente come giornalista che assisteva di persona a eventi che sarebbero poi diventati “storia”. Ero molto consapevole del fatto che stavo osservando la storia dall’interno dell’evento storico stesso.
È una domanda universale: quando un evento diventa storia? Dopo dieci anni? Un anno? Una settimana? Un giorno? Un nanosecondo? (Un miliardesimo di secondo; il tempo che impiega la luce a percorrere trenta centimetri?)
[ABISSO]: Quali metodi ha utilizzato per raccogliere le informazioni e le fonti per il libro? Come è riuscito a garantire l’accuratezza dei resoconti?
[PV]: L’affidabilità delle fonti varia. I giornali sono le meno affidabili; i libri di "true crime" sono un po’ meglio, a seconda dell’autore; le informazioni statistiche sottoposte a "peer review" nella letteratura accademica sono almeno affidabili dal punto di vista fattuale, ma naturalmente la loro interpretazione è aperta al dibattito. Le testimonianze oculari possono andare in entrambe le direzioni: affidabili o completamente errate. È un processo costante di valutazione dell’attendibilità della fonte e di ricerca di fonti indipendenti che concordino tra loro. Dico sempre ai miei studenti di dubitare e mettere in discussione tutto ciò che sentono e leggono, compreso tutto ciò che sentono da me durante le lezioni. Mettere tutto in discussione! Questo è il mio metodo. E la mia follia.
[ABISSO]: Quanto tempo ha dedicato alla ricerca per questo libro e qual è stato l’aspetto più impegnativo nel raccogliere una tale mole di informazioni?
[PV]: Il tempo è incalcolabile e continuo. Faccio ricerca mentre scrivo, e poi revisiono e faccio altra ricerca, scrivo ancora, ricerco di nuovo, revisiono ancora, edito. È un processo continuo e senza soluzione di continuità fino al giorno della scadenza. Si scopre sempre qualcosa di nuovo o un modo nuovo di guardare la stessa cosa che si pensava di conoscere. A volte scrivo e faccio ricerca dall’inizio alla fine seguendo un ordine narrativo cronologico; altre volte, seguo un ordine tematico, al di fuori della cronologia temporale.
La cosa che cerco — la conoscenza — alla fine mi conduce dove vuole che io vada per trovarla; ha una vita e una chimica propria; si aggiorna e si rivede costantemente ciò che si pensa di sapere, finché non si arriva a sapere qualcosa di diverso. Il passato cambia continuamente.
Essere uno storico è quasi la stessa cosa che essere poliziotti: raccogliere e analizzare prove per ricostruire il passato e comprenderne il significato. Cosa sia successo esattamente, la veridicità della versione di un sospetto o la profondità della sua menzogna.
[ABISSO]: Sono rimasto affascinato da come fenomeni sociali che toccano tutti gli esseri umani in epoche diverse possano fungere da “inneschi” per individui con esperienze critiche, portandoli lungo il sentiero dell’omicidio seriale. Vorrei girarle una domanda che lei stesso fa nel libro: perché la maggior parte di noi non è ancora diventata un serial killer?
[PV]: Ecco, questo è proprio il nucleo del mio ragionamento in "Sons of Cain". Sostengo che i serial killer non sono “creati”, ma per lo più sono “non addomesticati”. Sospetto che tutti noi nasciamo naturalmente come potenziali serial killer, in uno stato animale, con istinti omicidi innati che ogni specie deve possedere per sopravvivere ed evolversi in natura. Le “Quattro F” – Fleeing (fuggire), Fighting (lottare), Feeding (nutrirsi), Fucking (accoppiarsi). In quest’ordine di priorità.
E fino a circa 12.000 anni fa, gli esseri umani vivevano secondo una legge non civilizzata della caverna e della giungla. E abbiamo vissuto in quel modo per circa un milione di anni. Dodicimila anni su un milione di istinto genetico di sopravvivenza evolutiva improntata all’uccisione. Un tempo, quest’ultimo, lunghissimo per essere domato e “civilizzato”.
La maggior parte dei bambini, negli ultimi 18.000 anni circa, è stata progressivamente disabituata all’omicidio seriale grazie a un’educazione familiare sana e civilizzata, grazie alla scuola, e anche alla pura e semplice fortuna. La maggior parte di noi. I bambini trascurati, danneggiati, abusati, feriti, sono lasciati a rifugiarsi negli istinti di sopravvivenza della caverna e della giungla, a farvi affidamento e a esserne guidati. Uno di questi è la capacità di uccidere ripetutamente, sia per difesa che per nutrirsi, o per entrambi i motivi.
La domanda di fondo è: con così tanti bambini abusati, trascurati, feriti, perché solo pochi di loro diventano serial killer? Nonostante tutti i modelli che abbiamo costruito sull’origine di un serial killer, non abbiamo ancora scoperto una spiegazione definitiva e conclusiva: il “fattore X” per una teoria unificata dell’omicidio seriale. La Materia Oscura che tiene tutto insieme ci sfugge, non siamo ancora riusciti a misurarla con certezza. Io sostengo spesso che l’umanità, nel suo complesso, non abbia ancora raggiunto un livello sufficiente di conoscenza e consapevolezza per scartare del tutto, con leggerezza, la vecchia, semplice spiegazione del male biblico soprannaturale.
Forse un giorno, il “male” potrà essere definito quantitativamente, in termini di proprietà chimiche o termoelettriche misurabili. La nostra definizione psichiatrica della psicopatia, tramite uno strumento di valutazione come il test a venti domande per un punteggio massimo di quaranta punti (il PCL-R di Robert Hare, o Psychopathy Checklist Revised) si avvicina a un criterio scientifico del “male”. Una sua visione secolare, in quanto gli psicopatici sono consapevoli della malvagità dei loro atti; e quegli atti sono certamente qualcosa di simili al male, no? Purtroppo, possiamo testare la psicopatia, ma non sappiamo cosa sia nella sua essenza. È come la gravità o la materia oscura in astronomia e fisica. Sappiamo misurare e sfruttare la gravità da Galileo in poi, soprattutto per scopi bellici, ma ancora oggi non sappiamo che cosa sia. La gravità? Cos’è? Non lo sappiamo.
Allo stesso modo, non siamo ancora arrivati a capire davvero i serial killer – anche perché non tutti risultano psicopatici secondo la scala PCL-R – al punto da poter archiviare definitivamente Satana e il male biblico.
[ABISSO]: Le riviste d’avventura per uomini nell’America del dopoguerra, la grande caccia alle streghe dal 1450 al 1650, la figura del lupo mannaro e la definizione della vittima “perfetta” nella figura indifesa di Cappuccetto Rosso... L’interazione tra sesso, violenza e morte gioca sempre un ruolo cruciale in questo tipo di criminale. Ma in che modo questi tre elementi sono collegati?
[PV]: Questa “interazione tra sesso, violenza e morte” non è solo nel criminale: è radicata in tutta la nostra cultura e società; e io sostengo che lo sia anche nella nostra biologia evolutiva. In fondo, cos’è un essere vivente se non un intreccio di sesso, violenza e morte? E non dimentichiamoci del cannibalismo, sia nella sua forma nutritiva che rituale.
La Bibbia, per esempio, è interamente attraversata da sesso e morte, guerra, crimine e punizione, in particolare l’Antico Testamento. È un diapason che vibra di colpa e vergogna, compulsione, degradazione, schiavitù, sottomissione, lussuria carnale, parafilie, tradimenti e inganni.
Quando stavo scrivendo "Sons of Cain", mi fu commissionato un capitolo per un manuale sulla necrofilia, curato da Lee Mellor, Eric Hickey e Anil Aggrawal, uno dei massimi esperti forensi a livello mondiale. Il mio capitolo trattava la storia della necrofilia nella cultura, nella legge e nella psicopatologia. Durante la ricerca, mi imbattei nei lavori dell’antropologo Simon Harrison sul raccolto e la collezione di parti del corpo umano come trofei di guerra da parte dei soldati nel mondo moderno, una forma di necrofilia ("Dark Trophies: Hunting and the Enemy Body in Modern War").
Harrison scriveva che, così come esistevano gli accordi musicali dissonanti vietati nel Medioevo, noti come "diabolus in musica" (“il diavolo nella musica”), esistono anche accordi dissonanti nella cultura: un tipo di "diabolus in cultura" – una congiunzione proibita di temi culturali, ciascuno dei quali accettabile in sé, ma altamente disturbante se accostati.
Cos’è la guerra, se non un omicidio seriale sancito e autorizzato? O prendere di mira sistematicamente donne nell’epoca inquisitoriale rinascimentale, o nella America postbellica e postmoderna?
"Diabolus in cultura": un Cubo di Rubik di tempeste perfette che si allineano per generare e scatenare ondate di omicidi seriali. Non è mai una sola cosa. Non esiste un unico “fattore X”. È un cocktail di fattori e coincidenze.
[ABISSO]: E poi arriviamo a Jack lo Squartatore, l’Everest dei serial killer moderni, almeno in termini di impatto che ha avuto sull’immaginario collettivo. Lei sottolinea come Jack lo Squartatore sia moderno anche per il contesto storico in cui ha agito: la Seconda Rivoluzione Industriale, l’ascesa della tecnologia e il paesaggio urbano che accoglieva moltitudini di persone perdute o appartenenti alla classe operaia, in gran parte irrilevanti per i poteri costituiti e rese anonime dalla riorganizzazione della vita moderna. Anche il serial killer moderno ha un legame con tutto questo?
[PV]: La rivoluzione industriale, l’urbanizzazione e l’ascesa della classe media hanno creato un vasto bacino di vittime per i serial killer, concentrate nei ghetti urbani. I serial killer hanno sempre colpito, psicologicamente, culturalmente e strategicamente, le persone più deboli e disprezzate dalla “società rispettabile”: i poveri dei centri urbani, i disperati, i tossicodipendenti, gli alcolisti, le prostitute, gli anziani e le persone con disabilità mentali, coloro che vivono ai margini della sessualità tradizionale, gli orfani, i fuggitivi e i “rifiuti umani”. I serial killer si nutrono di loro. Noi, come società, indichiamo loro esattamente i bersagli che disprezziamo. Questi omicidi di persone emarginate sono spesso poco riportati dai media e poco indagati. Solo quando un serial killer esce da questa matrice del disprezzo e uccide un bambino biondo o una studentessa universitaria bianca, allora la società, i media e le forze dell’ordine si allertano, si mobilitano, e si leva un grido generale. Il mio serial killer [N.d.R. si riferisce a Richard Cottingham] ha dichiarato di aver ucciso cento donne tra il 1963 e il 1980. Questo equivale a circa una vittima ogni sei o sette settimane. Operava a New York City dal 1964 fino al suo arresto nel 1980. In quel periodo ci sono stati 22.083 omicidi a New York; di questi, 7.459 non sono mai stati risolti. I miseri cento omicidi del Torso Killer sono un granello di sabbia in un deserto di morti. Una curiosità da Trivial Pursuit: dal 1960 al 2000 ci sono stati un totale di 54.456 omicidi; 17.605 rimangono irrisolti. Molti assassini vivono e camminano ancora in mezzo a noi.
[ABISSO]: Lei tocca diversi casi di serial killer provenienti da Paesi differenti. Cosa distingue i serial killer nelle varie culture? Esistono dei modelli comuni?
[PV]: La maggior parte dei serial killer uccide per la stessa ragione: potere e controllo, questo è il modello comune. Le differenze si manifestano invece nel modo in cui uccidono, nel quando e nella frequenza, ed è qui che entrano in gioco i fattori culturali e storici. Per esempio, in Russia, dove nel corso del XX secolo si sono registrati alti tassi di cannibalismo nutrizionale — causati dalla carestia, dalla guerra civile scatenate dall’Occidente contro la Russia, dalla campagna di collettivizzazione forzata di Stalin che provocò la carestia in Ucraina negli anni ’30, fino all’assedio della fame di 900 giorni a Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale — si osserva ancora oggi un tasso insolitamente alto di omicidi seriali con tratti cannibalistici. Oppure gli omicidi seriali rituali Muti in Africa, o quelli narco-rituali in Messico, o ancora i delitti dei Thug in India nel XIX secolo. In Cina assistiamo a un aumento degli omicidi seriali segnalati, in parallelo con l’improvvisa stratificazione sociale e la concentrazione di manodopera industriale e di migranti disprezzati nelle città, come avveniva nei centri urbani inglesi dell’età vittoriana, ai tempi di Jack lo Squartatore. È una Cina in versione Steam Punk. Jack lo Squartatore con uno smartphone e un abbonamento.
[ABISSO]: Molti lettori sono affascinati dalla psicologia dei serial killer. Cosa rende questi criminali così magnetici, e perché pensa che questa fascinazione continuerà ad aumentare?
[PV]: Sono affascinanti perché i serial killer provengono o dal nostro stesso ambiente, la classe media — come Ted Bundy o John Wayne Gacy, che sembrano essere “uno di noi” — oppure, al contrario, appartengono alle classi che disprezziamo ma dalle quali siamo ossessionati: reietti e vagabondi come Henry Lee Lucas, o mostri isolati che vivono in baracche come Ed Gein. Ancora una volta, io mi rifaccio alla Bibbia per spiegare la nostra attrazione verso l’omicidio e tutto ciò che esso implica: la Bibbia ci suggerisce chiaramente che tutti noi siamo capaci di uccidere e potenzialmente pronti a farlo, e ci predica di non dare seguito a questa capacità, a questo impulso e desiderio innato di uccidere. “Non uccidere.” Il fatto stesso che la Bibbia debba dircelo, spiegarcelo e insistere su questo, dice molto sulla condizione umana fin da quando abbiamo iniziato a raccontare storie e a scrivere. Se le persone non uccidessero, non ci sarebbe bisogno di nessuno che ci supplichi di non farlo.
[ABISSO]: Nel suo libro evidenzia diversi fattori dietro l'epidemia di serial killer durante quella che definisci la "golden age" degli omicidi seriali, legandola soprattutto all’abisso oscuro di violenza della seconda guerra mondiale. Ora che la “Grande Generazione”, nata durante o subito dopo il conflitto, sta scomparendo, cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro? Una riduzione progressiva del fenomeno dei serial killer, come suggeriscono alcuni autori? Oppure una trasformazione di questo tipo di criminale? E quali potrebbero essere i nuovi fattori sociali che alimenteranno i loro impulsi omicidi?
[PV]: È stupefacente quanto sia cambiato il mondo da quando sono usciti i miei ultimi due libri, nel 2017 e nel 2020. L’accelerazione virale del cambiamento e la sua mutazione. L’arrivo dell’intelligenza artificiale, la rivoluzione populista guidata da miliardari negli Stati Uniti, la trasformazione irriconoscibile del Partito Repubblicano. Sospetto che gli impulsi omicidi, in futuro, possano incanalarsi in nuovi e impensabili picchi di atti distruttivi, non solo nell’omicidio seriale come lo conosciamo oggi. È probabile che gli omicidi di massa diventeranno sempre più frequenti, come quello che abbiamo appena visto in Canada, dove un individuo ha ucciso undici persone a caso investendole con un SUV. Gli atti di omicidio-suicidio di massa a sfondo apocalittico sono probabilmente la direzione che prenderanno gli eventi, piuttosto che le lunghe campagne di omicidi seriali tradizionali.
L’attenzione media di un nordamericano si è ridotta ormai a circa quarantacinque secondi, la durata di un video su Instagram. I servizi di streaming come Netflix sono preoccupati perché le trame tradizionali, sviluppate in un’ora o novanta minuti, non riescono più a mantenere l’attenzione degli spettatori, che guardano la TV mentre scorrono il cellulare. Ma concentrazione e attenzione ai dettagli sono essenziali per un “serial killer di successo”. Chi ha più la pazienza necessaria?
E poi siamo diventati più efficaci nel rilevare e catturare i serial killer “tradizionali” negli ultimi trent’anni, a partire dalla metà degli anni ’90. È un mondo diverso perché oggi viviamo privi di privacy e anonimato, il che rende molto più difficile agire come un serial killer. Quelle masse urbane anonime di vittime emarginate su cui i serial killer facevano leva, oggi hanno tutte un cellulare e pubblicano contenuti sui social. Nessuno è anonimo, a meno che non si impegni attivamente per esserlo.
Viviamo in un mondo di tecnologia del DNA in evoluzione, cellulari, carte di credito, cronologie di navigazione archiviate, riconoscimento dell’iride, telecamere di sorveglianza ovunque, fino ai campanelli con videocamera puntati sulla strada. Un assassino è già stato registrato da qualche telecamera a circuito chiuso mentre va o torna dal luogo di un crimine, anche prima di averlo commesso. Siamo tutti tracciabili dal momento in cui accendiamo il cellulare, usiamo una carta di credito, ci connettiamo a internet, o usciamo per comprare sigarette e latte al supermercato. Sei ripreso da una videocamera.
E a mano a mano che lo spazio di archiviazione digitale diventa sempre più economico, cresce anche la durata effettiva e recuperabile dei video e dei dati. La rapidità con cui le autorità hanno raccolto i filmati dell’assassino mascherato che ha ucciso un dirigente di una compagnia assicurativa a New York — tracciandolo da una hall d’albergo e un taxi fino a un McDonald’s in una cittadina sperduta della Pennsylvania — è solo un esempio della vulnerabilità di un singolo assassino. Immagina un serial killer.
Un serial killer oggi dovrebbe limitarsi a colpire solo in luoghi dove non è mai stato… oppure esplorare il terreno in anticipo sotto mentite spoglie. Ma nulla attira l’attenzione più di un cellulare spento temporaneamente. Spegnere il telefono oggi è considerato sospetto. E le vittime hanno tutte un telefono. Se il tuo cellulare non rivelasse i tuoi movimenti, quello della tua vittima potrebbe potenzialmente portare la polizia a te.
Parlo spesso con “il mio serial killer” Richard Cottingham, in prigione dal 1980, che mi ricorda costantemente quanto sarebbe difficile per lui oggi fare ciò che faceva con facilità negli anni ’60 e ’70: i cento “omicidi perfetti”, come li chiama lui. Perfetti nel senso che non solo è riuscito a farla franca, ma alcuni non sono stati neppure riconosciuti come omicidi. Ha affogato e soffocato alcune delle sue vittime senza lasciare segni evidenti di atti criminali.
Diciamolo chiaramente: non c’è molta speranza per l’umanità. Il futuro non sarà migliore, ma peggiore. Viviamo in tempi apocalittici senza precedenti. Mai prima d’ora il pianeta ha avuto così tante persone, e la nostra crescita e il nostro consumo non stanno rallentando. Secondo il modello Snooks-Panov Vertical, ci avviamo verso un collasso totale entro il 2040 – fra circa 15 anni! Mettiamo da parte per un attimo Instagram, TikTok e Facebook, e guardiamo il mondo intorno a noi. Guarda fuori dalla finestra. Guarda il cielo, l’orizzonte, la strada sottostante. Immagina i prossimi quindici anni come gli ultimi trenta: emergenza climatica, movimenti religiosi apocalittici, genocidi in aumento. Cosa ci fa pensare che il cambiamento climatico invertirà la rotta rispetto a quella attuale, fatta di venti anomali, incendi, e tempeste che investono ogni regione del mondo? O che persone affamate e disperate non arriveranno a uccidere e mangiare qualunque cosa – noi compresi – pur di sopravvivere?
Ogni sette anni circa aggiungiamo un miliardo di persone alla popolazione globale. Siamo realistici: anche i ratti iniziano a mangiarsi fra loro quando raggiungono una massa critica all’interno di un territorio e le risorse iniziano a scarseggiare. Morbillo, vaiolo e poliomielite stanno tornando, e nuovi virus letali continuano ad emergere – ne abbiamo appena affrontato uno. Cannibalismo, pestilenze, omicidi di massa e impennate di serial killer sono il sottile avvertimento che Madre Natura ci sta dando: siamo troppi per le risorse disponibili. Se un’epidemia, un disastro naturale o una guerra mondiale non ci “salveranno” sterminando una grossa fetta della popolazione, il futuro sarà cupo.
Tutti pensano che la scienza o un buon governo ci salveranno dall’apocalisse. Ma alla fine, diventeremo tutti serial killer, perché l’unica scelta rimasta sarà uccidere o essere uccisi; mangiare o essere mangiati. E questo non è “criminale”, è evolutivo. È un aspetto necessario dell’istinto di sopravvivenza di qualsiasi specie.
[ABISSO]: Forse vado fuori tema, ma… ho avuto l’occasione di vedere il suo documentario del 1991, “Mondo Moscow”, che esplora la cultura underground della capitale russa durante la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ancora dominata dall’ombra di Stalin e dall’apparato di controllo dello Stato. Anche lì, come per gli orrendi stupri commessi dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale di cui parli in "Sons of Cain", le atrocità commesse dal governo sovietico erano nascoste, come se non fossero mai avvenute. Ricordo una scena in particolare, filmata all’interno di un taxi con Lev Karpinsky e Aleksandr Kabakov, redattori del settimanale Moscow News. Dopo che lei abbassò la videocamera, Karpinsky fece un commento e disse: «In qualche modo noi siamo qui e non ci siamo». E poco dopo Kabakov aggiunse: «Noi non ci consideriamo qui. Così ci sentiamo liberi». È come se la capacità di non esistere fosse una strategia adatta per la sopravvivenza a lungo termine. Con i dovuti aggiustamenti, questa capacità di non essere dove si è, questo nascondersi, mi fa pensare alle presenze anonime (come le ha definite lei) di Cottingham e Chikatilo, o alle abilità organizzative e manipolatorie di Ted Bundy e Dennis Rader. Tutto sommato, di fronte a pressioni sociali enormi, la dissociazione (fingere?) sembra essere una strategia per affermare la propria volontà. Potrebbe questo “meccanismo di difesa” essere potenziato o deviato nel caso dei serial killer?
[PV]: Un po’ come il mito dello struzzo che infila la testa nella sabbia, no? “Si sentivano liberi” è il punto chiave: sentirsi liberi ed essere liberi non sono la stessa cosa. Noi oggi “non siamo qui”, ma su Instagram e Facebook. Gli adolescenti vivono o muoiono a seconda del numero di like ottenuti sul proprio profilo social. Siamo come gli ebrei benestanti nella Germania nazista, riluttanti a fuggire senza i propri libri, mobili e opere d’arte, sedotti dalla convinzione che, se le cose non miglioreranno, almeno non peggioreranno. Ma nulla migliorerà in futuro; peggiorerà soltanto. Ovviamente. Che prove abbiamo che le cose un giorno possano migliorare, che la nostra marcia da pecore verso l’abisso si arresti prima di cadere nel precipizio?
[ABISSO]: Qual è un malinteso comune sui serial killer che vorrebbe correggere?
[PV]: Che i serial killer siano super-intelligenti e mossi da motivazioni complesse e messaggi simbolici che imprimono nei loro delitti. I serial killer possiedono un’astuzia animale e un istinto primordiale, che noi scambiamo per intelligenza. Spesso non sanno nemmeno loro perché uccidono. Raramente hanno consapevolezza di sé. Sono tutto appetito e rabbia: bambini bloccati nello sviluppo, che cercano vendetta e controllo in risposta a infanzie infelici e trascurate per le ragioni più varie.
Chiesi al Torso Killer: «Perché?».
La sua risposta fu: «A volte non c’è un perché».
[ABISSO]: Cosa spera che i lettori portino con sé dopo aver letto il suo libro? C’è un messaggio o una lezione particolare su cui vorrebbe invitarli a riflettere?
[PV]: Sì. Se l’omicidio seriale è prevenibile, allora i mezzi per prevenirlo devono essere messi in atto durante l’infanzia. È un’idea utopica, ma i bambini felici, amati e accuditi raramente diventano serial killer. Le persone felici raramente uccidono. Dico “raramente” perché, purtroppo, il serial killer con cui sto lavorando attualmente proviene da quella che sembrava una famiglia della classe media “normale”, felice e affettuosa. L’unica spiegazione che riesco a trovare è un trauma cranico subito durante l’infanzia, a meno che non stia nascondendo un’esperienza drammatica che si vergogna di rivelare. Sappiamo che cose orribili e malsane possono accadere in qualunque famiglia, ricca o povera, ma io non ho una spiegazione… e nemmeno lui, a quanto pare… o forse non vuole darmela. È per questo che non sono ancora pronto a scartare l’idea di un male satanico biblico.
[ABISSO]: Guardando al futuro, ha in programma nuovi progetti legati a questo tema o nuove aree che vorrebbe esplorare?
[PV]: Una volta concluso il lavoro che sto svolgendo con questo serial killer, intendo scrivere un resoconto in prima persona della sua vita, dei suoi crimini e di questo incubo che ho vissuto, lungo otto anni. Ma non credo di avere molto da aggiungere a "Sons of Cain" — dove potrei andare, come storico, se non prima dell’Età della Pietra o oltre il presente? Ho altre storie che desidero esplorare nel campo dello spionaggio e delle relazioni internazionali. Ma spero di non dover più pensare e riflettere sui serial killer in futuro.
[ABISSO]: È stato davvero un piacere intervistarla. Le auguriamo a nome dell’intero staff di Abisso tutto il meglio per i suoi progetti futuri, e la ringraziamo ancora una volta per la sua generosità e gentilezza.
🔪 Crime e serial killer, tra finzione e realtà
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Le più recenti notizie di cronaca, i film, i libri e le serie TV sulle piattaforme streaming, i saggi e gli articoli di approfondimento appena pubblicati: tutto dedicato al crimine e agli assassini seriali.
🔴 Libri, eventi, film e TV
È uscita il mese scorso su Netflix la miniserie “Cold case: gli omicidi del Tylenon”, una docuserie true crime sul “serial killer del Tylenon”, un assassino mai identificato che si nasconderebbe dietro una serie di misteriosi omicidi avvenuti negli anni ’80 nell’area di Chicago con una caratteristica in comune: analgesici contaminati da cianuro. Approfondisci
È fissata per il 9 luglio l’uscita su Prime Video del debutto di “Ballard”, lo spin-off di “Bosch”, con Maggie Q nel ruolo della protagonista. Ispirata all'opera dello scrittore Michael Connelly, la nuova serie true crime seguirà la detective Renée Ballard alla guida della nuova e sottofinanziata divisione casi irrisolti del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, mentre cerca di risolvere misteriosi omicidi tra serial killer e cospirazioni. Tutti e dieci gli episodi saranno immediatamente disponibili sulla piattaforma. Approfondisci
Un articolo su Carl Eugene Watts, un assassino seriale statunitense noto anche come “The Sunday Morning Slasher”, forse il serial killer più prolifico della storia degli Stati Uniti, la cui storia è al centro della prima puntata della nuova docu-serie true crime “Unknown Serial Killers of America”, in onda sulla piattaforma streaming Oxygen. Watts, morto nel 2007 in un carcere di massima sicurezza in Michigan mentre scontava l’ergastolo, uccise un numero imprecisato di donne tra il 1974 e il 1982; alle autorità confessò dapprima di aver ammazzato tredici donne, poi quaranta. Ora la polizia pensa che l’uomo possa essere stato l’autore di più di cento omicidi. Approfondisci
📕 La lega delle avvelenatrici
di Lisa Perrin - Rebelle Edizioni (28 maggio 2025)
Un libro affascinante e riccamente illustrato che racconta oltre 25 storie vere di donne legate dall’uso del veleno. Tra imperatrici, assassine e figure controverse come Giulia Tofana, si esplorano motivazioni, metodi e conseguenze delle loro azioni. Un viaggio tra crimine, storia e scienza, che svela i veleni più letali e le loro devastanti conseguenze. Il volume, arricchito dalle illustrazioni di Lisa Perrin, mescola mistero e realtà in un’edizione di lusso pensata per stupire, incuriosire e forse, far riflettere. Approfondisci
📕 Irrisolti. Dieci crimini italiani, vittime senza giustizia
di Francesca Zanni - Bompiani (28 maggio 2025)
Un viaggio nei misteri più bui della cronaca italiana: dieci casi senza verità, dieci storie segnate da silenzi e inganni. Francesca Zanni ricostruisce legami, dettagli e zone oscure, ridando voce a vittime dimenticate. Ogni racconto è un richiamo alla memoria e un monito contro l’ingiustizia che si ripete. Tra omissioni e depistaggi, dalle vicende di Giuseppe Pinelli a David Rossi, il libro indaga ferite ancora aperte, sollevando domande scomode che continuano a inquietare e chiedere ascolto. Approfondisci
📕 Cronache carnivore
di Dhany Coraucci - Calamaro Edizioni (26 maggio 2025)
raccontaI racconti di undici crimini avvenuti a Bologna, uniti da una violenza spietata. Più che una cronaca, è un’opera che restituisce spazio alle vittime, dando voce a chi è stato messo a tacere. Una voce intensa, poetica, priva di tempo e forma convenzionale, che non parla della fine, ma di un possibile inizio. Attraverso questo sguardo originale, la morte si confronta con la vita, in un contrasto netto e toccante, capace di trasformare il dolore in luce e memoria. Approfondisci
📕 I criminali del Medioevo
di Maurizio Roccato - Diarkos (5 giugno 2025)
Questo libro esplora il volto oscuro del Medioevo attraverso storie di assassini, streghe, eretici, nobili corrotti e ribelli. In un’epoca segnata da violenza, potere e fede, crimini e processi riflettono i valori del tempo. Tra torture, condanne assurde e figure ambigue, si raccontano mille anni di delitti, con protagonisti spesso giudicati in modi diversi da allora a oggi. Un viaggio tra inquisizioni, congiure, eresie e trasformazioni sociali, dove il crimine diventa specchio della società e delle sue profonde contraddizioni. Approfondisci
🔴 Saggi e articoli sui Serial Killer
Un articolo su Axeman, un misterioso serial killer amante del Jazz, che nel 1919 gettò nel panico la città di New Orleans. Approfondisci
Un videodocumentario che ripercorre le indagini della polizia sullo scioccante caso di Werner Ferrari, il serial killer che negli anni ’80 terrorizzò la Svizzera, condannato all’ergastolo per il rapimento e l’omicidio di cinque bambini, alcuni dei quali violentati. Approfondisci
Per la rubrica “I volti di Pyscho” del Giornale, un articolo su Mary Ann Cotton, serial killer britannica vissuta nel XIX secolo e accusata di aver ucciso più di ventuno persone, servendosi per lo più dell'arsenico. Approfondisci
L’arresto di William Stuff, serial killer della California che uccise almeno dodici prostitute e ne mutilò i corpi, fu possibile grazie a un insignificante incidente che coinvolse una sua potenziale vittima e un gelato al cioccolato. Approfondisci
La fine misteriosa di Queho, il primo serial killer del Nevada, ha dato vita a una serie di storie inquietanti su questo assassino che terrorizzò la regione dell’Eldorado Canyon all’inizio del XX secolo. Approfondisci
La storia di John Childs, noto come “Il macellaio dell’East London”, un sicario e serial killer inglese che tra il 1974 e il 1978 uccise a colpi d’arma da fuoco sei persone, che poi smembrò nella vasca da bagno del suo appartamento nel quartiere di Poplar. Approfondisci
Un articolo su Jane Toppan, uno spietato “Angelo della Morte” statunitense che, approfittando del suo lavoro di infermiera, uccise sul finire del XIX secolo almeno trentuno pazienti. Approfondisci
Per la rubrica “I volti di Psycho” del Giornale un articolo su Andrei Chikatilo, “Il mostro di Rostov”, il serial killer cannibale più spietato dell’URSS, che tra il 1978 e il 1990 uccise almeno cinquantadue persone. Approfondisci
L’ombra del serial killer continua ad aleggiare sugli omicidi irrisolti di tre prostitute avvenuti in Val di Magra, tra la Spezia e Massa e Carrara, alla fine degli anni ’90. Approfondisci
Un articolo che parla del complesso rapporto psicologico tra i serial killer e le loro mogli. Approfondisci
Per la rubrica “I volti di Psycho” del Giornale un articolo sul sudcoreano Yoo Young-Chul, lo spietato serial killer dall’impermeabile giallo, che tra il 2002 e il 2003 uccise venti persone. Approfondisci
Un breve articolo sulla coppia pluriomicida britannica Fred e Rose West, che tra il 1967 e il 1987 uccise nella città di Gloucester dodici ragazze, molte delle quali furono massacrate nell’abitazione degli assassini, in Cromwell Street. Approfondisci
La docuserie true crime “I più spietati serial killer” in onda su Sky Crime e Now ha riportato l’attenzione su Marc Dutroux, il cosiddetto “Mostro di Marcinelle”, serial killer belga che sequestrò, torturò e abusò sessualmente di sei ragazze tra gli 8 e i 19 anni. Approfondisci
🔴 Cronaca nerissima
USA – Il primo giugno il corpo senza vita di una giovane donna di 21 anni è stato ritrovato in un’area boschiva nei pressi di Milton, una piccola città a otto miglia a sud di Boston, in Massachussetts. Questa ennesima morte misteriosa ravviva le voci di un serial killer in azione nel New England. Approfondisci
USA – I procuratori dello Stato della Florida hanno annunciato l’incriminazione per due capi d'accusa di omicidio di primo grado e tentato omicidio a carico di Willy Maceo, ex agente immobiliare e ora presunto serial killer che prendeva di mira i senzatetto di Miami. Approfondisci
ITALIA – La storia di Vasile Frumuzache, guardia giurata e reo confesso di due femminicidi, dietro i quali si potrebbero nascondere altre morti misteriose. Approfondisci QUI e QUI
USA – Il ritrovamento all’inizio del mese di un ennesimo corpo senza vita nel lago Bird ad Austin è solo l’ultima delle notizie di cronaca che alimenta le voci di un serial killer in attività nella città texana. Negli ultimi tre anni sono stati ripescati trentotto cadaveri dalle acque del lago. Nonostante le testimonianze di aggressioni notturne nelle aree circostanti, e che molte delle morti sono ancora avvolte nel mistero, la polizia è convinta che la causa di tutti questi decessi sia dovuta a incidenti. Approfondisci
USA – La divisione di archeologia dell’Università del Kansas ha organizzato dei lavori di scavo su un terreno poco fuori la città di Parsons, dove si ritiene che la famiglia Bender, probabilmente la prima famiglia di serial killer degli Stati Uniti, avesse la propria casa. Approfondisci. Si pensa che i Bender, vissuti in quella zona alla fine del XIX secolo, abbiano ucciso circa venti persone, per la maggior parte viaggiatori. Approfondisci
USA – Il medico legale della contea di Hamilton, in Indiana, ha dichiarato che il caso del serial killer di Fox Hollow Farm probabilmente rimarrà ancora aperto per molto tempo. Ci vorranno anni per identificare tutte le vittime del presunto serial killer Herb Baumeister. Delle circa venticinque corpi che si presume siano stati sepolti nella famigerata tenuta di Westfield, solo dieci sono stati finora identificati. Approfondisci
INDIA – Devender Sharma, 67 anni, noto come “Dottor Morte”, è stato arrestato, dopo un lungo periodo di latitanza, dalla polizia di Delhi a Dausa, nel Rajasthan, dove si spacciava per un sacerdote in un ashram sotto falsa identità. Sharma era stato condannato all’ergastolo in sette casi distinti a Delhi, nel Rajasthan e nell'Haryana, mentre un tribunale di Gurugram lo aveva addirittura condannato alla pena capitale. Sharma era famoso per gettare i corpi delle sue vittime nelle acque infestate dai coccodrilli e per aver gestito un racket di trapianti d’organi tra il 1998 e il 2004. Approfondisci
INDIA – Il mese scorso il serial killer Raja Kolander, insieme al suo complice, è stato condannato dal tribunale di Lucknow, capitale dello Stato indiano dell'Uttar Pradesh, all’ergastolo per un duplice omicidio avvenuto nel 2000. I due uomini avevano ricevuto già una condanna all’ergastolo per omicidio, dopo la scoperta di quattordici crani umani rinvenuti nella fattoria di Kolander. Approfondisci
USA – Dei resti umani sono stati scoperti il mese scorso a breve distanza dalla proprietà di Taylor Swift, a Westerly, nel Rhode Island. Nessuna ipotesi di crimine è stata finora formulata, ma la popolazione locale è in stato di allerta, e la notizia non fa che alimentare le già numerose speculazioni sulla presenza di un serial killer nel New England. Approfondisci
USA – Glen Edward Rogers, 62 anni, un presunto serial killer che avrebbe confessato di aver ucciso almeno settanta persone, è stato giustiziato con un’iniezione letale il 15 maggio scorso in Florida. L’uomo, arrestato nel 1995, era detenuto nel braccio della morte del Florida State Prison per l’omicidio di Tina Marie Cribbs, madre di due figli. Nella sua dichiarazione finale ha affermato in modo enigmatico che "nel prossimo futuro, le vostre domande troveranno risposta" e prima di ricevere l’iniezione letale ha detto "Presidente Trump, continui a rendere grande l'America. Sono pronto a partire". Approfondisci
USA – Le speculazioni su un serial killer in azione nel New England stanno dilagando sui social media, dopo che negli ultimi mesi sono stati rinvenuti dodici cadaveri tra il Rhode Island, il Connecticut e il Massachusetts. Approfondisci. Tuttavia, la polizia cerca di arginare l’allarme e prosegue con le indagini, dopo aver dichiarato che per alcune delle vittime ci sono stati arresti e sono state sospettate persone diverse, mentre per altre non ci sono tracce che facciano supporre che siano morte in modo violento. Approfondisci
💣 Il contest numero 20 di ABISSO
“L’assassino dentro di noi. O dentro quello seduto al nostro fianco”. In estrema sintesi è questo il tema del diciannovesimo contest di ABISSO, aperto a racconti inediti lunghi fino a 666 parole. Possono partecipare tutti gli autori e le autrici maggiorenni di nazionalità italiana che alla data del 16 giugno risultavano iscritti alla newsletter.
I partecipanti dovranno scrivere un racconto - di genere giallo, thriller, horror - che gira attorno a un assassino (o un’assassina) perfettamente nascosto tra le persone “normali”.
In palio, per chi vincerà, c’è la pubblicazione della propria opera in una futura raccolta cartacea. Per partecipare - a costo zero, come sempre - basta compilare il modulo di iscrizione (scaricabile QUI) e inviarlo per email insieme al proprio racconto all’indirizzo abisso@substack.com
C’è tempo fino al 16 luglio 2025 per inviare la propria opera.
In attesa dei risultati del contest numero 19, quello legato a “Uno grosso da tanti piccoli”, oggi segnaliamo il racconto vincitore del contest numero 18, quello legato a “Ci prende e ci porta via”.
Ha vinto “Il fondo della voluttà” di Luca Giraldi. 😉
Complimenti Luca, sarai presto contattato per le operazioni di post premiazione.
🏆 L’albo d’Oro dei Contest di ABISSO
Ecco l’elenco dei vincitori delle precedenti edizioni del contest della newsletter:
Contest 17 “Il pericolo dove non dovrebbe esserci” - Guido Del Giudice
Contest 16 “Insetti, che fastidio!” - Matteo Scarfò e Andrea Porcu
Contest 15 “Porca pupazza, che freddo cane!” - Michele Iacoponi
Contest 14 “Piace a tutti, a me no” - Fabrillo Vigrali e Gianluca Ingaramo
Contest 13 “Decadimento e rinascita?” - Tea Vergani con Alberto Stecca
Contest 12 “Tanti sognatori” - Lucia Gambardella
Contest 11 “Nemesi” - Margherita Tramontano
Contest 10 “Prigionieri” - Joe Alessandro Asciutto
Contest 9 “Sciogliersi” - Axel Trulli
Contest 8 “La furia dei giusti” - Margherita Tramontano
Contest 7 “Sonno” - Raffaella Prenza
Contest 6 “Tempo” - Ilario Giannini
Contest 5 “Crocefissione” - Francesco Gallo
Contest 4 “Decapitazione” - Simone Pancotti e Roberto Risso
Contest 3 “True crime” - Roberto Risso
Contest 2 “Serial killer” - Alessandro Esu
Contest 1 “Reincarnazione” - Paola Viezzi
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